Moretti & Vitali: Il tridente. Campus
Tutti i libri della collana Il tridente. Campus - Pagina 2
Jung e le immagini
a cura di F. Vigna
editore: Moretti & Vitali
pagine: 237
È pressoché inevitabile, quando si ragiona sul pensiero fantastico, lo scontro con una concezione di fondo che lo svaluta, perché teorizza lo sviluppo umano come qualcosa che procede dall'inconscio alla coscienza, dal pensiero fantastico a quello razionale. È sufficiente ricordare il freudiano "là dov'era l'Es sarà l'io". Certamente il mondo di fantasie ingenue e lussureggianti che ci viene presentato dalle mitologie ha più affinità con la creatività artistica che non con la registrazione fedele del mondo reale; lo stesso vale per il mondo psichico dei primitivi, dei bambini e dei folli. Per questo motivo, nell'interrogarsi su quale sia il significato ultimo del fantasticare, gli autori hanno voluto in primis esplorare il tema della creatività. Sappiamo bene che solo quando accedono ad una consapevole individuale elaborazione le immagini che appaiono nel nostro mondo interiore acquisiscono uno statuto particolare e prezioso: diventano appunto creatività. E il punto focale della creatività consiste, come ci suggerisce Jung, nell'accettare il passaggio da una utilizzazione estetica delle immagini, che in estrema sintesi è un modo più o meno inconscio per negare le potenzialità conflittuali che esse recano, a un atteggiamento etico, che vede nelle fantasie la raffigurazione di contenuti che non sono più o non sono ancora riconosciuti dall'Io.
Il tempo e l'anima
a cura di V. Marsili
editore: Moretti & Vitali
pagine: 180
Fino a Bleuler la psichiatria aveva considerato il tempo nella sua dimensione di Cronos, ma con la fenomenologia, il tempo diviene progressivamente i tempi dell'esperienza soggettiva. Assumendo il vertice interno del soggetto in cui si inscrivono i cambiamenti e la tensione vitale. Potrà quindi essere vissuto, arrestato, sospeso, dilatato, negato, svuotato, recuperato. Da parte sua la psicoanalisi, sin dalle origini, sostanzialmente si distanzia in modo netto da questa visione del tempo: l'esistenza del soggetto è nelle identificazioni con i propri oggetti e, quindi nella difficoltà soggettiva a potersene separare. "...può darsi che l'oggetto non sia morto davvero, ma sia andato perduto come oggetto d'amore" (S.Freud, 1905). Si potrebbe affermare che, sostanzialmente, per la psicoanalisi la vita psichica del soggetto si organizza e si dispiega contro ogni regola temporale. Anche per Jung il tempo nel transfert assume solo la dimensione "sincronica" in cui gli eventi, prima che accadere, coincidono (C.G. Jung, 1950). È solo l'intersezione di due menti che iscrive il tempo - che tenderebbe a rimanere simile a se stesso all'infinito - in una dimensione di realizzazione. La domanda drammatica sulla durata effettiva del tempo, che sottende ogni azione, ogni relazione, ogni contenuto di pensiero, è stata a lungo difensivamente rimossa. Gli interventi proposti in questo libro intendono riportare la domanda alla sua centralità per l'esperienza del soggetto nella sua relazione con sé e con la Storia.
Giochi del corpo e delle emozioni nello psicodramma analitico
a cura di L. Stradella
editore: Moretti & Vitali
pagine: 150
Freud e Severino
Gabriele Pulli
editore: Moretti & Vitali
pagine: 100
Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo". Emanuele Severino definisce la propria filosofia come "la ricerca di quell'essere che è fuori del tempo". Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell'inconscio, una sua "esatta valutazione filosofica", possa "aprire il varco verso le massime profondità", ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull'inconscio, il suo testamento spirituale. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono affatto sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l'una come il complemento dell'altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre fra loro una "reazione chimica", dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo: di non riconducibile a nessuna di esse ma a una sintesi più ampia, in grado di comprenderle entrambe. Tali concezioni cioè possono illuminarsi a vicenda in quanto ciascuna illumina qualcosa di esclusivo dell'oggetto a cui si riferisce, che in entrambi i casi è la radice più profonda della vita. Ne risulta un saggio che si addentra effettivamente nel varco verso le massime profondità indicato da Freud che, oltre agli addetti ai lavori della psicoanalisi e della filosofia, "dice" qualcosa a chiunque sia sensibile alle tematiche culturali.
