Architettura e Design
Tutti i libri di Architettura e Design - Pagina 13
Eduardo Souto De Moura. Casa a Moledo. Un'indagine sulla ricerca spaziale di Fernando Tavora, Álvaro Siza Vieira e Eduardo Souto de Moura
Antonello Marotta
editore: LetteraVentidue
pagine: 376
Il libro indaga una delle opere più significative dell'architetto Eduardo Souto de Moura: Casa a Moledo
La protezione è un'arte
editore: Giunti Editore
pagine: 144
Racconti aneddotici e di tono più istituzionale, esperienze in prima persona di professionisti nel campo della protezione del
Archeologia agli Uffizi. Storie e testimonianze da un paesaggio urbano
a cura di
M. Salvini
,
A. Vanni Desideri
F. Fortino
G. Roncaglia
e altri
editore: Giunti Editore
pagine: 552
Il volume nasce dall'impegno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e l
Interni N. 762 – 6/2026
FuoriSalone Milano 2026
editore: Mondadori
pagine: 112
Interni 762 – Giugno 2026 – Fuori Salone Milano 2026
Con visitatori da 167 Paesi, l’evento ha confermato la forte attrattiva internazionale. Tra i protagonisti, la mostra Interni Materiae ha trasformato la città in un grande laboratorio culturale e creativo del design contemporaneo.
I risultati sono andati oltre le più rosee aspettative. In un’edizione che poteva essere fortemente penalizzata dalla situazione geopolitica, la Milano Design Week 2026 ha fatto registrare numeri che nessuno avrebbe mai ipotizzato. Quelli comunicati ufficialmente dal Salone del Mobile parlano chiaro: 316.342 presenze registrate, in crescita del 4,5% rispetto allo scorso anno.
Un successo corale
Il dato chiave è la tenuta internazionale: i professionisti sono arrivati da ben 167 Paesi, dimostrando che il mercato non ha rinunciato all’appuntamento imperdibile dell’accoppiata Salone+FuoriSalone. Un successo corale che ha contagiato l’intera città. Il FuoriSalone ha riversato per le strade oltre mezzo milione di persone, professionisti del design o semplici appassionati, attratti dai tantissimi eventi in programma.
Interni Materiae
In questo scenario, la mostra-evento di Interni – che quest’anno aveva come titolo di grande attualità Materiae, scegliendo la parola latina per indicare l’indagine sui materiali di progetto ma anche le differenti discipline, gli ambiti e i saperi – si è confermata uno degli appuntamenti più seguiti in assoluto, registrando un’affluenza record di 542.000 presenze complessive (+14% rispetto alla precedente edizione).
Location e un po’ di numeri
L’iniziativa ha funzionato come un vero e proprio dispositivo culturale diffuso, attraendo il pubblico nei suoi poli storici: 305.000 visitatori all’Università degli Studi di Milano, 170.000 al Portrait Milano (con Audi X Zaha Hadid Architects) e 67.000 all’Orto Botanico di Brera. A queste sedi si sono aggiunte, per il quarto anno consecutivo, Eataly Milano Smeraldo e Urban Up | Unipol in De Castillia 23.
La città come laboratorio di ricerca
Con le 40 installazioni firmate da architetti e creativi internazionali, l’evento ha contribuito a fare della città un laboratorio di ricerca condivisa, un grande hub culturale e produttivo capace di concretizzare progetti non realizzabili altrove. Lo raccontano queste pagine, dedicate alla vivacità di forme, linguaggi e contenuti che hanno animato il FuoriSalone: la mostra-evento di Interni e le installazioni più belle della manifestazione. A testimoniare che il richiamo del Sistema Design Milano rimane inarrestabile a livello internazionale.
Arketipo n. 193 Giugno 2026
Durability
editore: Tecniche Nuove
pagine: 160
Arketipo è una rivista bilingue (italiano/inglese) di architettura e di ingegneria delle costruzioni che offre ai diversi attori del processo edilizio (studi, imprese, pubblica amministrazione, enti pubblici) informazioni operative e concrete su ogni progetto, con particolare attenzione ai dettagli costruttivi, ai materiali impiegati e ai sistemi tecnologici utilizzati. I temi e i protagonisti dell’architettura contemporanea vengono indagati attraverso progetti approfonditi alla scala del dettaglio e focus sulle tecnologie costruttive utilizzate.
