Edifici pubblici
Tutti i libri di Edifici pubblici - Pagina 36
Le biblioteche pubbliche statali: storia e sedi nei 150 anni dell'unificazione nazionale. Vademecum delle biblioteche pubbliche statali e degli istituti culturali
editore: Gangemi Editore
pagine: 308
"Nell'ambito delle attività promosse per celebrare il centocinquantesimo anno dell'unificazione nazionale si inserisce a pieno
Libri a palazzo. Una sede ritrovata per la biblioteca dell'IBC
a cura di G. Tonet , E. Landi
editore: Bononia University Press
pagine: 190
Monumenta. I mausolei romani, tra commemorazione funebre e propaganda celebrativa
a cura di M. Valenti
editore: Exòrma
pagine: 208
Fabbriche del sud. Architettura e archeologia del lavoro. 1861-2011
Gregorio E. Rubino
editore: Giannini Editore
Sigilli di eternità. Il cimitero ebraico di Finale Emilia
a cura di
M. Perani
,
G. Corazzol
M. P. Balboni
A. Creatura
e altri
editore: Giuntina
pagine: 232
Il volume contiene nuovi dati sulla comunità e il cimitero ebraico di Finale Emilia, acquisiti grazie alle preziose ricerche s
Il cimitero ebraico di Lugo
a cura di
M. Perani
,
A. Pirazzini
G. Corazzol
e altri
editore: Giuntina
pagine: 188
Il volume fornisce il testo ebraico annotato e una versione italiana degli epitaffi incisi sulle lapidi conservate nell'attuale cimitero ebraico di Lugo, in cui si trovano sia le stele ivi trasportate dal vecchio cimitero verso il 1877 sia quelle posate successivamente. Le ampie introduzioni sulla presenza ebraica a Lugo, sulla storia del suo cimitero, sull'epitaffio come genere letterario e fonte storica e sulle moltissime fonti prodotte dagli ebrei lughesi mostrano come nel Sei-Settecento Lugo fosse uno dei centri più fecondi e importanti della cultura ebraica in Italia. Situata nel Ducato di Ferrara, la cittadina divenne di grande importanza come centro ebraico dopo che nel 1639 papa Urbano VIII ordinò a tutti gli ebrei del ducato di concentrarsi nei ghetti di Ferrara, Lugo e Cento. Anche se vantava una presenza ebraica precedente, con questo decreto papale il centro romagnolo vide un aumento esponenziale della sua popolazione ebraica, che raggiunse oltre seicento persone, pari al dieci per cento di tutti gli abitanti. Già nel tardo Cinquecento, ma specialmente durante l'età barocca, gli epitaffi divennero vere e proprie poesie in rima e ritmo, che, arricchite da citazioni bibliche e rabbiniche, costituiscono sia pregevoli documenti letterari che interessanti fonti storiche: essi forniscono preziose informazioni su personaggi noti e meno noti e sulle loro reciproche relazioni parentali.
Cantine secolo XXI. Architetture e paesaggi del vino
Francesca Chiorino
editore: Mondadori Electa
pagine: 236
Il volume prende in rassegna diciotto cantine per la produzione di vino costruite dal 2007 ad oggi in varie nazioni su progetto di architetti internazionali. Nel saggio introduttivo Francesca Chiorino si sofferma sulla relazione che le cantine instaurano con l'ambiente e sulla capacità degli architetti di decifrare e restituire nel progetto i caratteri del "terroir", inteso come il complesso delle qualità culturali, ambientali, geologiche e morfologiche che caratterizzano il sito. Ad avvalorare l'ipotesi secondo la quale l'indagine del territorio deve avere un ruolo centrale nel progetto architettonico delle cantine è il saggio di Carlo Tosco che, nel rileggere la storia del paesaggio vitivinicolo, pone l'accento sui nuovi modi di pensare l'enologia che hanno una ricaduta sulla difesa dei caratteri locali, delle tecniche artigianali di derivazione contadina, dei vitigni autoctoni, delle aziende minori a conduzione familiare. È oggi in atto un processo di sensibilizzazione che coinvolge l'ecologia, la gestione del paesaggio e la stessa architettura con risultati spesso eccezionali in cui le cantine vitivinicole sono elementi importantissimi di un processo molto più ampio di generale rivalutazione di brani di territorio. I progetti presi in rassegna si trovano per la più parte in Europa e in America e le immagini e i testi a corredo descrivono con particolare cura l'inserimento degli edifici nel paesaggio.
Grandi strutture per il tempo libero. Trasformazione urbana e governance territoriale
Nicola Usai
editore: Franco Angeli
pagine: 256
La città contemporanea è caratterizzata dalla presenza di una serie di strutture che compongono il paesaggio urbano e qualific
I Palazzi del potere. Gli edifici storici e moderni per le istituzioni dello Stato. Le case degli italiani
a cura di R. Lemme
editore: Gangemi Editore
pagine: 157
Il primo di tre distinti volumi dedicati alle "case degli italiani" in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia
Calce viva. I romani grandi costruttori nei mercati di Traiano
a cura di M. P. Del Moro , U. Lucrezia
editore: Palombi Editori
Breve storia della torre di Pisa
Piero Pierotti
editore: Pacini Editore
pagine: 112
La prima commissione incaricata di occuparsi della pendenza del campanile si mise al lavoro mercoledì 15 marzo 1298. Era composta da Giovanni del fu Nicola, maestro di pietra, da Guido del fu Giovanni, maestro di pietra anch'egli e da Orsello, maestro carpentiere. Di buon accordo, assistiti da un notaio che prendeva nota del loro lavoro e davanti a una piccola folla che osservava, calarono un filo a piombo all'esterno della torre. Nel punto esatto dove esso cadeva piantarono un palo e, per maggiore precisione, sulla sua cima infissero un chiodo. Nessuno dei presenti poteva immaginare che da quel momento tante sarebbero state le commissioni incaricate della cura della Torre più famosa del mondo e che quell'edificio, già inclinato irreversibilmente, avrebbe raggiunto e superato l'anno 2000.