La grande madre. Convergenze
a cura di S. Baratta , F. Ermini
editore: Moretti & Vitali
pagine: 195
Jung ipotizza che le influenze esercitate dalla madre sui propri figli non derivino necessariamente dalla madre stessa e dai suoi reali tratti di carattere. Accanto a questi vi sarebbero qualità che la madre, in quanto persona, solo apparentemente possiede, ma che di fatto sorgono dalla struttura archetipica che la circonda e sono proiettate su di lei dai figli stessi. Dire della Grande Madre è dunque un modo di nominare un'immagine tratta dall'esperienza culturale collettiva. In quanto "immagine", essa rivela una pienezza archetipica, ma anche una distinta polarità tra positivo e negativo.
Atque. Fare e pensare in psicoterapia. Cosa fanno gli psicoterapeuti e cosa pensano mentre lo fanno
a cura di F. Pieri
editore: Moretti & Vitali
pagine: 192
Studi recenti hanno dimostrato che esiste in tutti noi non solo una disposizione a fare cose con gli altri, ma anche a fare co
La conoscenza sensibile
a cura di M. La Forgia , M. E. Marozza
editore: Moretti & Vitali
pagine: 170
Atque. Il presente
a cura di P. F. Pieri
editore: Moretti & Vitali
pagine: 463
È di fondamentale importanza, per ogni persona, impegnarsi a vivere nel suo presente, e prendersene cura, senza cedere alla tentazione di capitolare di fronte alle forme del passato, con un'unilaterale e acritica esaltazione della tradizione e della memoria, o di lasciarsi ammaliare dalle lusinghe del futuro, con un'altrettanto pericolosa caduta in un'utopia astratta. È un'esigenza fondamentale per gli uomini (e le donne) riuscire a mantenere il passo del tempo in cui vivono, adeguando le proprie forme di vita e i propri stili di pensiero alle necessità e alle esigenze in rapida trasformazione, studiando il passato in modo da conoscerlo, rispettarlo e trarne i dovuti insegnamenti, e guardando al futuro per acquisire la capacità di "gettarsi avanti" quel tanto che serve per progettare, ma senza servile devozione nei loro confronti.
Metodo impossibile. Vittorio Benussi e la psicoanalisi sperimentale
Antonino Trizzino
editore: Moretti & Vitali
pagine: 133
Vittorio Benussi (1878-1927) attraversò la vita con incauta rapidità; stabilì, all'interno della sua riflessione, un ponte tra scienza e psicoanalisi; di fronte a una sfida così radicale rispose con qualcosa di più dell'adesione a un metodo, qualcosa di imponderabile che ha tutta l'aria di un destino; infine, la mattina del 24 novembre 1927, a quarantanove anni, si uccise con una tazza di tè al cianuro. Questo saggio intende ricostruire il suo progetto di psicoanalisi sperimentale. Per Benussi il linguaggio dell'inconscio non rinvia mai a un ambito sperimentale o psicoanalitico, ma sempre a un loro rapporto possibile. Dal contatto di queste prospettive emerge uno dei tentativi più estremi di conoscenza della mente; l'"analisi psichica reale". Qui Benussi è al cuore dell'idea di misurazione della psiche e il suo stile si allinea alle ricerche di psicopatologia sperimentale condotte al Burghölzli di Zurigo da E. Bleuler e C.G. Jung, assegnando la pratica di laboratorio alle aree interdette allo sperimentatore. Ma non basta il lessico freudiano a spiegare l'inconscio. Benussi convoca nuovi strumenti al centro della sua riflessione: l'"inconscio fisiologico", .l'"analisi metrica del respiro", il "sonno base", l'"autonomia funzionale emotiva". Se il discorso benussiano si pone al limite tra sperimentazione e psicologia del profondo è in questo limite che esprime i suoi vertici teorici e la sua tragica conclusione.