Esce 9 volte l’anno e ogni monografia affronta un tema tecnologico sviluppato in più sezioni:
– Cantiere: l’esecuzione di un’opera architettonica di particolare interesse costruttivo;– Progetti, raccontati attraverso schede tecniche, planimetrie, prospetti e sezioni, dettagli costruttivi, foto a colori dei particolari utilizzati;– Materiali e sistemi, per il corretto e innovativo utilizzo dei materiali reperibili sul mercato con riferimento alla normativa tecnica e ai capitolati prestazionali;– Impianti, focus tecnologico sulla fase progettuale ed esecutiva;– Varie Rubriche, a supporto dell’attività quotidiana dei progettisti.
Bologna. Insegne storiche tradite-Bologna. When shops signs lie
Michela Rossi
editore: Supernova
Questa pubblicazione vuole portare in evidenza un aspetto poco conosciuto, le storiche insegne 'tradite', fotogrammi che accom
Interni N. 761 – 5/2026
The Polyamorous Home
editore: Mondadori
pagine: 112
Contents:
IN BRIEFGreen powerSimbiosi tra natura e tecnologiaPraticità sostenibile
PRODUCTIONLuci della città
RADARPROJECTSSemplice complessitàMiami, Massimo Iosa Ghini – Cuore italianoNYC, Mathieu Lehanneur, Oltre la casa
WINE DESIGNGaja, questione di eleganza
EXHIBITIONSDavide Groppi – Un’ora di luce
EVENTSLondon, The Italian HospitalityVibrazioni neobarocche a Ragusa Ibla
HOSPITALITYNYC, Hotel AKA NoMad
FAIRSProposte, Estetica tessile
CAR DESIGNL’orgoglio della famigliaEmozioni alla coreanaIl passato ben rimodernato
VOICESDESIGNFUL FASHIONPensare scarpe vive di Paolo Ferrarini
DISRUPTIVE DESIGNSmiljan Radic, Abitare l’instabilità di Paola Carimati
YOUNG DESIGNERSThe Rodina, Il design come situazione di Elisa Massoni
NEW MATERIALSOltre l’argilla di Valentina Croci
CINEMANuove case per nuove famiglie di Gianni Canova
BOOKS di Matteo Vercelloni
TRANSLATIONS
FIRMS DIRECTORY
10 storie di architettura e comunità alpine-10 stories of architecture and alpine communities
a cura di E. Corradi , K. Santus
editore: Biblion
pagine: 60
"10 storie di architettura e comunità alpine" si basa sul docufilm Il tempo della montagna
Oltre i recinti militari
Loredana Ficarelli
editore: Libria
pagine: 108
Questo volume nasce da un lungo percorso di lavoro, accompagnando il Politecnico di Bari in una trasformazione profonda e cons
Il sistema termale in Sardegna. Architetture per i paesaggi naturali, culturali e storici
a cura di
G. Peghin
,
S. Curioni
E. Fiorentino
C. Pisano
e altri
editore: Libria
pagine: 188
Il volume presenta gli esiti di una ricerca scientifica e di un laboratorio di tesi dedicato al sistema termale della Sardegna
Munari tutto di carta. Catalogo ragionato dalle collezioni Montecchi e Libreria Pontremoli
Giacomo Coronelli , Bruno Munari
editore: Editori Vari
pagine: 639
Catalogo di vendita con ambizioni bibliografiche, dedicato al Munari “su carta”. Organizzato per sezioni cronologiche, propone una ricognizione alquanto esaustiva della produzione grafica, editoriale e progettuale dell’artista. Oltre mille lotti corredati da centinaia di immagini a colori pregevolmente impaginati da Camilla Lietti.
Descrizione fisica in 8°, cartonato editoriale con sovracoperta, stampato in bianco e nero opaco/lucido, riproduce illustrazioni dell’artista, numerose fotografie nel testo.
Domus 1113, Giugno 2026
editore: Editoriale Domus
pagine: 100
CONTENUTI DOMUS 1113 – GIUGNO 2026
Dai progetti di Oma, Snøhetta e Mvrdv alla Giza di Heneghan Peng, nel numero di giugno di Domus l’architettura non è una decorazione estetica, ma un’infrastruttura morale che ha “il coraggio di farsi vedere”
Ogni numero di Domus nasce da una meditazione. Questa volta è dichiarata fin dalla copertina: l’architettura è immagine. Non diventa immagine, non si serve dell’immagine, è immagine, nel senso più radicale e scomodo del termine. Ma Ma Yansong, guest editor, non lo dice come una resa. Lo dice come chi ha costruito abbastanza da sapere che ogni edificio nasce già come visione mentale, e che la capacità di comunicare quella forma non è un optional commerciale ma una condizione costitutiva del progetto contemporaneo. La bellezza non è decorazione. È energia, ordine, cura, e oggi anche il coraggio di farsi vedere.
