Viella: La storia. Temi
Tutti i libri della collana La storia. Temi - Pagina 2
L'uomo con la borsa al collo. Genealogia e uso di un'immagine medievale
Giuliano Milani
editore: Viella
pagine: 297
Nel corso del medioevo scultori, predicatori, poeti e pittori hanno impiegato l'immagine di un uomo con la borsa attorno al co
Sonnambuli verso un nuovo mondo. L'affermazione dei comuni nel XII secolo
Chris Wickham
editore: Viella
pagine: 240
Nel quadro della disintegrazione del Regno d'Italia, tra XI e XII secolo, una nuova forma di governo collettivo - il comune -
La legittimità contesa. Costruzione statale e culture politiche (Lombardia, XII-XV sec.)
Andrea Gamberini
editore: Viella
pagine: 288
L'attenzione per le culture politiche è una delle prospettive che più radicalmente ha rinnovato gli studi di storia dei rappor
Il commercio interculturale. La diaspora sefardita, Livorno e i traffici globali in età moderna
Francesca Trivellato
editore: Viella
pagine: 454
Questo volume propone una storia globale in scala ridotta di uno dei fenomeni più affascinanti e complessi dell'età moderna: il commercio interculturale. A dispetto di ostacoli tecnologici e barriere linguistiche che a prima vista parrebbero insormontabili, mercanti di diversa estrazione e appartenenti a gruppi religiosi diversi trovarono il modo di condurre affari a grandi talora enormi - distanze. Intrecciando teoria economica e narrazione, questo studio scandaglia le logiche secondo cui gli ebrei di Livorno condussero i loro traffici nel Mediterraneo, in Nord Europa e perfino in India nel corso del Settecento. Francesca Trivellato mette alla prova presupposti troppo a lungo dati per scontati circa le solidarietà etniche e religiose che sarebbero alla base delle reti creditizie del periodo preindustriale e rivela invece la pluralità di agenti coinvolti nel commercio interculturale.
La pittura infamante. Secoli XIII-XVI
Gherardo Ortalli
editore: Viella
pagine: 183
A partire dalla seconda metà del Duecento, sulle mura dei più importanti edifici pubblici delle città italiane di tradizione c
L'eredità della Resistenza. Storia, cultura, politiche dal dopoguerra a oggi
Philip Cooke
editore: Viella
pagine: 382
In questo dettagliato studio a carattere interdisciplinare, lo storico inglese Philip Cooke prende in esame la duratura e contrastata eredità della Resistenza, ricostruendo i mutevoli e ambivalenti atteggiamenti sviluppati dai principali partiti politici e dalle istituzioni repubblicane nel corso del loro ambizioso progetto di edificazione di una nuova nazione sulle rovine del fascismo e della seconda guerra mondiale. Utilizzando romanzi, film, documentari, giornali, diari, monumenti, quadri, musei, l'autore illustra le modalità con cui, in un lungo arco di tempo, la politica, la storia e la cultura italiane hanno interagito fra loro, mette in discussione stereotipi "di parte", come quello dell'egemonia comunista sulla memoria, e rilegge la storia del secondo dopoguerra da una prospettiva inedita e innovativa, che diventerà un imprescindibile punto di riferimento per chiunque vorrà riflettere sulla Resistenza e con essa sull'intera vicenda dell'Italia contemporanea.
L'alambicco di Lev Tolstoj. «Guerra e pace» e la massoneria russa
Raffaella Faggionato
editore: Viella
pagine: 433
"Bezuchov, lui è blu, blu scuro e rosso, ed è quadrato...". Cosa si cela dietro queste misteriose parole di Nataaa Rostova, o dietro la strana allusione del principe Andrej Bolkonskij a dei guanti da donna? Qual è il significato della rinascita di Pierre sullo sfondo dell'incendio di Mosca del 1812? Seguendo tracce e indizi disseminati nel testo di uno dei romanzi più letti al mondo, Raffaella Faggionato ci guida in un avvincente percorso a ritroso, alla scoperta di manoscritti, testi ermetici, rituali massonici - un materiale ricchissimo, tuttora sepolto negli archivi di Mosca, che ha nutrito l'immaginazione creativa di Tolstoj nei sette anni di gestazione di "Guerra e pace". Aggirandoci nel laboratorio in cui hanno preso forma personaggi divenuti immortali, tra foglietti, appunti, varianti e brutte copie, scopriremo come sono cambiati l'impianto del romanzo e la tecnica narrativa dello scrittore sotto la suggestione del simbolismo massonico e del linguaggio delle scienze ermetiche. Una prospettiva nuova, che apre squarci imprevedibili sull'epoca e sugli uomini che l'hanno abitata e getta una diversa luce sulla controversa questione del rapporto di Tolstoj con la massoneria russa.
