Donzelli
Tutti i libri editi da Donzelli - Pagina 10
Horror italiano
Simone Venturini
editore: Donzelli
pagine: 163
"I vampiri" (1957) di Riccardo Freda e Mario Bava è comunemente ritenuto il primo horror italiano. Lo stupore dei critici, lo scarso successo di pubblico, l'ambientazione parigina sembravano palesare l'horror come un corpo estraneo al nostro cinema nazionale. I film del terrore italiani andranno così in giro per il mondo sconfessando i propri natali, camuffandosi sotto etichette e pseudonimi posticci, portatori di un retaggio culturale che sembrava escludere a priori l'orrore dal nostro paesaggio e immaginario. L'horror nazionale si manifesta in concomitanza con una più ampia affermazione dell'horror a livello europeo, al cui interno il cosiddetto "gotico all'italiana" opera per imitazione di modelli stranieri, ma si dimostra anche capace di rielaborarli con originalità, attingendo alle strutture simboliche del melodramma e intessendo relazioni con altri generi. Dall'inizio degli anni Sessanta l'horror italiano circola, si espande, rende difficile se non improduttivo mantenere il cinema separato da una più ampia dimensione mediale e di dialogo intertestuale e conservare distinzioni tra cultura alta e bassa.
Urbanistica per una diversa crescita. Progettare il territorio contemporaneo
a cura di M. Russo
editore: Donzelli
pagine: 380
Negli ultimi anni la nozione di "crescita" ha subito una profonda trasformazione divenendo oggetto di un'attenta analisi e ridefinizione. Nell'ambito dell'urbanistica e dell'architettura quello di crescita è un concetto controverso, che ha spesso generato fenomeni difficilmente reversibili a spese del territorio e dei suoi valori. Questo libro raccoglie un denso confronto su come, nell'epoca contemporanea, il tema della crescita sia da identificare con una diversa idea di sviluppo, non necessariamente collegata al ciclo produzione-consumo, né unicamente a dimensioni quantitative ed economiche. Tale approfondimento richiede un approccio multidisciplinare, inclusivo di prospettive legate a nuovi assetti urbani e sociali, a stili di vita e a forme produttive e insediative nuove, con sensibilità e attenzione anche ai principi di una "prosperità senza crescita". Forme di rigenerazione urbana, incentrate sulla valorizzazione dei beni comuni, rappresentano il campo di sperimentazione su cui si gioca lo sviluppo di economie che tentano di far fronte all'attuale fase recessiva: il territorio e il suo progetto possono assumere un ruolo centrale in questo processo. Prefazione di Alessandro Balducci.
Storie di case. Abitare l'Italia del boom
editore: Donzelli
Le storie raccolte in questo libro raccontano un paesaggio ordinario: quello degli edifici residenziali collettivi costruiti nelle grandi città italiane nei decenni di espansione successivi alla seconda guerra mondiale. Case che hanno rappresentato per molte famiglie la possibilità di raggiungere il traguardo della proprietà di un alloggio o di accedere a una dimensione abitativa autonoma. Oltre venti ricercatori di diversa formazione ricostruiscono nel dettaglio la storia di altrettanti edifici o complessi situati a Milano, Roma e Torino. Al centro dell'attenzione sono da un lato i modelli progettuali, dall'altro i cambiamenti della popolazione: in una parola, i molti modi in cui una pluralità di soggetti e di culture ha contribuito a dar forma a un paesaggio residenziale e a modificarlo nel corso del tempo. Basato su un incrocio sistematico tra fonti differenziate e su una contaminazione tra approcci e domande provenienti da vari ambiti disciplinari il volume propone uno sguardo inedito su aspetti fondamentali della storia delle grandi città italiane che sono finora rimasti sullo sfondo di molte ricerche. Dietro il loro apparente anonimato, gli edifici studiati in queste pagine sono stati al centro di piccole scelte quotidiane come di grandi strategie individuali e collettive: varcare la loro soglia significa esplorare un importante patrimonio di esperienze, memorie e narrazioni.