La domanda che attraversa il numero, “un’architettura virale è ancora architettura?”, non trova una risposta unica, né il numero la cerca. La apre su più fronti, la gira, la consegna a voci diverse. Il saggio di apertura affronta il fenomeno wanghong con una densità analitica rara nella stampa di settore: la stazione Liziba di Chongqing, dove i treni passano letteralmente attraverso gli edifici residenziali, è diventata uno dei luoghi più fotografati della Cina non per scelta di un architetto ma per risonanza collettiva spontanea su Xiaohongshu e TikTok. Lo spazio urbano si fa speculazione: chi ottiene like ottiene valore, chi perde la risonanza perde il proprio senso economico. È una forma di urbanistica algoritmica che nessun piano regolatore aveva previsto. Il wanghong è morto, l’articolo lo dichiara senza nostalgia, e già si trasforma nel suo successore. Lunga vita al wanghong.
Risponde, in dialogo implicito, il testo di Joseph Grima e Valentina Ciuffi, fondatori di Alcova, lo spazio espositivo nomade che ogni anno sceglie contenitori architettonici di straordinaria potenza iconica: l’ex Ospedale Militare di Baggio, Villa Bagatti Valsecchi, le serre Pasino. La loro tesi è precisa: l’immagine è il portale. Parla alla psiche, attrae l’occhio, genera il desiderio di presenza. Ma il portale deve aprirsi su qualcosa di sostanziale. L’architettura del contenitore è già il primo messaggio che l’opera manda al mondo, e se quel messaggio è vuoto, nessuna quantità di like potrà colmarlo.
A dare corpo alla domanda nel modo più diretto è la conversazione tra Ma Yansong ed Edi Rama, artista e Primo Ministro dell’Albania da quasi vent’anni. Rama dice una cosa che vale più di molti manifesti: “Non puoi mostrarmi una sola città brutta e prospera”. L’architettura eleva le persone o le deprime. Non è estetica: è politica. Tirana si sta trasformando, con Oma, Snøhetta, Mvrdv, con colori applicati sulle facciate grigie del periodo comunista come atti di resistenza civile, perché qualcuno ha avuto il coraggio di pensare che lo spazio costruito non è decorazione ma infrastruttura morale.
Il numero attraversa diversi progetti. Jonathan Glancey racconta il Grand Egyptian Museum di Heneghan Peng Architects a Giza: vent’anni di cantiere, cinquanta ettari di sito, un edificio che connette museo e deserto attraverso un ventaglio di linee prospettiche allineate alle piramidi di Khufu, Chefren e Micerino. Glancey ha l’onestà di scrivere che il museo completato perde qualcosa dell’eterna magia del progetto di concorso, quella tensione del non-ancora, dell’architettura come promessa. Eppure le folle si riversano già all’interno, ben prima che la metropolitana lo raggiunga. Oma presenta l’ampliamento del New Museum di New York: sette piani che dialogano con l’iconico edificio di Sanaa del 2007, monolitico di giorno e trasparente di notte, rivelando la propria anatomia interna al quartiere di Bowery.
Snøhetta firma la Grand Opera House di Shanghai ispirandosi ai movimenti fluidi del corpo nella danza: il tetto elicoidale è palcoscenico pubblico, piattaforma di osservazione, luogo di raccolta civica, un’architettura che recita prima ancora che si alzi il sipario. David Chipperfield Architects con Arup presenta l’Arena Milano nel quartiere Santa Giulia, sede olimpica invernale 2026, con la sua facciata di tubi di alluminio che scintilla di giorno e di notte si trasforma in schermo Led, rileggendo l’anfiteatro romano alla scala umana del quartiere. James Turrell porta ad Aarhus il suo Skyspace più ambizioso – quaranta metri di diametro, sedici di altezza, un oculo sul cielo che trasforma la percezione del tempo e della luce. “L’architettura tiene il cielo vicino”, scrive Turrell, “così che l’atto stesso di guardare diventi l’opera”. È una definizione di architettura che non ha nulla da spartire con la viralità, e tutto da spartire con la presenza.
Tra le pagine più affascinanti e suggestive del numero c’è la fotografia di Matt Emmett sugli edifici abbandonati: il National Gas Turbine Establishment, le acciaierie di Liegi, il carcere di Reading Gaol. Strutture che stanno scomparendo nell’incuria e nel silenzio, e che attraverso la fotografia ottengono un’ultima possibilità di essere riconosciute. Se l’unico modo per preservare la memoria di un’architettura è l’immagine, scrive Emmett, quell’attività di documentazione vale già qualcosa. Il numero si chiude idealmente con il progetto Mirage di Ma Yansong per la Tour Montparnasse, specchi concavi che avrebbero riflesso la Tour Eiffel capovolta sulla cicatrice di Parigi. Non è stato realizzato, né poteva esserlo: era un atto critico, uno specchio posto davanti alla storia ininterrotta del potere monumentale. A volte l’immagine che conta di più è quella che non si costruisce mai.