Nel regno dell'immaginazione. Da Jung alla pedagogia immaginale
Marina Barioglio
editore: Moretti & Vitali
pagine: 278
Seguendo le tracce della straordinaria avventura di Jung nei luoghi del sogno, del mito, dell'arte, dell'alchimia, questo libro ci accompagna "nel regno dell'immaginazione" e ci propone il nòcciolo del pensiero dello psicologo zurighese: la restituzione della facoltà immaginativa al suo pieno potenziale cognitivo e trasformativo. È questo punto nevralgico che la ricerca di Jung si connette a quella prospettiva del pensiero contemporaneo che fa capo alla tradizione "immaginale", impegnandosi a rifondare l'alleanza tra uomo e mondo proprio attraverso l'immaginazione creatrice, come legante e luogo di radicamento di tutto e di ciascuno. Artefici di questa operatività "immaginatrice" nella modernità sono gli artisti, che nelle loro opere offrono l'esempio compiuto o in divenire di una ricucitura tanto più necessaria quanto più il lacerarsi dell'esperienza umana della realtà avanza in una progressione disperata e distruttiva. Tentare di fecondare con questo sapere salvifico la cultura pedagogica contemporanea è un compito arduo, un'opera di trasformazione che può e deve essere nutrita della ricerca di autori prodigiosi e liberatori come Jung. Un autentico maestro, come emerge dalle pagine appassionate dell'autrice, capace di attenuare l'isolamento tragico di un'umanità sradicata e perplessa e di restituire anima e vita all'architettura immensa e articolatissima di una realtà molteplice, integra e generosa.
I nomi della sincronicità Convergenze
a cura di S. Baratta , F. Ermini
editore: Moretti & Vitali
pagine: 156
Il volume si avvale di una vastissima collaborazione interdipliscinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagi
Etica del giudizio e etica della contemplazione. L'economia si regge sull'ignoranza?
Giorgio Girard
editore: Moretti & Vitali
pagine: 108
Il libro esamina la base conflittuale della struttura economica del tempo presente, che si regge sulla competizione in cui il più forte (il "migliore") scaccia il più debole (il "peggiore"). In questo contesto sociale competitivo i desideri e i bisogni umani acquistano loro stessi caratteri sempre più competitivi e il consumo diviene la palestra in cui essi esprimono la loro arroganza, il proprio essere "più" degli altri. Che quindi si tratti di giudicare, o che si tratti di consumare, sarà all'opera sempre un punto di vista, una posizione espressa dall'Io di ciascuno, che avrà allora necessariamente un carattere individuale e parziale. Un'importante ipotesi che il libro avanza è che sia proprio questo eccesso di individualismo e confronto, quasi ossessivo, con "l'altro", tipico della nostra epoca, a far prender coscienza dei pericoli che la parzialità delle prospettive comporta, e a cercare quindi altre strade nel relazionarsi tra gli uomini. Sembra allora affacciarsi la consapevolezza che sia urgente allargare la prospettiva dello sguardo oltre il soggetto e le sue pretese per far emergere la valenza e il senso anche delle opinioni non condivise, o dei bisogni e dei desideri che non sono propri, ma altrui: si fa così strada la contemplazione" della panoramica delle opinioni che tende a contrastare e ridimensionare lo strapotere dell'Io.