Christian Dior & moi. L'autobiografia di Christian Dior
Christian Dior
editore: Donzelli
pagine: 223
"I miei ricordi più belli io devo ancora viverli, il mio passato è ancora molto giovane"
Cittadinanza. Geografie, filosofie, iconografie, economie
a cura di M. Della Torre , B. Pedretti
editore: Donzelli
pagine: 159
"In quanto architetto - scrive Mario Botta - resto convinto che la città europea sia ancora oggi una delle forme più evolute, intelligenti flessibili e accoglienti dell'organizzazione dello spazio di vita dell'uomo. La sua struttura, dovuta alle stratificazioni storiche che si sono succedute nel tempo, definisce un territorio di memoria che si propone a tutt'oggi come possibile esempio per uno sviluppo tanto civile quanto sostenibile dei nostri universi abitativi". Così una delle maggiori figure dell'architettura contemporanea racconta il centro tematico di questo volume che, in effetti, si propone l'obiettivo programmatico di sottoporre la questione della città e del progetto urbano alle interpretazioni incrociate di un vero e proprio dibattito interdisciplinare. Gli autori, grandi intellettuali dei nostri tempi, s'interrogano sull'eredità della città europea e mediterranea, analizzata sia nelle dinamiche storiche dei sistemi di cittadinanza che l'hanno forgiata, sia nelle sfide cui la costringono i processi di globalizzazione che hanno investito il mondo odierno e che stanno sempre più urbanizzando i nostri territori. Il risultato è un quadro di analisi storiche e riflessioni teoriche che intersecano geografia umana, filosofia politica e morale, storia delle idee e dell'urbanistica, sociologia ed economia. Il filo conduttore consiste in una lettura della città e del territorio alla luce della complessità dei fenomeni storici e sociali implicati nella questione urbana...
Ingegneria e paesaggio. Un progetto per le valli e le coste
a cura di M. Besio
editore: Donzelli
pagine: 350
L'Italia è terra di coste, di valli e di catene montuose, che contribuiscono a determinarne le molteplici identità. Una peculiarità che tuttavia non è considerata dagli strumenti che governano le trasformazioni del territorio: i piani urbanistici, i piani di bacino, i piani della costa (quando ci sono) operano su livelli amministrativi separati e con progetti contraddittori. Le opere di sistemazione delle coste, dei versanti vallivi e dei corsi d'acqua non si coordinano con i disegni urbanistici. A ciò si aggiungono le trasformazioni che investono continuamente il paesaggio, in particolare, negli ultimi anni, il paesaggio delle valli e quello delle coste. In una prima fase, in seguito allo sviluppo industriale, le valli interne hanno subito il progressivo venir meno di abitanti, di servizi, di economie, di cura del paesaggio e dell'ambiente, cui ha fatto da contrappeso l'incremento massiccio di un'urbanizzazione concentrata attorno alle città e sulla costa. L'abbandono del territorio molto spesso ha contribuito al dissesto idrogeologico, affrontato con interventi di ingegneria geotecnica e idraulica, mentre la costa ha subito un processo di intensa artificializzazione a causa degli interventi di ingegneria portuale e di difesa marittima.
I monumenti per difetto
Adachiara Zevi
editore: Donzelli
pagine: 200
Il 24 marzo 1944, 335 innocenti furono trucidati dai nazi-fascisti alle Fosse Ardeatine, in una delle pagine più buie della seconda guerra mondiale. Nel luglio di quell'anno fu bandito il primo concorso dell'Italia liberata per la costruzione di un mausoleo nel luogo dell'eccidio. Questo libro parte da lì: in occasione del settantesimo anniversario della strage, Adachiara Zevi riflette sui rapporti tra architettura e memoria, prendendo in esame alcuni casi esemplari di monumenti, musei e memoriali che si distinguono per qualità e originalità urbanistica, architettonica e artistica. Il Mausoleo delle Fosse Ardeatine è il primo monumento a non essere concepito come oggetto da contemplare ma come percorso "da agire", per far rivivere il tragitto seguito dalle vittime; le forme non sono intese come stazioni di arrivo, ma come tappe intermedie di un circuito continuo. Da Roma ci spostiamo a Berlino, per raccontare il memoriale progettato da Peter Eisenman: una gigantesca griglia deformata e sbilenca che registra il passaggio dal monumento come percorso al monumento come brano di città. Se il "contro-monumento", nella versione di Jochen Gerz, prevede già nella concezione la sua sparizione, spetta alle "pietre d'inciampo" ideate da Gunter Demnig l'intuizione del "memoriale diffuso" dedicato a tutti i deportati.
