Architettura e Design
Tutti i libri di Architettura e Design - Pagina 1430
Piegatura e design. Spunti e strumenti per il progettista
Enrico Bassi
editore: SAGEP
pagine: 272
Non solo forme, ma spunti culturali, sociali, tecnologici
I quaderni della comunità montana Alta Valle Scrivia. Storie di castelli in Valle Scrivia
editore: De Ferrari
pagine: 128
Il bagno
Terence Conran
editore: Logos
pagine: 208
Pochi ambienti della casa hanno subito profonde trasformazioni come il bagno
Paul Schmitthenner. La mite legge dell'arte, in particolare nell'architettura
editore: Edizioni di Pagina
Tecniche di distacco nel restauro dei mosaici
Cesare Fiori
,
Roberta Riccobene
e altri
editore: Il Prato
pagine: 80
Le case del vino. Elementi linguistici del paesaggio vitivinicolo
Gianni Arnaudo
editore: L'Artistica Editrice
pagine: 156
L'autore, architetto cuneese, analizza in quest'opera i sistemi costruttivi nell'area territoriale delle Langhe, affrontando le tipologie canoniche della "casa del vino, concentrando la sua attenzione sugli elementi stilistici delle costruzioni rurali in contesti di produzione vinicola, escludendo - per sua stessa ammissione - "ville e casette di improbabile ispirazione stilistica messicana", per dedicarsi a quelle dei "vinti", che costruirono fra mille difficoltà le loro case in un territorio una volta poverissimo.
Il pensiero di Cesare Brandi. Dalla teoria alla pratica. Atti del seminario. Ediz. italiana e inglese
a cura di G. Basile
editore: Il Prato
pagine: 352
Green Island. Piazze, isole e verde urbano-On cities, hortus and wild gardens
a cura di C. Zanfi
editore: Damiani
pagine: 143
Il libro pensato in versione tascabile per studenti e per un pubblico ampio, è suddiviso in tre sezioni. La prima parte raccoglie testi teorici di alcune delle voci più rappresentative sull'argomento: Andrea Branzi, Catherine David, Manuel Gausa, Gilles Cléments, Critical Gardens, Tom Trevor e altri. Nella seconda sezione sono rappresentati dieci realtà internazionali - architetti, designer, paesaggisti, collettivi ecologisti - che operano in vario modo alla realizzazione e alla salvaguardia di aree urbane verdi e al verde temporaneo. La terza sezione, infine, è dedicata al progetto collettivo milanese di via Pepe nel quartiere Isola. In questa sezione sono raccontanti tre momenti di approccio alla città: attraverso l'analisi delle molteplicità del quartiere, attraverso lo sguardo fotografico, attraverso un percorso nella creatività locale, tra laboratori e piccole botteghe artigiane. Alcuni frammenti, dedicati al tema del verde in aree di mobilità quali le stazioni ferroviarie, fanno da intervallo ai vari capitoli.
La piramide di Caio Cestio e il cimitero acattolico del Testaccio. Trasformazione di un'immagine tra vedutismo e genius loci
Chiara Di Meo
editore: Palombi Editori
pagine: 224
Il cimitero del Testaccio fu il primo cimitero moderno di Roma, nel senso di terreno extraurbano con sepolture individuali. Fino al 1965 non compaiono segni di riconoscimento tombali dunque per molto tempo la zona mantenne l'immagine di aperta campagna. Questo luogo incarnava il topos del giardino settecentesco, "paesaggio romantico", meta di viaggiatori grazie alla fama data dalle guide turistiche che lo descrivevano e dai vedutisti ottocenteschi che lo celebravano. Le prime sepolture del Testaccio furono di inglesi protestanti e di alto rango, questo spiegherebbe la vicinanza del cimitero alla Piramide Cestia; il carattere della zona circostante la piramide, era congeniale alla mentalità degli uomini del Nord, protestanti e inclini a determinate scelte culturali: questo campo dava agli stranieri l'impressione di assomigliare ai loro cimiteri, solo che qui al posto della cappella c'era la Piramide. Il Testaccio rimase a lungo un'appendice lontana dalla vita della città, e ciò la rendeva, per il piccolo gruppo protestante, un posto appetibile, perché discreto e defilato seppure nel cuore della cattolicità. Del resto a Roma in materia di sepolture non cattoliche vigeva l'anarchia, mancando una normativa precisa a riguardo; l'unica prescrizione certa era che gli "eretici" non venissero interrati in luoghi consacrati.
La montagna e il diritto. Terreni agricoli, boschi e proprietà collettive: elementi geografici e giuridici
Antonio Ciaschi , Elisa Tomasella
editore: Bononia University Press
pagine: 267
Paola Salmoni. Architetto. Guida all'archivio
a cura di I. Zacchilli
editore: Il Lavoro Editoriale
pagine: 47
Cascine del lodigiano. Storia, vita e architettura di un paesaggio
editore: Bolis
pagine: 266
Il Lodigiano occupa una porzione significativa della pianura padana, tra Lambro, Adda e Po, ed è ben noto al mondo economico come area moderna che esprime capacità produttive di alta specializzazione e competitività. Tutto questo, prima ancora dei dati ufficiali degli studi economici, lo racconta il suo paesaggio, in cui i segni della modernità - le industrie, i tralicci dell'energia elettrica, le strade ad alto scorrimento - si innestano in un territorio antico, modellato con la paziente tenacia del lavoro agricolo, seguendo regole stabilite con l'esperienza e tramandate da generazioni.