Nel Diario curato da Elena Sommariva il numero trova il suo respiro più personale. Mariotti apre con la Biennale Arte 2026 “In Minor Keys”, doppiamente orfana: della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa nel maggio 2025 a 57 anni, e della scommessa intellettuale che avrebbe potuto essere. Il team che aveva scelto porta a termine il lavoro di un’altra persona; non era il momento della scommessa, ma il tempo del rispetto, con un costo altissimo: la mostra prende la forma di un omaggio, non di una riflessione. L’apparato teorico è solido, ma la mostra che ne risulta è tra le più esili degli ultimi anni. Le opere dialogano sempre per affinità, mai per contrasto. Alla Biennale 2026 si respira, si cammina, ci si riposa. Nessuna scossa. Niente passione. Il dito, il dibattito attorno a Buttafuoco, ha soverchiato la luna. E la luna, questa volta, se lo meritava poco.
La bellezza non è decorazione. È energia, ordine, cura, e oggi anche il coraggio di farsi vedere.
Simona Bordone recupera dall’Archivio il testo di Pierre Restany sulla Biennale del 1968: il parallelo con l’oggi è imbarazzante nella sua precisione. Il peggior nemico dell’artista, scriveva Restany, è il conformismo dei valori stabiliti, l’estetica dogmatica, la sclerosi dei generi tradizionali. Valentina Petrucci incontra Fabrizio Moretti che racconta della Visitazione di Pontormo a Carmignano, in una chiesa appartata, quasi segreta. Il cuore segreto del quadro non sta nell’abbraccio né nei colori acidi e innaturali che hanno reso Pontormo inconfondibile. Sta nell’ancella di sinistra che ci guarda. Il quadro non vuole essere visto: vuole vedere. Mariotti racconta il restauro di Villa Priuli Crisanti in Val Liona, condotto da Romina e Domenica Mimma Raulli nel segno della compatibilità, della reversibilità, della misura.
Come scrisse Cesare Brandi, il restauro non è un atto creativo: è un atto critico. E questa villa è ora di Andrea Crisanti, epidemiologo di fama mondiale che ha scelto di restituire parte del suo successo alla storia. Il Contrordine affronta l’Italia abbandonata: le stazioni chiuse nel 1986, i castelli demaniali, le caserme dismesse. Di chi è questo patrimonio? La risposta, sempre, è la stessa: è dello Stato, è di tutti, perciò di nessuno. Il contrario di res nullius non è res privatae. È res curata. La cosa di cui qualcuno si prende concretamente cura.
L'organo Agati della chiesa di San Michele a Canevare
Riccardo Castagnetti
editore: Edizioni Artestampa
pagine: 48
Il restauro dell'organo storico della chiesa di San Michele Arcangelo di Canevare rappresenta molto più di un intervento tecni
Casa «D». Una casa, un libro
Enrico Sello
editore: Gaspari
pagine: 64
Molti si chiederanno perché ho scelto di pubblicare una sola casa e non tante case
Obstinate
Daniela Facchinato , Alberto Coretti
editore: Corraini
pagine: 388
Ostinazioni è un viaggio intimo e corale nel percorso umano e creativo di un uomo che ha saputo "assemblare" il futuro
La galleria degli specchi di Palazzo Medici Riccardi. Guida
Valentina Zucchi , Giuseppe Scavizzi
editore: Officina Libraria
pagine: 64
Dopo l'acquisto da parte dei Riccardi, palazzo Medici fu ampliato da un'ala occidentale e dal prolungamento della facciata su
The hall of mirrors in Palazzo Medici Riccardi. Guide
Valentina Zucchi , Giuseppe Scavizzi
editore: Officina Libraria
pagine: 64
Dopo l'acquisto da parte dei Riccardi, palazzo Medici fu ampliato da un'ala occidentale e dal prolungamento della facciata su
Usi, riusi, abbandoni. Progetti e soluzioni per la gestione del territorio
a cura di
I. Trivelloni
,
G. Azzena
R. Busonera
e altri
editore: Quasar
pagine: 256
L'idea del volume nasce nell'ambito del progetto PRIN dal titolo Diritto e buone pratiche nella gestione del territorio tra an
Architettura organica. L'architettura della democrazia
Frank Lloyd Wright
editore: Abscondita
pagine: 144
«Percorrendo la varia, vasta superficie della nostra madre terra, ho visto che solo laddove l'uomo edificò le sue opere miglio
