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Libri e librai dal 1946 Scopri cosa dicono di noi

Quodlibet

Rassegna di architettura e urbanistica

a cura di T. Iori, S. Poretti

editore: Quodlibet

pagine: 128

16,00 13,60

Manifesto del Terzo paesaggio

Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 112

Gilles Clément, paesaggista, indica tutti i "luoghi abbandonati dall'uomo": i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un'aiuola spartitraffico. Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall'assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l'importanza per il futuro del pianeta.
14,00 11,90

Superstudio. Opere (1966-1978)

a cura di G. Mastrigli

editore: Quodlibet

pagine: 790

Questo volume è il "meridiano" del Superstudio. Raccoglie per la prima volta tutte le opere, i testi e i progetti, del più celebre gruppo di "architettura radicale", secondo la definizione canonica di Germano Celant. Dopo cinquant'anni in cui alle rimozioni storiografiche si sono alternati continui revival sia in ambito nazionale che internazionale, il libro fa il bilancio di questa eccezionale esperienza collettiva dell'architettura del Novecento. Oggi i disegni, i modelli, i celebri fotomontaggi, le lampade, i tavoli e gli altri oggetti di design creati dal Superstudio sono esposti in molti musei del mondo, fra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Frac di Orléans, il Centro per l'arte contemporanea Pecci di Prato e il MAXXI di Roma. Non deve quindi meravigliare che il Superstudio sia un classico. Tutti i progetti del Superstudio, dai più noti "Il Monumento Continuo" e "Le dodici Città Ideali" a quelli più estremi generati dal ciclo della Cultura materiale extra-urbana, sono qui generosamente illustrati da un'enorme mole di disegni e documenti inediti, frutto di un lungo e accurato lavoro di ricostruzione archivistica.
80,00 68,00

Utopia e teoria. Dalle neoavanguardie alla contemporaneità

Anna R. Emili, Ludovico Romagni

editore: Quodlibet

pagine: 142

Ripercorrendo la fiducia utopica nella tecnologia interpretata come motore di sviluppo della società, fino ai fotomontaggi delle sperimentazioni radicali fiorentine, questo volume propone le testimonianze di alcuni dei principali protagonisti della stagione della cosiddetta "architettura disegnata" sviluppatasi fra gli anni '60 e 70, con continui confronti e riferimenti alla realtà attuale. Bruno Orlandoni, Cristiano Toraldo di Francia e Lapo Binazzi cercano quindi di fare il punto sulle analogie e sulle differenze tra la contemporaneità e quel preciso momento storico. Nel testo, una serie di contributi di carattere architettonico, storico e sociologico, esplorano le utopie, le antiutopie e le teorie della più recente architettura. Acquista così un nuovo significato retrospettivo il revival attuale del disegno architettonico vale a dire, per usare le parole di Giulio Carlo Argan, "una serie di esercizi ginnastici dell'Immaginazione".
16,50 14,03

Spazi d'artificio. Dialoghi sulla città temporanea

a cura di L. Reale, F. Fava

editore: Quodlibet

pagine: 195

"Spazi d'artificio" si occupa della quarta dimensione della città, uno spazio cangiante, per sua natura soggetto a ordini di lettura contraddittori e mutevoli rispetto all'epoca che attraversa. Il testo raccoglie voci provenienti da esperienze e ambiti culturali differenti, aprendo un dibattito interdisciplinare sui temi della città e, più in generale, del suo vivere. Dalla crisi del 2008 la lentezza del fare architettonico, rispetto alla rapidità dei processi che segnano la contemporaneità, individua spazi d'incertezza fisici e concettuali, mettendo in dubbio i principi e le convinzioni che hanno guidato la modernità fino a noi. Di fronte ad una disciplina che per attitudine predilige la permanenza, tempo e azione rappresentano gli elementi cardine attraverso cui sezionare e riciclare la città, ma anche lo sfondo di senso su cui riposizionare il progetto, pensando dispositivi spaziali pronti anche a spegnersi al volgere delle necessità o degli umori dei propri abitanti. Spazi d'artificio sono dunque luoghi e architetture d'eccezione, punti di incontro tra esperienze dell'arte, della cultura e dell'economia capaci di prefigurare futuri possibili sullo sfondo durevole della città.
20,00 17,00

