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Libri e librai dal 1946 Scopri cosa dicono di noi

Quodlibet

Giovanna Talocci designer

a cura di D. Dardi, A. Pansera

editore: Quodlibet

pagine: 216

Come in un racconto corale, la complessità della storia progettuale di Giovanna Talocci si articola a più voci e su più regist
22,00 18,70
28,00 23,80

Portus, Ostia antica, via Severiana. Il sistema archeologico paesaggistico della linea di costa di Roma imperiale

a cura di A. Bruschi

editore: Quodlibet

pagine: 144

Nel II secolo d.C. Ostia Antica e Portus erano i caposaldi del sistema portuale e commerciale della Roma imperiale. Il porto di Claudio e quello di Traiano, con il suo straordinario bacino esagonale, configuravano un complesso apparato infrastrutturale, cui era interconnesso il centro amministrativo di Ostia, un'intera città romana ancora ben conservata. La via Flavia/Severiana stabiliva il legame fra i due poli attraverso l'Isola Sacra e connotava l'affaccio sul Mediterraneo della caput mundi. Il declino di Roma sancì in seguito la separazione fra i due centri, ma la struttura del territorio ostiense, e del rapporto fra Roma e il mare, sono rimaste fino a oggi quelle impostate dai romani. Roma si è sviluppata in forma di cometa, con la testa nel centro antico e la coda fra l'EUR e il mare. La coda della cometa è oggi un territorio complesso e contraddittorio nel quale convivono abusivismi e grandi infrastrutture, agricoltura e paesaggi naturali, abbandono e grandi potenzialità per l'avvio di nuove economie. In questo contesto archeologia e natura costituiscono un bacino di possibilità di sviluppo e rigenerazione paesaggistica finora trascurato. Ristabilire l'antica continuità fra Ostia e Portus attraverso l'Isola Sacra significherebbe recuperare una corretta lettura del sistema portuale della Roma imperiale ma anche aprire nuovi spazi e prospettive per un territorio in crisi. Il volume nasce da una ricerca del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma.
24,00 20,40

Caricature architettoniche. Satira e critica del progetto moderno

Gabriele Neri

editore: Quodlibet

pagine: 316

Dalla metà dell'Ottocento a oggi la grafica satirica ha prodotto una quantità sterminata di caricature, vignette, illustrazioni umoristiche e cartoons animati che mostrano il profondo impatto dell'architettura sulla società contemporanea. Le grandi trasformazioni urbanistiche (dalla Parigi del barone Haussmann ai grattacieli di Manhattan), le grandi architetture pubbliche (dal Crystal Palace del primo Expo al Museo Guggenheim di Bilbao), la rivoluzione dei modelli abitativi e la personalità degli architetti (da Le Corbusier a Renzo Piano) hanno infatti stimolato la matita di numerosi artisti, capaci di sintetizzare in poche linee i caratteri più rappresentativi di questi fenomeni. Tra questi troviamo Honoré Daumier, George Crulkshank, Thomas Theodor Heine, William Heath Robinson, Louis Hellman, Alan Dunn, Mino Maccari, Leo Longanesi, Saul Steinberg, George Molnar e tanti altri. Basandosi su una lunga ricerca archivistica e bibliografica condotta in diversi paesi, il volume mette insieme questo materiale iconografico nel tentativo di comporre una storia dell'architettura "alternativa". Infatti, se con la diffusione dei mass media gli architetti sono stati in grado di sfruttare le logiche della comunicazione pubblicitaria creando manifesti, riviste e slogan adatti a promuovere le proprie tesi, il mondo della grafica satirica offre una prospettiva diversa, spesso antitetica, parodiando così la propaganda ufficiale.
24,00 20,40

L'architettura della partecipazione

Giancarlo De Carlo

editore: Quodlibet

pagine: 144

Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della "ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri)". Nello scritto qui pubblicato egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - "quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni" - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico.
14,00 11,90

L'architettura necessaria di Laura Gallucci

Irene De Guttry, Cristina Liquori

editore: Quodlibet

pagine: 176

"Ho scoperto presto che spesso l'opacità era nei miei occhi tanto più quando cercavo di usare categorie "neutre" e cosiddette oggettive nell'interpretare la società, oppure quando cercavo di annullare gli scarti negandoli o liquidandoli con semplicistiche soluzioni. Ho cercato allora, grazie alla mia militanza nel movimento delle donne, di individuare un punto di vista non più neutro ma legato alla mia "differenza sessuale", che arricchisse la capacità di percezione e la creatività nel progettare". Gli scritti di Laura Gallucci e i suoi ironici disegni "quotidiani" - fanno da filo conduttore al ritratto che di lei architetta tracciano le due autrici. La tendenza a incanalare verso il "necessario" l'energia creativa e dare così maggiore risalto alle soluzioni suggerite dalla fantasia emerge chiaramente dalle opere illustrate nel volume.
20,00 17,00