Tra geografia e politiche
Francesca Governa
editore: Donzelli
pagine: 200
A cosa serve la geografia? È una disciplina utile oppure no? Ed è l'utilità che può qualificare il valore del sapere geografico o bisogna piuttosto ragionare in termini di rilevanza sociale e politica? Questo libro discute il rapporto fra geografia e politiche pubbliche, concentrandosi sulla relazione fra processi dello sviluppo e territorio. Ragionare attorno al significato della geografia nelle politiche pubbliche porta a diffidare di risposte semplici e impone una riflessione sul ruolo della conoscenza nel processo politico d'individuazione dei problemi, delle opportunità, degli attori e degli interessi in gioco nei processi di trasformazione della città e del territorio. Diffidare di risposte semplici significa in primo luogo superare l'idea che il rapporto fra geografia e politiche possa essere affrontato in termini di utilità pratica e nelle pratiche. In tal modo si adotterebbe infatti una visione della geografia come sapere neutro, in grado di descrivere una presunta oggettività del territorio e dei suoi problemi, mentre essa è una pratica conoscitiva portatrice di valori e principi, che richiede un preciso posizionamento etico e politico.
Campagne urbane. Una nuova proposta di paesaggio della città
Pierre Donadieu
editore: Donzelli
pagine: 268
L'umanità tende a diventare sempre più urbana, la città cresce allontanando la campagna che si trasforma in nuove periferie e spazi incolti. Il mondo agricolo, è in forte declino, incerto sulle immagini che il futuro gli riserva, essendo i suoi spazi sempre più luoghi in cui si espande la città e dove si diffondono forme e pratiche generiche, indistinte, se non residuali. Un simile processo è destinato a continuare e ad accrescere le contraddizioni tra una città sempre più periferia e una ruralità divenuta urbanizzata. Sembra così delinearsi una società in cui i valori di urbano e rurale finiranno per essere confusi e gli spazi arbitrariamente mescolati, dando vita a un luogo dominato dall'incertezza, abitato da una società periurbana, indifferente tanto alla città quanto alla campagna. Pierre Donadieu pone in queste pagine la necessità di ribaltare la tradizionale idea di una contrapposizione tra la città e la campagna che ci impedisce di cogliere il ruolo che può invece assumere la campagna urbana. Quello che un tempo pareva solo un ossimoro costituito da due termini tradizionalmente antitetici, diventa invece un paesaggio in cui emergono indizi di nuove ecologie tra territorio e società, in parte dipendenti dalla cultura urbana e da quella rurale, ma per molti aspetti portatrici di una proposta inedita di sostenibilità e di nuove forme di spazialità urbana su cui è giunta l'ora di interrogarsi.
