fbevnts Libri Architettura e Design | Libreria Cortina dal 1946 | Pagina 14
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Bottega storica milanese
Libreria Cortina
Bottega storica milanese dal 1947

Architettura e Design

Tutti i libri di Architettura e Design - Pagina 14

La Nuova Architettura e il Bauhaus

Walter Gropius

editore: Abscondita

pagine: 96

«Nutro la convinzione che la Nuova Architettura sia destinata ad assumere una portata molto più ampia di quella che oggi ha l'
13,00 € 12,35 €

Domus N. 1112 Maggio 2026

editore: Editoriale Domus

pagine: 100

Dai progetti di Sanaa, Snøhetta e Big alla Beirut di Lina Ghotmeh, passando per il dialogo tra Ma Yansong e Thomas Heatherwick, nel numero di maggio di Domus l’architettura non è più una forma statica, ma una partitura in continuo movimento che deve “farci sentire vivi”. Cosa deve essere un edificio, nel mondo che abitiamo? Non una forma. Non una funzione. Non un’icona. Domus 1112 arriva in edicola con Ma Yansong come guest editor e con questa domanda come bussola, una domanda che non ammette risposte semplici, e che il numero affronta con la radicalità e la grazia che appartengono ai suoi momenti migliori. L’architettura, dice Yansong, è movimento. È la maniera in cui i corpi si muovono nello spazio, nel tempo, nella luce e nel suono. Si dice che sia musica congelata, ma la parola “congelata” è sbagliata. Una porta chiusa divide lo spazio come un muro; una rampa lo percorre come una passeggiata nella natura. L’architettura non deve solo soddisfare le necessità umane: deve ispirare. Deve interagire. Incoraggia le transizioni spaziali, dissolve i confini, moltiplica le forme possibili dell’essere umani. A questa apertura rispondono due saggi. Ma Qingyun rilegge il presente della disciplina come una rivoluzione interna, silenziosa, che si dispiega dentro i sistemi normativi, finanziari, digitali. L’architettura non viene più consegnata alla società, viene negoziata con essa, non è una diminuzione della disciplina, è una redistribuzione della sua intelligenza. Lina Ghotmeh parte invece dalla propria esperienza di crescere a Beirut, città seppellita sette volte e risorta: per lei il movimento non è spostamento, è trasformazione, la capacità di evolversi rimanendo connessi a ciò che ci ha preceduto. L’architettura è sempre una forma di ascolto prima che di costruzione. La conversazione tra Ma Yansong e Thomas Heatherwick è tra le più intense della stagione editoriale. Heatherwick articola una convinzione che attraversa tutto il numero: la professione ha sviluppato un’immagine in cui tutto è sotto controllo, in cui il progettista appare come un burocrate affidabile. Questa idea di razionalità è però inapplicabile, una volta che si constata come gli esseri umani siano guidati da emozioni e sentimenti. Il senso del movimento non è esibizionismo: dà emozione. E l’emozione è il compito più urgente dell’architettura nel secolo della solitudine. Da qui il numero si apre in un atlante geografico e poetico del movimento nella pratica contemporanea. Il Taichung Green Museumbrary di Sanaa, inaugurato a dicembre 2025 a Taiwan, unisce museo d’arte e biblioteca pubblica in un sistema di otto volumi interconnessi, rampe a spirale e spazi di fusione: lavora sul Neutro — nel senso in cui lo intendeva Roland Barthes, spazi indeterminati, aperti al contingente. Il Suzhou Museum of Contemporary Art di Big è dodici padiglioni che si sciolgono nel paesaggio del Lago Jinji con coperture in acciaio spazzolato che si drappeggia come catenarie. La stazione Qasr AlHokm di Riad, firmata da Snøhetta, agisce come un periscopio urbano: la copertura riflette la città verso il basso e il sottosuolo verso l’alto, mentre un giardino temperato a trentacinque metri sotto il livello stradale introduce una natura impossibile nel ventre della metropoli. La stazione Centro Direzionale di Napoli, di Benedetta Tagliabue, porta nella città una foresta di legno lamellare che connette il quartiere di Kenzo Tange, isolato e artificiale, figlio degli anni Settanta, alla profondità storica e vulcanica di Napoli. Auric Terrain a Pechino è una passerella sinuosa di oltre 200mila pannelli d’alluminio che si sviluppa come una vena del drago nel paesaggio, dove il movimento è relazione dinamica tra corpo, luce e materia. L’architettura non viene più consegnata alla società, viene negoziata con essa: non è una diminuzione della disciplina, è una redistribuzione della sua intelligenza. Tre voci costruiscono il percorso artistico. Drift presenta “Coded Nature II: Vortex”, dove il pubblico assume il ruolo del vento e attiva il sistema. Wei Tao racconta il “Comma Project”: una gigantesca virgola di 35.547 metri quadrati tracciata nella prateria della Mongolia Interna con tessuto geotessile, poi esistita come vettore matematico in Cad, poi trasmessa da un satellite in orbita, tre stati della stessa punteggiatura, tre modi di abitare l’assenza di significato. Cometabolism Studio presenta “Antagonism”: due altalene ricavate dal monkey cart minerario che creano, attraverso il pubblico, un equilibrio dinamico tra trazione e controbilanciamento, la produzione e il tempo libero riconciliate