L'alternativa ambiente

Gilles Clément

editore: Quodlibet

pagine: 67

Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organi
10,00 8,50

I miei orribili e meravigliosi clienti

Michele De Lucchi

editore: Quodlibet

pagine: 155

Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sulla sua vita professionale. Solo nel corso della conferenza gli ascoltatori capivano che i clienti non erano i tradizionali committenti, quanto i temi, i valori e gli ideali del mondo contemporaneo, interlocutori simbolici che quotidianamente orientano l'architetto. Questo volume getta finalmente luce sui "meravigliosi e orribili" protagonisti nascosti del lavoro di De Lucchi e lo fa in modo insolito: si tratta in realtà di una vera e propria autobiografia che si dipana grazie a una successione di immagini scelte per lo più in ordine cronologico. Si va dalle scorribande giovanili di De Lucchi nell'alveo dell'architettura radicale, alle sue esperienze nel design milanese degli anni Ottanta fino all'affermazione del proprio studio professionale, impegnato equamente in progetti di architettura, allestimento museale e design. Fra le immagini più note del suo lavoro compaiono qui anche aspetti più intimi, come i modelli ispiratori, i disegni fatti con matite temperate col coltellino e gli oggetti e le lampade di Produzione Privata.
22,00 18,70

Il corpo e l'opera. Volontà di godimento e sublimazione

Fabio Galimberti

editore: Quodlibet

pagine: 165

Di che cosa abbiamo paura? Del nostro corpo, rispondeva Lacan. E non perché il nostro corpo abbia dei bisogni fisiologici - come la fame, la sete, il sonno -, richieda continue cure per mantenersi sano o ci dia sofferenza e preoccupazione perché si ammala. Il nostro corpo ci fa paura perché è estraneo. Un corpo estraneo. Perché è animato da una esigenza in cui non ci riconosciamo, che non riusciamo a ricondurre alle buone ragioni del senso, che supera la nostra capacità di controllo, ci trascende e ci fa male. Questa esigenza è la causa della nostra angoscia. Freud l'ha chiamata pulsione, Lacan godimento. L'autore opera qui una revisione psicoanalitica di questa volontà estranea che è alla base della nostra paura. Come affrontare questa paura è l'altra questione trattata nel libro, dove si riesamina il concetto cruciale, ma finora poco elaborato nella psicoanalisi, di sublimazione, indicandolo come un possibile perno di una "nuova alleanza" con questa strana volontà che abita il nostro corpo. La sublimazione, completamente ripensata a partire dall'insegnamento di Lacan, viene proposta come un modo vivibile di dire di sì alla pulsione/godimento senza esserne sottomessi, senza pagare con la propria carne, ma con il corpo dell'opera. Presentazione di Antonio di Ciaccia.
18,00 15,30

My horrible wonderful clients

Michele De Lucchi

editore: Quodlibet

pagine: 160

Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sulla sua vita professionale. Solo nel corso della conferenza gli ascoltatori capivano che i clienti non erano i tradizionali committenti, quanto i temi, i valori e gli ideali del mondo contemporaneo, interlocutori simbolici che quotidianamente orientano l'architetto. Questo volume getta finalmente luce sui "meravigliosi e orribili" protagonisti nascosti del lavoro di De Lucchi e lo fa in modo insolito: si tratta in realtà di una vera e propria autobiografia che si dipana grazie a una successione di immagini scelte per lo più in ordine cronologico. Si va dalle scorribande giovanili di De Lucchi nell'alveo dell'architettura radicale, alle sue esperienze nel design milanese degli anni Ottanta fino all'affermazione del proprio studio professionale, impegnato equamente in progetti di architettura, allestimento museale e design. Fra le immagini più note del suo lavoro compaiono qui anche aspetti più intimi, come i modelli ispiratori, i disegni fatti con matite temperate col coltellino e gli oggetti e le lampade di Produzione Privata.
22,00 18,70

Rigenerare le aree periferiche. Ricerche e progetti per la città contemporanea. Ediz. italiana e inglese