Il nuovo museo della Libia nel Palazzo del Popolo di Tripoli. Storia di un progetto realizzato. Ediz. italiana e araba
a cura di P. Crachi
editore: Gangemi Editore
pagine: 162
Il nuovo Museo della Libia nasce dalla riconversione del palazzo del Governatore di Tripoli, costruito dagli italiani su proge
La High Line di New York. Un parco nel cielo
Henrique Pessoa Alves , Matteo Zambelli
editore: Mimesis
pagine: 290
La High Line di New York, a West Chelsea, Manhattan, era una sopraelevata ferroviaria abbandonata e destinata alla demolizione
Il memoriale in cui è incisa la nostra storia (Quarto, 5 maggio 1860)
a cura di Biblioteca dell'Unità d'Italia
editore: Gangemi Editore
pagine: 128
All'alba del 5 maggio 1860, 1089 volontari, giovani e per lo più settentrionali, partirono dallo scoglio di Quarto verso la Si
L'Altare della Patria
Bruno Tobia
editore: Il Mulino
pagine: 144
Nella gigantesca mole a ridosso del Campidoglio si può leggere una vera e propria metafora della vicenda nazionale italiana. Progettato nel 1878 come monumento funebre a Vittorio Emanuele II, l'Altare della Patria fu inaugurato nel 1911, cinquantesimo anniversario dell'Italia unita. Nel 1921, con l'inumazione della salma del Milite Ignoto, il Vittoriano è come riconsacrato attraverso un complesso movimento celebrativo che parte dal confine orientale per confluire nella capitale. Con il fascismo diventa tribuna per un perenne ossequio patriottico e quinta di regime. In epoca repubblicana, il monumento finisce per essere un puro elemento scenografico, salvo ritrovare in anni recenti una rinnovata funzione simbolica in occasione dei funerali dei morti di Nassirya.
Processo all'Altare della Patria
editore: Medusa Edizioni
pagine: 96
Ha un secolo esatto di vita il Vittoriano. Venne inaugurato il 4 giugno 1911, per i festeggiamenti dei primi cinquant'anni dell'unità d'Italia. Per molti rappresenta uno scempio urbanistico, dove la retorica trionfale della monarchia e delle oligarchie che governavano l'Italia unita, aprirà la strada al fascismo. Eppure quando nel 1986 si tenne a Palazzo Venezia il processo all'Altare della Patria - parteciparono nomi come Bruno Zevi (favorevole all.abbattimento), Paolo Portoghesi, esponente di spicco del postmoderno, Giovanni Klaus Koenig, storico dell'architettura e del design, e altri ancora -, finì con una mezza assoluzione, perché la giuria ritenne che il monumento potesse avere una nuova e inattesa funzione nella vita della capitale. Ma già Carlo Dossi aveva dedicato all'esito del concorso del 1880 un pamphlet che prendeva di mira le surreali proposte presentate dai progettisti, definendoli, efficacemente, "I Mattoidi". E oggi? Abbatterlo oppure conservarlo? Questo libro presenta i materiali del processo, il saggio di Dossi, uno scritto di Federico Zeri sulla sciatteria culturale che emerse dai progetti dell'epoca, e una riflessione di Vittorio Gregotti, che in modo polemico ragiona sul modo di gestire i concorsi di architettura, ieri ma soprattutto oggi, di cui il Vittoriano rimane un caso emblematico.
Manuale di architettura d'interni
Riccardo Salvi
editore: Franco Angeli
pagine: 144
Questo secondo volume della serie di testi dedicati all'architettura d'interni si propone di elaborare alcune considerazioni c
Musei
Giovanni Longobardi
editore: Mancosu Editore
pagine: 192
Ricco repertorio di esempi di progettazione e gestione degli spazi dedicati ai musei
Cimiteri
Luigi Franciosini
editore: Mancosu Editore
pagine: 384
Le trasformazioni sociali in atto nel mondo occidentale impongono oggi indispensabili adeguamenti e miglioramenti delle strutt
Scuole
Laura Guglielmi , Maurizio Petrangeli
editore: Mancosu Editore
pagine: 255
Il volume raccoglie una serie di opere contemporanee e le ordina tipologicamente con l'intento di orientare l'architetto e lo studioso nel complesso panorama dei servizi pubblici. Presenta gli esempi più significativi e li descrive attraverso immagini e disegni tecnici, proprio per chiarirne l'assetto distributivo, il modello formale, l'impianto strutturale e l'inserimento urbano. L'intento è quello di fornire indicazioni di riferimento, capaci di sollevare il progettista dal lavoro di ricercare le prescrizioni normative e guidarlo verso configurazioni spaziali e ambientali ben calibrate.