in un gesto. Curata da Matt Shaw, la sezione Tempi nuovi porta due studi che incarnano le forme contemporanee del movimento. Xing Design lavora con tecnologie emergenti: dalla stazione Yuyuan di Shanghai, con il soffitto di led programmabili che cambia il cielo artificiale secondo le stagioni, al Cloud Engine di Jingdezhen, polo energetico interrato che restituisce alla città un parco. Andblack Design Studio opera nel punto di tensione tra parametricismo occidentale e artigianato locale indiano: la scultura “Vayu”, composta da 4mila pezzi di legno unici che mimano il vento; la Louvered House, con lamelle orientabili per ventilazione naturale e flessibilità d’uso La sezione Architettura senza architetti è affidata a Edward Burtynsky. Tre immagini, “Highway #1” a Los Angeles, “Coal Train” nel Wyoming, “Tyrone Mine” nel New Mexico, raccontano l’intreccio tra le opere dell’uomo e le forze della natura, producendo paesaggi magnetici e surreali. Il testo è una meditazione sulla scala: se fossimo stati all’altezza della nostra genialità ma avessimo mantenuto la popolazione a livelli sostenibili, potremmo aver avuto tutto. Non è accaduto. La miniera di rame di Tyrone, con i materiali di risulta che assumono colori psichedelici appena esposti all’aria, è uno dei paesaggi più perturbanti che Domus abbia mai ospitato. Il Diario apre con il fatto del mese: due eventi separati da un oceano e da temperamenti opposti che si illuminano a vicenda con una precisione quasi crudele. Il Pritzker Prize 2026 assegnato a Smiljan Radić Clarke, sessanta progetti in trent’anni, studio compatto, nessuna concessione alla scala del gesto, e l’apertura delle David Geffen Galleries al Lacma, coronamento dei diciassette anni di lavoro di Peter Zumthor. Mariotti li legge insieme: non come opposti, ma come due risposte alla stessa domanda, formulate da posizioni radicalmente diverse. Nessuno dei due costruisce per la fotografia. Entrambi costruiscono per il corpo. L’architettura non deve solo soddisfare le necessità umane: deve ispirare. Deve interagire. Incoraggia le transizioni spaziali, dissolve i confini, moltiplica le forme possibili dell’essere umani. Seguono le Letture globali: We the Bacteria di Beatriz Colomina e Mark Wigley, che ribalta il paradigma moderno aprendo l’architettura alla coabitazione con i microbi; Cucire universi di Domitilla Dardi, che mostra i legami tra gli schemi dell’uncinetto e le strutture di Pier Luigi Nervi; Architecture Against Architecture di Reinier de Graaf, manifesto in quattordici punti sulla necessità di ripensare come e perché si costruisce oggi; “Roma vietata”, saggio fotografico sulle piazze romane occupate dalle automobili prima delle battaglie per la tutela dei centri storici. Nel corpo del Diario: Paul Smith riflette sui corrimano, dalla Biblioteca Laurenziana alla casa di Barragán a Città del Messico. Valentina Petrucci firma il ritratto di Giorgio Jannone, presidente di Cartiere Pigna, che racconta il proprio rapporto con l’arte — dalla sindrome di Stendhal agli Uffizi alla “Madonna Litta”. Francesco Franchi analizza l’identità visiva delle Olimpiadi 2028 di Los Angeles: tredici bloom generativi, una palette ispirata all’Uccello del Paradiso, quattro font accostati senza gerarchia fissa. Alberto Mingardi rilegge Il mondo nuovo di Huxley e si chiede se il racconto distopico del 1932 non alluda a certe scene di questo inizio secolo. Nanni Delbecchi ritrae l’appartamento di Alberto Moravia al Lungotevere della Vittoria — 12mila volumi, maschere africane, undici tele di Schifano, il ritratto di Guttuso con il pullover rosso fuoco, il santuario modernista di un romanziere che è tornato sempre sul luogo del delitto: gli anni Trenta della borghesia italiana. Loredana Mascheroni cura la collezione “Made to Measure” di Herzog & de Meuron per Unifor, presentata al Salone del Mobile 2026, dove il sughero diventa protagonista assoluto. Walter Mariotti firma “Il valore dell’ospitalità” con il Lasserhaus di Bressanone, intervento su una dimora aristocratica del XV secolo, e la riflessione sull’ontologia dell’abitare contemporaneo. Il Contrordine di Mariotti parte da una fotografia: novembre 1973, Germania, le autostrade vuote per decreto, bambini che corrono in bicicletta sull’asfalto pensato per i motori. Erano i giorni dello shock petrolifero. Oggi, con la crisi dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa il venti per cento del petrolio mondiale, siamo di nuovo lì. Il precedente esiste: nel 1973 l’Europa dipendeva dal petrolio mediorientale per circa il settanta per cento del proprio fabbisogno. La differenza, questa volta, è che le alternative esistono. Nel 2025 l’Italia ha installato 7,2 gigawatt aggiuntivi di potenza rinnovabile; secondo Ecco Climate, in un anno potrebbe sostituire oltre l’ottantantacinque per cento del fabbisogno di gas dal Qatar. Il problema non è tecnologico. È una questione di volontà politica e visione culturale. Ogni crisi energetica è, in fondo, una crisi d’immaginazione. La domanda non è se usciremo da questa crisi, ne usciremo. La domanda è se, per la prima volta in cinquant’anni, avremo l’intelligenza e il coraggio di non tornarci.
15,00 €