Ecocritica. La letteratura e la crisi del pianeta
a cura di C. Salabè
editore: Donzelli
pagine: 272
La letteratura non è immune dall'emergenza ecologica: il pericolo crescente cui il pianeta è esposto ha spinto negli ultimi an
Storie di case. Abitare l'Italia del boom
editore: Donzelli
pagine: 557
Le storie raccolte in questo libro raccontano un paesaggio ordinario: quello degli edifici residenziali collettivi costruiti nelle grandi città italiane nei decenni di espansione successivi alla seconda guerra mondiale. Case che hanno rappresentato per molte famiglie la possibilità di raggiungere il traguardo della proprietà di un alloggio o di accedere a una dimensione abitativa autonoma. Oltre venti ricercatori di diversa formazione ricostruiscono nel dettaglio la storia di altrettanti edifici o complessi situati a Milano, Roma e Torino. Al centro dell'attenzione sono da un lato i modelli progettuali, dall'altro i cambiamenti della popolazione: in una parola, i molti modi in cui una pluralità di soggetti e di culture ha contribuito a dar forma a un paesaggio residenziale e a modificarlo nel corso del tempo. Basato su un incrocio sistematico tra fonti differenziate e su una contaminazione tra approcci e domande provenienti da vari ambiti disciplinari il volume propone uno sguardo inedito su aspetti fondamentali della storia delle grandi città italiane che sono finora rimasti sullo sfondo di molte ricerche. Dietro il loro apparente anonimato, gli edifici studiati in queste pagine sono stati al centro di piccole scelte quotidiane come di grandi strategie individuali e collettive: varcare la loro soglia significa esplorare un importante patrimonio di esperienze, memorie e narrazioni.
Architettura e storia. Paradigmi della discontinuità
Carlo Olmo
editore: Donzelli
pagine: 188
L'architettura rappresenta una delle più importanti testimonianze della presenza dell'uomo sulla terra. In questo senso non solo è legata alla storia: è essa stessa storia per eccellenza. Basterebbe ricordare il tormentone che ogni anno si scatena quando si tratta di individuare qualche architettura o qualche luogo da aggiungere al "patrimonio dell'umanità". Eppure la sua interpretazione viene spesso lasciata alle forme come alle ideologie che essa veicola. La stessa lingua con cui questa storia così fondamentale si racconta appare presa in prestito: dalla storia dell'arte come dalla sociologia, dal romanzo come dalla giurisprudenza. Quella che si dichiara essere la testimonianza per eccellenza non fa spesso i conti neanche con il significato della stessa parola "testimonianza". Questo libro cerca di restituire al rapporto tra architettura e storia la complessità che esso conserva, nonostante tutti i tentativi di incasellarlo in tipi o categorie formali e sociali. Lo fa indagando le relazioni che l'architettura costruisce e muta nel tempo con la religione, la tecnica, il diritto, la rappresentazione dell'autorità, i sentimenti quotidiani attraversati da mutamenti, a volte drammatici a volte celebrativi. Lo fa scegliendo, per ogni capitolo, una parola chiave o piuttosto un'architettura che aiutino a capire come quelle parole, di cui noi spesso abusiamo, costruiscano relazioni tutt'altro che rassicuranti tra le parole e le cose.
L'Italia intelligente. Adriano Buzzati-Traverso e il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica
Francesco Cassata
editore: Donzelli
pagine: 476
Nella primavera del 1962, a Napoli, il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica (Ligb) iniziava le proprie attività. La costituzione del laboratorio rappresentava il coronamento di una battaglia decennale condotta dal suo fondatore, Adriano Buzzati-Traverso - fratello dello scrittore Dino per rinnovare e modernizzare l'organizzazione della ricerca scientifica in Italia. In pochi anni, il Ligb raggiunse fama di livello internazionale, candidandosi a possibile sede del futuro laboratorio europeo di biologia molecolare. Ma qualcosa andò storto. Nel 1969, infatti, quando era ormai alle porte un accordo internazionale con l'Università di Berkeley per la costituzione a Napoli della prima scuola di dottorato in biologia molecolare in Italia, il Laboratorio venne travolto da una profonda crisi, che vide significativamente affiancati, contro il comune avversario, da un lato alcuni settori dell'università e del Cnr, ostili all'esperimento di Buzzati fin dagli esordi, e dall'altro una compagine di tecnici, ricercatori e borsisti, pronti a occupare il laboratorio e a scagliarsi contro la direzione, etichettando la biologia molecolare come "scienza borghese", "americana" e "reazionaria". Attraverso una ricerca basata su un'ampia e inedita base documentaria, Francesco Cassata racconta un caso esemplare che ha molto da dire all'Italia di oggi.