Ripensare le discariche

a cura di A. Capuano, O. Carpenzano

editore: Quodlibet

pagine: 190

La questione dei rifiuti, oggi, per le dimensioni e le caratteristiche che ha assunto nella società dei consumi, deve essere un tema di primo piano, mirato a garantire la vivibilità della città contemporanea e l'equilibrio dell'ambiente. Affrontare quest'argomento significa innanzitutto ripensare al nostro stile di vita, mettendo in discussione la società moderna e la grande quantità di scarti che produce. Il problema dei rifiuti non può essere risolto solo attraverso le tecnologie di smaltimento, agendo unicamente sugli effetti, ma è più profondamente una questione culturale. Siamo abituati ad affrontare il "problema" degli scarti solo con l'ottica dell'emergenza e non con quella del progetto. Progetto significa nuovi comportamenti e modelli che dovrebbero andare verse una rilevante riduzione dei rifiuti, auspicabilmente tendente a una società a rifiuti zero, Progetto vuoi dire strategie per lo smaltimento. Progetto significa rigenerare e reinventare i paesaggi delle discariche. Questo libro è un tentativo di rallentare il passo dell'emergenza e di allungare lo sguardo per cogliere l'ampiezza della questione rifiuti in un'ottica temporale completa, che metta insieme presente e futuro.
20,00 17,00

Sette ragionamenti di architettura

Paola V. Dell'Aira

editore: Quodlibet

pagine: 103

Razionalità e creatività, cultura architettonica, tradizione, contesto, programma, regole e linguaggio: sono espressioni ricorrenti in architettura e rappresentano le necessità proprie del progetto architettonico, i suoi inseparabili termini di confronto, temi, fra i tanti, sui quali si è ripetutamente posato il dibattito in ogni tempo della storia. Parole affatto nuove, parole 'anziane' del dibattito, termini consolidati e, in certa misura, archetipici, che definiscono questioni che da sempre accompagnano la materia, ancorché surclassate oggi da problematiche apparentemente più urgenti quali paesaggio, ecologia, sostenibilità economica e sociale, durevolezza e resilienza. Il volume intende recuperare questi termini e questioni, per ragionarci su, attualizzare contenuti e interpretazioni, legare i concetti l'uno all'altro, fino a riconoscervi i momenti della costruzione di un personale pensiero progettuale, quello dell'autrice, fatta salva l'intenzione di considerare ancora, ogni ragionamento, un inizio del cercare.
18,00 15,30

Pontili Corviale. Dispositivi per l'accessibilità dei territori metropolitani

Lucina Caravaggi, Cristina Imbroglini

editore: Quodlibet

pagine: 91

Il progetto pontili nasce all'interno di una ricerca sui territori urbanizzati della Roma oltre GRA all'interno del Dipartimento di Architettura e Progetto Sapienza Università di Roma. Il concetto classico di periferia si dimostra ormai inadeguato a interpretare i nuovi paesaggi metropolitani, che mostrano caratteri molto diversi rispetto al passato. La riflessione sul "diritto all'accessibilità" ha costituito un filo rosso capace di evidenziare percezioni sociali della città largamente diffuse: marginalità spaziale, intesa come distanza dai "centri riconosciuti"; marginalità sociale, intesa come mancanza di connessione e scambio con contesti urbani caratterizzati da maggiori opportunità; scarsa qualità urbana e ambientale, intesa come carenza di spazi organizzati e presidiati; mancanza di spazi pubblici adatti alle nuove esigenze di questo nuovo tipo di "abitanti". Con il laboratorio Corviale il progetto pontili è entrato in una fase di sperimentazione concreta.
14,00 11,90

Rassegna di architettura e urbanistica

a cura di M. Argenti, F. Toppetti

editore: Quodlibet

pagine: 127

"Rassegna di architettura e urbanistica" è una rivista internazionale di architettura con testi in italiano o in lingua origin
16,00 13,60

Istanbul. Passione, gioia, furore-Istanbul. Passion, joy, fury. Catalogo della mostra (Roma, 11 dicembre 2015-30 aprile 2016)

editore: Quodlibet

pagine: 296

Il volume è pubblicato in occasione della mostra "Istanbul. Passione, gioia, furore" al MAXXI dal 18 dicembre 2015 al 30 aprile 2016. Il progetto presenta le dinamiche sociali, i cambiamenti urbani e le nuove esigenze culturali a partire dagli eventi cruciali del presente, attraverso le espressioni degli artisti e degli architetti turchi invitati. Con i suoi conflitti ed esperienze, Istanbul simboleggia un cambiamento globale e uno spunto di riflessione sul contemporaneo. La repentina espansione urbana e la gentrificazione hanno infatti lasciato i loro segni, non solo da un punto di vista politico-sociale ma anche architettonico, su un territorio in via di evoluzione. Il catalogo "Istanbul. Passione, gioia, furore" presenta questo bacino di esperienze: i cambiamenti urbani, i conflitti politici, la resistenza, i modelli innovativi di produzione, le urgenze geopolitiche e la speranza legata alle nuove strategie di ricostruzione. Oltre ai saggi dei curatori e agli interventi di critici, storici, direttori di istituzioni culturali, il libro raccoglie le testimonianze degli artisti e degli architetti in mostra e le immagini di tutte le opere esposte.
32,00 27,20