Arketipo N.191 - 4/2026

Wineries

editore: Tecniche Nuove

pagine: 160

9,00 €

Architetti che insegnano storia. Zevi, Bruschi, Tafuri

Fulvio Lenzo , Renata Samperi
e altri

editore: Campisano Editore

Il volume raccoglie gli esiti del convegno di studi "Zevi, Bruschi, Tafuri e le storie dell'architettura", tenutosi a Ferrara
40,00 € 38,00 €

Architettura raccontata. Il progetto della città nell'era dell'intelligenza artificiale-Architecture as narrative. Designing the city in the age of artificial intelligence

Marco Maretto

editore: Cacucci

pagine: 272

L'intelligenza artificiale segna un passaggio decisivo nella cultura del progetto, poiché riconfigura le forme della conoscenz
25,00 €

Il design della città universitaria di Roma. Categorie e microstorie degli anni Trenta

Federica Dal Falco

editore: Franco Angeli

pagine: 208

La Città universitaria di Roma è un esempio paradigmatico della storia della cultura progettuale italiana tra i primi anni Tre
36,50 €

Le diseguaglianze spaziali nelle città del Sud Europa. Analisi, rappresentazione e strategie di contrasto

a cura di I. Vinci , G. Laino

editore: Franco Angeli

pagine: 524

L'aumento delle disuguaglianze economiche e sociali è un tratto distintivo dell'epoca in cui viviamo e le città rappresentano
85,00 €

21,00 € 19,95 €

Narrazioni urbane. Città, fragilità, paura

a cura di G. Bertelli

editore: Marinotti

pagine: 296

Il libro è una raccolta di saggi che permette di costruire un racconto corale intorno ai temi salienti ti del dibattito interd
26,00 € 24,70 €

TERRITORIO N. 111/2024

editore: Franco Angeli

26,50 €

Jenny sais quoi

Jenny Walton

editore: Phaidon

pagine: 264

44,95 € 42,70 €

Storia dei giardini. Protagonismi, pratiche, combinazioni

Hervé Brunon

editore: Viella

pagine: 144

Che siano quelli delle ville in campagna o degli spazi cittadini, i giardini sono il fulcro di vasti sistemi territoriali, all
18,00 € 17,10 €

Gaudí

Gijs Van Hensbergen

editore: Lindau

pagine: 400

A 100 anni dalla morte la figura di Gaudí (1852-1926) incombe come quella di un gigante, stupefacente, enigmatico, arcano
29,00 € 27,55 €

Olivetti Firenze

editore: Edizioni di Comunità

pagine: 120

Un libro per raccontare l'architettura del Palazzo Olivetti a Firenze attraverso le foto dei grandi maestri della fotografia i
40,00 € 38,00 €

Architettura norvegese contemporanea. Temi e mappe

a cura di R. Belibani , A. Romano

editore: LetteraVentidue

pagine: 136

Il volume propone una ricognizione sistematica dell'architettura norvegese degli ultimi trent'anni, indagandone i caratteri te
16,50 € 15,68 €

Eterotopie al Teatro Greco di Siracusa. Le scenografie di Fuksas, Garcés, Koolhaas, Pomodoro tra il 2009 e il 2014

Giacinto Palmarini

editore: LetteraVentidue

pagine: 136

Il libro nasce dalla volontà di studiare e comprendere il senso di operazioni culturali inconsuete cui si è partecipato come p
15,00 € 14,25 €

Microcosmos. Densità narrative tra architettura e moda-Narrative density between architecture and fashion

Concetta Tavoletta

editore: LetteraVentidue

pagine: 184

L'intreccio tra moda e architettura rappresenta da sempre un terreno fertile di confronto e sperimentazione
18,00 € 17,10 €

Zone d'ustione

a cura di StudioNero

editore: LetteraVentidue

pagine: 214

Questo è un libro composto da più registri, costruito a partire da posizioni differenti
18,00 € 17,10 €

«Magister David e Acceptus». Due scultori nella Puglia dell'XI secolo

Gioia Bertelli

editore: Viella

pagine: 156

Nella Puglia settentrionale della prima metà dell'XI si muovono due scultori che hanno lasciato diverse testimonianze relative
36,00 € 34,20 €

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