I servizi pubblici locali. Dall'ideologia al pragmatismo
Alfredo De Girolamo
editore: Donzelli
pagine: 93
Il gas, l'energia elettrica, l'acqua, i trasporti pubblici e i rifiuti sono elementi della nostra vita quotidiana, ma il modo in cui vengono gestiti rimane oscuro per la maggior parte dei cittadini. Questo libro si propone di svelare le dinamiche organizzative dei servizi pubblici locali, raccontando la storia e le scelte politiche che a partire dagli inizi del Novecento hanno caratterizzato tali settori. Con la competenza dell'esperto in materia e il linguaggio agile del giornalista, Alfredo De Girolamo inquadra storicamente e normativamente il problema delle aziende che operano nel campo dei trasporti e dei rifiuti, e di quelle energetiche e idriche, analizzando il rapporto tra pubblico e privato e tra municipalizzazione e gestione comunitaria. "Il più importante pregio di questo volume è costituito dalla sua semplicità, coniugata alla completezza dei temi trattati. Un libro destinato ai cittadini tutti, che si può auspicare venga letto anche dagli addetti ai lavori, che potranno trarne giovamento per affrontare la politica dei servizi pubblici locali con l'attenzione concentrata sui bisogni concreti e sulla necessità di soddisfarli con il massimo di efficienza e di efficacia, entro i confini della sostenibilità economica". Introduzione di Claudio De Vincenti.
La storia dei miei fumetti. L'immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina
Antonio Faeti
editore: Donzelli
pagine: 425
Antonio Faeti, che quarant'anni fa regalò al lettore, con il suo "Guardare le figure", una ricostruzione a tutto tondo dell'immaginario visivo italiano attraverso le illustrazioni dei libri per l'infanzia, duplica oggi il suo dono con questa esplorazione dell'altra faccia di quello stesso immaginario. La storia dei suoi fumetti (vale a dire di tutti i fumetti da lui divorati, collezionati, posseduti, catalogati, coltivati con la passione maniacale che ben conoscono i cultori del genere) diventa qui la storia di ciascuno di noi. Proprio come accade al protagonista dell'"Educazione sentimentale" di Flaubert, anche l'autore di questo libro ripensa alle sue prime fantasie e ritrova le piccole tracce, i brandelli della sua educazione sentimentale. E visto che, come scrive Faeti, "in una educazione sentimentale si è scelti, non si sceglie", in questo percorso della memoria ci sono presenze sorprendenti e assenze illustri. La Vipera Bionda, il Brontolosauro, Manuela la matadora accompagnano la crescita di questo immaginario tra gli anni quaranta e cinquanta. Da Nadir Quinto a Raffaele Paparella, da Jacovitti a Guido Crepax, dal "Corriere dei Piccoli" a "Lanciostory", è la memoria del sogno - dei nostri sogni - che rivive in queste pagine.
Competenza e rappresentanza
Alessandro Pizzorno
,
Bernardo Secchi
e altri
editore: Donzelli
pagine: 103
Non è semplice trattare del ruolo delle competenze tecniche in rapporto alle trasformazioni urbane
La sinistra e la città. Dalle lotte contro il sacco urbanistico ai patti col partito del cemento
Roberto Della Seta , Edoardo Zanchini
editore: Donzelli
pagine: 109
La città e la possibilità di governarne lo sviluppo per il bene comune sono temi fondativi della sinistra. Basta riandare alla Manchester descritta da Engels o alle lotte di inizio Novecento per i diritti elementari e i bisogni primari del proletariato urbano, da cui presero l'avvio partiti e sindacati di sinistra e la stessa urbanistica moderna. Da qui, la riflessione dei due autori arriva a esplorare un paradosso italiano. Vi è stato un tempo, nel dopoguerra, in cui la sinistra - non solo quella comunista - rifiutava l'etichetta di riformista, ma nei fatti metteva in campo, sulla città, visioni e azioni squisitamente riformiste. Erano gli anni delle lotte contro il sacco urbanistico di Roma, Napoli, Palermo e contro i comitati d'affari incistati nella politica; e gli anni di alleanze per l'epoca decisamente inedite. Ed ecco il paradosso. Mentre oggi la sinistra rivendica con orgoglio la propria natura riformista, ha quasi smarrito la tensione di allora: distante com'è dalla riflessione attualissima sull'urgenza di un freno al consumo di suolo; troppo legata, in alcuni, a pregiudizi ideologici - la mitizzazione dell'esproprio, la demonizzazione dei pri-vati - e troppo vicina, in tanti altri, a quel "partito del cemento" trasversale che spesso detta legge sul futuro delle città ed è fonte di inquinamento affaristico della politica. Ma la sinistra può permettersi di tradire la città? O non rischia così di condannare se stessa?