Giovanna Talocci designer

a cura di D. Dardi, A. Pansera

editore: Quodlibet

pagine: 216

Come in un racconto corale, la complessità della storia progettuale di Giovanna Talocci si articola a più voci e su più regist
22,00 18,70
28,00 23,80

Portus, Ostia antica, via Severiana. Il sistema archeologico paesaggistico della linea di costa di Roma imperiale

a cura di A. Bruschi

editore: Quodlibet

pagine: 144

Nel II secolo d.C. Ostia Antica e Portus erano i caposaldi del sistema portuale e commerciale della Roma imperiale. Il porto di Claudio e quello di Traiano, con il suo straordinario bacino esagonale, configuravano un complesso apparato infrastrutturale, cui era interconnesso il centro amministrativo di Ostia, un'intera città romana ancora ben conservata. La via Flavia/Severiana stabiliva il legame fra i due poli attraverso l'Isola Sacra e connotava l'affaccio sul Mediterraneo della caput mundi. Il declino di Roma sancì in seguito la separazione fra i due centri, ma la struttura del territorio ostiense, e del rapporto fra Roma e il mare, sono rimaste fino a oggi quelle impostate dai romani. Roma si è sviluppata in forma di cometa, con la testa nel centro antico e la coda fra l'EUR e il mare. La coda della cometa è oggi un territorio complesso e contraddittorio nel quale convivono abusivismi e grandi infrastrutture, agricoltura e paesaggi naturali, abbandono e grandi potenzialità per l'avvio di nuove economie. In questo contesto archeologia e natura costituiscono un bacino di possibilità di sviluppo e rigenerazione paesaggistica finora trascurato. Ristabilire l'antica continuità fra Ostia e Portus attraverso l'Isola Sacra significherebbe recuperare una corretta lettura del sistema portuale della Roma imperiale ma anche aprire nuovi spazi e prospettive per un territorio in crisi. Il volume nasce da una ricerca del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma.
24,00 20,40

Caricature architettoniche. Satira e critica del progetto moderno

Gabriele Neri

editore: Quodlibet

pagine: 316

Dalla metà dell'Ottocento a oggi la grafica satirica ha prodotto una quantità sterminata di caricature, vignette, illustrazioni umoristiche e cartoons animati che mostrano il profondo impatto dell'architettura sulla società contemporanea. Le grandi trasformazioni urbanistiche (dalla Parigi del barone Haussmann ai grattacieli di Manhattan), le grandi architetture pubbliche (dal Crystal Palace del primo Expo al Museo Guggenheim di Bilbao), la rivoluzione dei modelli abitativi e la personalità degli architetti (da Le Corbusier a Renzo Piano) hanno infatti stimolato la matita di numerosi artisti, capaci di sintetizzare in poche linee i caratteri più rappresentativi di questi fenomeni. Tra questi troviamo Honoré Daumier, George Crulkshank, Thomas Theodor Heine, William Heath Robinson, Louis Hellman, Alan Dunn, Mino Maccari, Leo Longanesi, Saul Steinberg, George Molnar e tanti altri. Basandosi su una lunga ricerca archivistica e bibliografica condotta in diversi paesi, il volume mette insieme questo materiale iconografico nel tentativo di comporre una storia dell'architettura "alternativa". Infatti, se con la diffusione dei mass media gli architetti sono stati in grado di sfruttare le logiche della comunicazione pubblicitaria creando manifesti, riviste e slogan adatti a promuovere le proprie tesi, il mondo della grafica satirica offre una prospettiva diversa, spesso antitetica, parodiando così la propaganda ufficiale.
24,00 20,40

L'architettura della partecipazione

Giancarlo De Carlo

editore: Quodlibet

pagine: 144

Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della "ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri)". Nello scritto qui pubblicato egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - "quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni" - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico.
14,00 11,90