Alessandra De Cesaris, Domizia Mandolesi

editore: Quodlibet

pagine: 240

La maggior parte della periferia romana sta vivendo una situazione di crescente degrado e disagio che va affrontata con urgenza e senza rinvii attraverso interventi di riqualificazione mirati, in grado di garantire a tutti condizioni di vita dignitose a partire dal bene primario della casa e dal potenziamento dei luoghi di aggregazione e degli spazi pubblici. Roma possiede un vastissimo patrimonio di edifici residenziali, di cui una parte consistente è proprietà di enti pubblici, da ristrutturare, da adeguare, da integrare con nuovi servizi pubblici, da completare e riconnettere con opportune reti infrastrutturali al più ampio sistema metropolitano. Una grande risorsa immobiliare che si offre come luogo di sperimentazione sull'housing e sulla nuova dimensione metropolitana. Alla possibilità di sperimentazione su campo di buone pratiche di rigenerazione urbana e di confronto con esperienze già attuate con successo in altre città europee, si rivolge questo volume, presentando una selezione dei lavori di ricerca e delle proposte elaborati da HousingLab, Sapienza Roma, su una campionatura di aree e quartieri residenziali che vanno dalla periferia consolidata alla periferia diffusa.
30,00 25,50

Architetture nell'Italia della ricostruzione. Modernità versus modernizzazione 1945-1960

Carlo Melograni

editore: Quodlibet

pagine: 438

Il quindicennio della ricostruzione postbellica è stato segnato, tra i tanti avvenimenti, dalla rinascita dell'architettura e urbanistica italiane che, sebbene avessero prosperato anche tra i due conflitti mondiali, si arricchirono ulteriormente di nuove componenti e varianti grazie a un più libero confronto con le esperienze internazionali. Il testo di Carlo Melograni, testimone diretto di quegli avvenimenti, è quanto di più distante da uno stile manualistico o storicistico: è infatti un saggio, forse l'unica forma letteraria in grado di restituire quel singolare crogiuolo di esperienze architettoniche senza precedenti, probabilmente irripetibili, del dopoguerra italiano che ha prodotto modelli fondamentali per l'edilizia sociale e industriale, la museografia, le infrastrutture e il restauro. Nel novero di tali esperienze vanno infatti ricordate anche le corpose riflessioni critiche e i commenti sollecitati e pubblicati dalle riviste di settore ("Urbanistica" di Adriano Olivetti e Giovanni Astengo, "Metron" e "L'architettura. Cronache e storia" di Bruno Zevi, "La casa", "Zodiac" o la "Domus" di Gio Ponti e la "Casabella" di Ernesto Nathan Rogers), nonché le polemiche culturali e politiche comparse sulla stampa generalista. Inoltre l'autore, nelle pieghe del suo discorso, periodicamente porta in primo piano alcune figure - che ha avuto modo di conoscere di persona grazie anche alle numerosissime occasioni di confronto pubblico...
28,00 23,80

La filosofia della matematica di Frege. Una restaurazione filosofica, una controrivoluzione scientifica

Imre Toth

editore: Quodlibet

pagine: 187

Il nome di Gottlob Frege è spesso ricordato come quello del fondatore del logicismo - che segna una rottura di paradigma dopo
20,00 17,00

In-between places. Forme dello spazio relazionale dagli anni sessanta a oggi

Gianpaola Spirito

editore: Quodlibet

pagine: 237

Questo saggio indaga l"in-between" e lo ricolloca all'interno dell'attualità come possibilità operativa e strategica del progetto architettonico e urbano. "In-between places" non sono spazi astratti, dislocati, spaesanti, ma luoghi nei quali si attuano le relazioni tra gli elementi, con i contesti e i materiali preesistenti, tra le persone. L'"in-between" è un concetto che nasce nella seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso come risposta alla visione dualistica del Moderno ed è assunto come spazio tra le cose o gli elementi del progetto da Aldo van Eyck e altri architetti appartenenti al Team X. Nell'età postmoderna è stato utilizzato per decostruire i codici e i canoni classici attraverso i quali, per secoli, si è interpretata la realtà, per ampliare lo spettro di lettura e riprodurre nuove complessità spaziali come accade in alcuni testi e opere di Peter Eisenman o Bernard Tschumi. Oggi, privato delle ideologie che hanno attraversato il secolo scorso, l"in-between" può esprimere la condizione intermedia e terza del contemporaneo, ma soprattutto può rappresentare lo spazio di relazione tra gli individui e di connessione degli elementi del progetto architettonico che, in questo modo, torna a essere una composizione e, una volta costruito, un luogo abitato.
20,00 17,00

MAXXI architettura. Catalogo delle collezioni

Margherita Guccione

editore: Quodlibet

pagine: 304

A cinque anni dall'apertura del Museo nazionale delle arti del XXI secolo e a quasi quindici anni dall'avvio delle sue collezioni da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il MAXXI Architettura vuole restituire la natura e il senso di quanto fatto nel tempo attraverso questo catalogo. Il volume documenta tutti gli autori e le opere in collezione, frutto di concorsi, committenze e altri progetti culturali prodotti dal MAXXI Architettura dal 2001 al 2015. È al tempo stesso un agile strumento di riferimento per studiosi e ricercatori, ma anche una sintesi densa e significativa della produzione architettonica contemporanea per il pubblico del Museo di Architettura. La natura eterogenea dei documenti d'archivio, delle opere, dei progetti raccolti in questi anni è lo specchio fedele di un'attività su più fronti - dalla conservazione all'esposizione, dalla ricerca alla comunicazione, dalla produzione alla documentazione - condotta con un unico fine: realizzare il primo museo italiano di architettura.
35,00 29,75