Paesaggi interrotti. Territorio e pianificazione nel Mezzogiorno
a cura di A. Clementi
editore: Donzelli
pagine: 176
La difficoltà della progettazione urbana nel Mezzogiorno è un tema poco discusso e molto attuale, legato alle problematiche degli aiuti economici alle regioni meridionali e alla complessità di gestirli dove i poteri illeciti contano più dello Stato. Il libro riflette sulla specificità della situazione meridionale dal punto di vista della pianificazione territoriale, muovendo da alcune prove d'innovazione realizzate di recente. A partire dalla considerazione della condizione particolare delle regioni meridionali, gli autori discutono le potenzialità e i limiti dell'attuale sistema di governo del territorio, sollevando alcune questioni di fondo sulla praticabilità delle politiche di coesione nelle città del Mezzogiorno. La sostanziale inefficacia delle politiche locali del settore è ormai un dato di fatto; tuttavia ancora nessuno lo riconosce pubblicamente, forse per paura di incrinare l'ortodossia di leggi pensate per valere in tutto il territorio nazionale, su cui s'incardinano l'uso dello spazio e i diritti di cittadinanza nel nostro paese. Il quadro è fortemente problematico, e non concede facili speranze. Il volume traccia tuttavia alcune potenziali direzioni di lavoro per il prossimo futuro, mettendo a frutto l'esperienza accumulata negli ultimi anni e, soprattutto, approfittando del fermento intellettuale che caratterizza l'attuale congiuntura.
Lo specchio turco. Immagini dell'altro e riflessi del sé nella cultura italiana d'età moderna
Marina Formica
editore: Donzelli
pagine: 232
Avversario ammirevole, anche se temibile; abietto infedele; violento e crudele; rozzo, ignorante, barbaro; nemico dei propri nemici e perciò utile alleato; sodale inaffidabile e scaltro; modello di suddito devoto e obbediente. Viste allo specchio, le immagini del Turco in età moderna, lungi dall'essere univoche o statiche, riflettono i timori e le aspirazioni dell'Occidente, le sue preoccupazioni e i suoi conflitti. In un'Europa disorientata dagli imprevedibili orizzonti delle nuove scoperte geografiche e dilaniata da innumerevoli lacerazioni interne, l'esigenza di difendere un'identità vacillante si pone all'origine di una rappresentazione dell'alterità giocata sul contrasto e sull'opposizione. E così che il Turco diventa l'Altro, per antonomasia, anche se né gli scontri né le rivalità con la Mezzaluna riusciranno a bloccare, di fatto, le persistenti trame dei rapporti commerciali e diplomatici tra gruppi di differente fisionomia etnica e religiosa. Nel lungo arco di tempo che va dalla fine del Quattrocento sino agli anni della Rivoluzione francese, la letteratura turchesca conosce in Europa le forme più diverse, dalla trattatistica politico-militare ai filoni profetici, dalle cronache ai racconti di viaggio, dai fogli volanti ai giornali. In Italia, in particolare, i discorsi sull'Altro assumono un ruolo centrale nella formazione della nostra cultura politica e nell'elaborazione della nostra appartenenza identitaria.