La Repubblica di Venezia nel Settecento
Walter Panciera
editore: Viella
pagine: 177
In questo libro si ripercorre la storia della Repubblica aristocratica di Venezia nel XVIII secolo e, sulla base della più classica storiografia sull'argomento e degli studi più recenti, si riesce a contrastare ogni visione stereotipata dell'ultimo secolo di vita di un antico stato, del suo territorio e di una società complessa, nei quali non mancarono contraddizioni, nuovi fermenti e antiche debolezze. La Serenissima, infatti, non divenne mai una nazione moderna, nel senso che oggi si dà a questa espressione. La metropoli di Venezia rimase fino all'ultimo e in modo consapevole non una capitale, bensì la Dominante. Particolarismo e policentrismo sono la chiave per capire i limiti e forse l'eredità profonda del suo dominio, da Corfù fino all'Adda. La debolezza della Repubblica di fronte ai grandi stati europei si rivelò nel Settecento tanto più evidente in quanto frutto dell'evoluzione di una città-stato ferma nei suoi caratteri fondamentali a due secoli prima, quando aveva raggiunto il vertice della sua potenza.
Nelle vesti di Clio. L'uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799)
Daniele Di Bartolomeo
editore: Viella
pagine: 355
La Rivoluzione francese è diventata tale anche perché è stata pensata in analogia o per contrasto con le rivoluzioni del passato e, più in generale, con tutti quegli avvenimenti storici usati dai protagonisti per interpretarla e prevederne le evoluzioni. In questo volume si affronta il tema dell'uso politico della storia nella Grande Rivoluzione in modo sistematico, dalla convocazione dell'Assemblea dei Notabili (1787) al colpo di Stato di Napoleone Bonaparte (1799). L'autore propone un testo dal ritmo incalzante, basato su un corpus sterminato di fonti che, oltre all'intero dibattito parlamentare, comprende anche la pubblicistica a tema storico (libri e pamphlets) e le rappresentazioni artistiche, simboliche e teatrali.
Il cimitero acattolico di Roma. La presenza protestante nella città del papa
Antonio Menniti Ippolito
editore: Viella
pagine: 225
Oggetto fuori d'Italia di "una venerazione forse sconosciuta agli italiani", la vicenda del Cimitero acattolico romano, la cui origine risale a circa tre secoli fa, merita di essere approfondita per più aspetti. Sotto il profilo della storia della città di Roma, capitale del papato, che ospitò tale singolare realtà all'interno delle proprie mura, ma anche sotto quello della storia delle relazioni della Santa Sede con i paesi protestanti e del rapporto tra la Chiesa e gli "eretici" che in sempre maggior numero e con sempre più spiccata disinvoltura presero a visitare la penisola e l'Urbe. Scopo di questo volume - basato su una ricca ricerca d'archivio che non trascura le fonti dell'Inquisizione romana - è non solo quello di ampliare, ma anche di contestualizzare l'analisi, di correggere inesattezze e leggende, di cercare di definire tanti aspetti poco chiari. Il sepolcreto ai piedi della Piramide di Caio Cestio si sviluppò quale realtà sostanzialmente abusiva che potè imporsi con la "connivenza" delle autorità romane. Come avvenne tutto questo? Quando fu che gli stranieri protestanti morti nell'Urbe poterono essere sepolti ai piedi della Piramide di Caio Cestio? Quale il contesto che ne consentì la creazione e perché la Santa Sede permise tutto ciò? Quale il rapporto tra questo cimitero e quello ebraico o quello degli "impenitenti" al Muro Torto e quale con il moderno cimitero del Verano? E ancora, quali sono le differenze tra questo sepolcreto e altre analoghe aree sepolcrali in Italia.
Civiltà della crisi. Cultura e politica in Italia tra Otto e Novecento
Luisa Mangoni
editore: Viella
pagine: 410
Una delle maggiori studiose della storia italiana contemporanea mette a fuoco momenti salienti della cultura del nostro Paese per cogliere legami e connessioni, continuità e rotture, e infine la perdurante memoria di un passato con cui, al di là delle intenzioni, non si erano fatti completamente i conti. Alcune figure ne sono testimoni esemplari: Delio Cantimori e la sua inquieta e tormentata esperienza degli anni Trenta; Leone Ginzburg con il suo intransigente antifascismo che non gli impediva tuttavia di capire anche se non giustificare; Carlo Levi nel suo passare tra due tempi con apparente distacco e sguardo acuto; Emilio Sereni che del suo significativo percorso porta intero il carico di contraddittorie e irrisolte esperienze.