Per una nuova interpretazione dei sogni
a cura di E. Benelli
editore: Moretti & Vitali
pagine: 328
Questo libro conclude e contemporaneamente segna l'inizio di un nuovo cammino di una rivista, "Radure Quaderni di materiale ps
Atque. Simbolo, metafora, esistenza. Saggi in onore di Mario Trevi
editore: Moretti & Vitali
pagine: 343
"Il libro è una raccolta di contributi di psicoanalisti e filosofi allievi di Mario Trevi, in occasione del suo ottantesimo compleanno. A Mario Trevi, la figura più significativa della critica junghiana italiana, si deve una profonda revisione del pensiero di Jung e del suo innatismo archetipale; ma soprattutto cogliamo sempre più la sua meditata e convincente attenzione a valorizzare l'individuazione di fronte alla mente neuronale e ci sentiamo presi a fondo dalla sua teoresi che focalizza la funzione simbolica come attività sintetizzatrice degli opposti. Nei suoi più noti transiti di pensiero, egli coglie costantemente la profonda storicità della psicologia come scienza di frontiera tra natura e cultura, tra discorso della psiche e discorso sulla psiche. Il superamento del relativismo junghiano da lui cercato lo ha condotto a elaborare una psicologia dialogica con forte connotazione ermeneutica, aperta all'esercizio dell'autolimitazione ma attenta anche ai pericoli del relativismo, solo apparentemente tollerante." (dalla prefazione di Bruno Callieri)
Oltraltro. Tra i confini dell'anima e della follia
a cura di P. G. Lucchini
editore: Moretti & Vitali
I nomi della trasformazione. Convergenze
a cura di S. Baratta , F. Ermini
editore: Moretti & Vitali
pagine: 141
Il tema della trasformazione percorre tutta l'opera di Jung, tanto da divenirne evidente e irreversibile segnale di rottura con Freud in occasione della pubblicazione dei "Simboli della trasformazione". La Psicologia Analitica di C.G. Jung è una vera e propria psicologia della trasformazione, che riesce a superare la dicotomia tra pulsione di vita e pulsione di morte nel processo di individuazione. Questo libro analizza il tema della trasformazione in Jung, attraverso l'accostamento a più voci, frutto di una vasta coollaborazione interdisciplinare.
I nomi comuni dell'anima. Convergenze Vol.2
a cura di S. Baratta , F. Ermini
editore: Moretti & Vitali
pagine: 141
Questo volume è il frutto di una vasta collaborazione tra studiosi di vari campi (dalla filosofia alla storia dell'arte, dalla letteratura alla psicologia, dalla musica alla poesia...), riunitesi allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" rappresentative di qualche zona dell'Anima. La polisemia di questo concetto e le sue amplificazioni, mitologiche, fiabesche o storiche, hanno dato origine a un lavoro la cui molteplicità delle fonti, le metodologie adottate, il taglio critico scelto e gli stili di scrittura sono di per se stessi rappresentanti della struttura animica.
La dimora della lontananza. Saggi sull'esperienza nello spazio intermedio
Sergio Vitale
editore: Moretti & Vitali
pagine: 266
In un mondo privato della certezza nella Fine, intesa come momento risolutivo per una possibile salvezza, ha acquisito importanza sempre maggiore la medietà come carattere costitutivo dell'esistenza, ovvero lo "stare nel mezzo" (corrispondente ad un irrimediabile distare), eternamente in vista delle cose ultime, e tuttavia nell'impossibilità di raggiungerle. Abbiamo così scoperto che la nostra unica dimora consiste nella lontananza, nello spazio intermedio all'interno del quale il viaggio si compie, il nostro andare e venire.
Mèntori immaginali
a cura di M. Barioglio , P. Mottana
editore: Moretti & Vitali
pagine: 349
Il testo propone una rilettura rispettosa delle opere fiammeggianti e ineludibili di Pierre Bonnard, Etty Hillesum, Jöe Bousquet, Giacinto Scelsi, Maria Zambrano, Andrej Tarkovskij, una sosta intensa e prolungata negli scrigni poetici dell'haiku, nei frammenti di luce distillati dall'alambicco di Percy Bysshe Shelley, Wim Wenders, Claude Debussy, Edgar Allan Poe, Ted Hughes e intende offrirsi al lettore come oggetto di meditazione e di formazione a uno sguardo finalmente pieno e fecondo.
Jung e l'oriente
a cura di A. Romano
editore: Moretti & Vitali
pagine: 150
È noto che Jung si è occupato di "religione" e di "Oriente"; ma soprattutto è noto che questi interessi sono all'origine delle accuse di "misticismo" e di scarsa scientificità che gli sono state rivolte. Oggi in generale si assiste, nel campo della psicologia, a una svolta eclettica che rompe le barriere ideologiche appartenenti alle diverse scuole. Dunque il rapporto tra psicologia e religione non desta più sospetto, ma anzi interesse; viviamo in tempi in cui il problema del rapporto tra culture diverse è assolutamente attuale. Jung, da questo punto di vista, è stato un precursore. Ci aiuta ad accostarci al problema, ma non ci dà una soluzione.