L'architettura necessaria di Laura Gallucci

Irene De Guttry, Cristina Liquori

editore: Quodlibet

pagine: 176

"Ho scoperto presto che spesso l'opacità era nei miei occhi tanto più quando cercavo di usare categorie "neutre" e cosiddette oggettive nell'interpretare la società, oppure quando cercavo di annullare gli scarti negandoli o liquidandoli con semplicistiche soluzioni. Ho cercato allora, grazie alla mia militanza nel movimento delle donne, di individuare un punto di vista non più neutro ma legato alla mia "differenza sessuale", che arricchisse la capacità di percezione e la creatività nel progettare". Gli scritti di Laura Gallucci e i suoi ironici disegni "quotidiani" - fanno da filo conduttore al ritratto che di lei architetta tracciano le due autrici. La tendenza a incanalare verso il "necessario" l'energia creativa e dare così maggiore risalto alle soluzioni suggerite dalla fantasia emerge chiaramente dalle opere illustrate nel volume.
20,00 17,00

L'alternativa ambiente

Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 67

Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organi
10,00 8,50

I miei orribili e meravigliosi clienti

Michele De Lucchi

editore: Quodlibet

pagine: 155

Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sulla sua vita professionale. Solo nel corso della conferenza gli ascoltatori capivano che i clienti non erano i tradizionali committenti, quanto i temi, i valori e gli ideali del mondo contemporaneo, interlocutori simbolici che quotidianamente orientano l'architetto. Questo volume getta finalmente luce sui "meravigliosi e orribili" protagonisti nascosti del lavoro di De Lucchi e lo fa in modo insolito: si tratta in realtà di una vera e propria autobiografia che si dipana grazie a una successione di immagini scelte per lo più in ordine cronologico. Si va dalle scorribande giovanili di De Lucchi nell'alveo dell'architettura radicale, alle sue esperienze nel design milanese degli anni Ottanta fino all'affermazione del proprio studio professionale, impegnato equamente in progetti di architettura, allestimento museale e design. Fra le immagini più note del suo lavoro compaiono qui anche aspetti più intimi, come i modelli ispiratori, i disegni fatti con matite temperate col coltellino e gli oggetti e le lampade di Produzione Privata.
22,00 18,70

Il corpo e l'opera. Volontà di godimento e sublimazione

Fabio Galimberti

editore: Quodlibet

pagine: 165

Di che cosa abbiamo paura? Del nostro corpo, rispondeva Lacan. E non perché il nostro corpo abbia dei bisogni fisiologici - come la fame, la sete, il sonno -, richieda continue cure per mantenersi sano o ci dia sofferenza e preoccupazione perché si ammala. Il nostro corpo ci fa paura perché è estraneo. Un corpo estraneo. Perché è animato da una esigenza in cui non ci riconosciamo, che non riusciamo a ricondurre alle buone ragioni del senso, che supera la nostra capacità di controllo, ci trascende e ci fa male. Questa esigenza è la causa della nostra angoscia. Freud l'ha chiamata pulsione, Lacan godimento. L'autore opera qui una revisione psicoanalitica di questa volontà estranea che è alla base della nostra paura. Come affrontare questa paura è l'altra questione trattata nel libro, dove si riesamina il concetto cruciale, ma finora poco elaborato nella psicoanalisi, di sublimazione, indicandolo come un possibile perno di una "nuova alleanza" con questa strana volontà che abita il nostro corpo. La sublimazione, completamente ripensata a partire dall'insegnamento di Lacan, viene proposta come un modo vivibile di dire di sì alla pulsione/godimento senza esserne sottomessi, senza pagare con la propria carne, ma con il corpo dell'opera. Presentazione di Antonio di Ciaccia.
18,00 15,30

My horrible wonderful clients

Michele De Lucchi

editore: Quodlibet

pagine: 160

Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sulla sua vita professionale. Solo nel corso della conferenza gli ascoltatori capivano che i clienti non erano i tradizionali committenti, quanto i temi, i valori e gli ideali del mondo contemporaneo, interlocutori simbolici che quotidianamente orientano l'architetto. Questo volume getta finalmente luce sui "meravigliosi e orribili" protagonisti nascosti del lavoro di De Lucchi e lo fa in modo insolito: si tratta in realtà di una vera e propria autobiografia che si dipana grazie a una successione di immagini scelte per lo più in ordine cronologico. Si va dalle scorribande giovanili di De Lucchi nell'alveo dell'architettura radicale, alle sue esperienze nel design milanese degli anni Ottanta fino all'affermazione del proprio studio professionale, impegnato equamente in progetti di architettura, allestimento museale e design. Fra le immagini più note del suo lavoro compaiono qui anche aspetti più intimi, come i modelli ispiratori, i disegni fatti con matite temperate col coltellino e gli oggetti e le lampade di Produzione Privata.
22,00 18,70

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