L'uomo dei tre mondi. Storia di Samuel Pallache, ebreo marocchino nell'Europa del Seicento
Mercedes García-Arenal , Gerard Wiegers
editore: Viella
pagine: 260
Tre fedi, due continenti, cinque paesi
La prigione medievale. Una storia sociale
Guy Geltner
editore: Viella
pagine: 232
La società medievale non aveva una "mentalità persecutoria": al contrario di quanto si pensa, era in realtà molto più sfumata nella definizione e nel trattamento dei suoi elementi marginali. Guy Geltner lo dimostra esplorando ogni sfaccettatura della carcerazione tardomedievale - dal terrore provato al momento dell'arresto al rilascio, all'evasione o alla morte - fino a operare una vera e propria riscrittura della storia penale. L'autore ricostruisce con attenzione la vita all'interno delle mura delle carceri di Venezia, Firenze e Bologna, oltre che di molte altre città europee. Quella che emerge è l'immagine di una prigione che per alcuni suoi elementi sembra anticipare di fatto le moderne istituzioni carcerarie, ma che per altri ci appare spesso inaspettata: posta spesso al centro della città, i detenuti potevano godere di frequenti contatti con la società esterna, dato che non vi erano rinchiusi ma piuttosto "tenuti" in una versione più coercitiva della vita di tutti i giorni.
Vermi con ali di farfalla. L'evoluzione come idea filosofica
Luigi Bianchi
editore: Viella
pagine: 178
Che cosa vuol dire, dal punto di vista filosofico, essere evoluzionisti? Dove conduce, sotto il profilo speculativo, l'accettazione del principio darwiniano, secondo il quale "la differenza mentale tra l'uomo e gli animali superiori, per quanto grande, è certamente di grado e non di genere"? Fino a che punto l'adesione al principio evoluzionistico obbliga a ripensare in modo nuovo vecchi concetti sui quali si discute da secoli? Se si crede nel principio evoluzionistico e si scarta ogni ipotesi di creazione, non ha più senso ragionare sulle vicende umane come se l'uomo fosse sempre esistito e avesse avuto fin dall'inizio le facoltà di cui oggi dispone. Queste doti, se l'uomo in principio non le aveva e le ha acquisite nel tempo, per via naturale, quale valenza hanno? E in che rapporto si trovano con la natura dalla quale si sono originate? È chiaro che una parte di questa ricerca possono farla soltanto gli scienziati, gli unici in grado di esplorare i meccanismi del cervello umano, ma molte domande che l'uomo si pone vanno oltre i confini della scienza: di queste ci si occupa qui, valendosi, quando è possibile, dei risultati dell'indagine scientifica.
L'Italia dei comuni (1100-1350)
François Menant
editore: Viella
pagine: 360
François Menant traccia un quadro completo delle vicende politiche, economiche e culturali di un periodo cruciale per la forma
La storia al cinema. La schiavitù sullo schermo da Kubrick a Spielberg
Natalie Zemon Davis
editore: Viella
pagine: 174
Il rapporto fra storia scritta e storia raccontata per immagini è al centro di questa affascinante incursione di una storica nelle rappresentazioni della resistenza alla schiavitù offerte dal mezzo cinematografico. Natalie Zemon Davis, che scrisse Le retour de Martin Guerre e collaborò come consulente per l'omonimo film francese, affronta qui la questione di come l'industria cinematografica abbia ritratto gli schiavi nelle opere di cinque grandi registi: "Spartacus" di Stanley Kubrick (1960), "Queimada" di Gillo Pontecorvo (1969), "La última cena" di Tomás Gutiérrez Alea (1976), "Amistad" di Steven Spielberg (1997), "Beloved" di Jonathan Demme (1998). Attraverso la scelta di un tema specifico, l'autrice sottolinea le potenzialità proprie del cinema di narrare il passato in modo efficace e significativo e di proporre riflessioni convincenti su eventi e processi storici; a condizione però di rimanere fedele alle fonti, lasciando spazio alla creatività e all'invenzione nell'ambito della plausibilità e della verosimiglianza.
La Spagna delle tre culture. Ebrei, cristiani e musulmani tra storia e mito
Alessandro Vanoli
editore: Viella
pagine: 317
Per oltre otto secoli, dal 710 al 1492, tre culture, cristiana, islamica, ebraica, convissero in Spagna tra tensioni e scambi fecondi, incomprensioni e reciproci arricchimenti. Quella che racconta questo libro non è solo una storia di incontri o scontri tra religioni, ma di come si definirono le diverse identità della Penisola iberica e di come tali identità guardarono a ciò che percepivano come diverso e insieme, inevitabilmente, prossimo.