MAXXI architetura. Catalogue of collections

Margherita Guccione

editore: Quodlibet

pagine: 304

A cinque anni dall'apertura del Museo nazionale delle arti del XXI secolo e a quasi quindici anni dall'avvio delle sue collezioni da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il MAXXI Architettura vuole restituire la natura e il senso di quanto fatto nel tempo attraverso questo catalogo. Il volume documenta tutti gli autori e le opere in collezione, frutto di concorsi, committenze e altri progetti culturali prodotti dal MAXXI Architettura dal 2001 al 2015. È al tempo stesso un agile strumento di riferimento per studiosi e ricercatori, ma anche una sintesi densa e significativa della produzione architettonica contemporanea per il pubblico del Museo di Architettura. La natura eterogenea dei documenti d'archivio, delle opere, dei progetti raccolti in questi anni è lo specchio fedele di un'attività su più fronti - dalla conservazione all'esposizione, dalla ricerca alla comunicazione, dalla produzione alla documentazione - condotta con un unico fine: realizzare il primo museo italiano di architettura.
35,00 29,75

Biologia teoretica

Jakob von Uexküll

editore: Quodlibet

pagine: 348

Pubblicata per la prima volta nel 1920 e riedita nel 1928 in versione riveduta, la "Biologia teoretica" è l'opera principale di Jakob von Uexküll, uno dei fondatori dell'etologia contemporanea, le cui concezioni saranno riprese e sviluppate da alcuni tra i maggiori filosofi del Novecento come Heidegger, Merleau-Ponty, Canguilhem e Deleuze. Questo scritto ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile nel dibattito biologico e filosofico della prima metà del Novecento per la sua capacità di coniugare le opposte concezioni del meccanicismo positivistico e del vitalismo spiritualistico, di cui offre una sintesi originale. Ogni essere vivente appare infatti a Uexküll come il soggetto del suo proprio mondo, un universo "chiuso" dotato di uno spazio e di un tempo peculiari le cui forme sono accessibili allo scienziato solo attraverso un metodo comparativo. In tal senso, l'indagine del mondo animale si sottrae ad ogni tentazione antropomorfica, senza però ridursi a un semplice resoconto sperimentale dei fenomeni vitali. Grazie all'utilizzo di apparati concettuali filosofici e semiotici, che egli sa unire a profonde conoscenze in ambito fisico e fisiologico, Uexküll sviluppa una teoria biologica centrata sulla nozione di significato dell'azione animale che anticipa le più recenti acquisizioni.
32,00 27,20

La vita segreta del Monumento Continuo. Conversazioni con Gabriele Mastrigli

Gabriele Mastrigli

editore: Quodlibet

pagine: 186

Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all'interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell'alveo dell'Insegnamento dei tre grandi Leonardo - Benevolo, Ricci e Savioli - in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena e altri ancora. Nonostante l'asciuttezza metafisica delle immagini - forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno - il Superstudio è stato tutt'altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all'architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l'antropologia. Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas - di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino -, ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l'intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73)...
17,00 14,45

Rassegna di architettura e urbanistica

a cura di G. Ciucci, A. Muntoni

editore: Quodlibet

pagine: 128

16,00 13,60

Riprogettare i territori dell'urbanizzazione diffusa

a cura di A. Marson

editore: Quodlibet

pagine: 204

Negli ultimi decenni, in Italia, con particolare riferimento alle aree di pianura, l'espansione delle città e dei borghi è stata sostituita dal dilagare scomposto di urbanizzazioni diffuse. Mutazioni profonde hanno interessato territori anche assai diversi tra loro: prima la riorganizzazione produttiva postfordista che ha messo al lavoro l'imprenditorialità diffusa, poi una crescita parossistica delle edificazioni proseguita anche mentre la produzione manifatturiera si andava delocalizzando all'estero. L'organizzazione preesistente ne è risultata erosa, frammentata e spesso non più leggibile, senza che le trasformazioni recenti abbiano prodotto nel loro insieme un disegno territoriale riconoscibile. La letteratura che analizza le urbanizzazioni diffuse è ormai molto ricca; ma cosa farne di queste urbanizzazioni che spesso si configurano come stato transitorio, non più campagna ma non ancora città? Come orientarne la trasformazione per produrre territori di maggiore qualità? Questo testo indaga le sfide progettuali attuali e fornisce alcuni strumenti per affrontarle.
28,00 23,80

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