Silvana: Guide
Tutti i libri della collana Guide
Miramare. Il castello e il suo giardino. Guida artistico-botanica del museo storico
a cura di A. Contessa
editore: Silvana
pagine: 192
Il Castello di Miramare domina il Golfo di Trieste e si protende a picco sul mare: con il suo stile eclettico e la sua bianca
Miramare. The Castle and its garden. Artistic and botanical guide to the Historical Museum
a cura di A. Contessa
editore: Silvana
pagine: 192
Il Castello di Miramare domina il Golfo di Trieste e si protende a picco sul mare: con il suo stile eclettico e la sua bianca
Parma. Complesso monumentale della Pilotta. I capolavori. Ediz. inglese
a cura di S. Verde , M. C. Quagliotti
editore: Silvana
pagine: 288
Caratterizzato da una continuità collezionistica e una coerenza enciclopedica che perdurarono dall'ultimo quarto del Cinquecen
Parma. Complesso monumentale della Pilotta. I capolavori
a cura di S. Verde , M. C. Quagliotti
editore: Silvana
pagine: 288
Caratterizzato da una continuità collezionistica e una coerenza enciclopedica che perdurarono dall'ultimo quarto del Cinquecen
La Galleria Nazionale dell'Umbria. Il progetto espositivo
Mauro Severi
editore: Silvana
pagine: 120
Che cosa sia un museo e come debbano essere organizzati gli spazi di questo luogo d'incontro tra l'uomo e il suo saper fare è una questione sempre attuale e in continua discussione ed evoluzione. Il caso di Perugia è emblematico: una collezione ospitata in un palazzo storico da riconquistare a una nuova funzione, un museo di se stesso e un nuovo spazio ove contestualizzare opere pensate ed eseguite in origine per altri luoghi. Il libro illustra il progetto di adeguamento del Palazzo dei Priori e la nuova impostazione museografica data alle collezioni della Galleria Nazionale dell'Umbria che vi sono esposte. I nuovi spazi sono stati pensati per favorire percorsi di conoscenza di opere e artisti del passato, svelando un "tesoro" alla città.
Verona. Carlo Scarpa and Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Vérone. Carlo Scarpa et Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa und Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa y Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio. Ediz. portoghese
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Sentieri sacri sul monte di Portofino
a cura di
C. Dufour Bozzo
,
M. Cavana
D. Calcagno
e altri
editore: Silvana
pagine: 168
Il Monte di Portofino è un riferimento visivo costante per la gente del Tigullio e non solo. Questo volume intende individuarne l'identità e studiarne i caratteri, a cominciare dalla sacralità che deriva tanto dalla sua essenza di Monte, quanto dalla presenza di cinque edifici religiosi distribuiti sul suo territorio, collegati da sentieri. Dopo un riquadro introduttivo dedicato alla morfologia del promontorio e alla sua topografia, il volume si addentra nelle sue vicende storiche, affrontando aspetti paesaggistici, religiosi, architettonici, per giungere infine alla descrizione dei tre cammini che toccano i cinque edifici di culto medievali - San Michele, San Nicolò, San Fruttuoso, Sant'Antonio, San Gerolamo - testimonianza fisica dell'antica e profonda religiosità del luogo. Box di approfondimento, schede scientifiche sui monumenti, apparato iconografico per lo più inedito e, ancora, appendici corredano e completano la monografia.
Museum und domschatz von Monza. Kurzführer
a cura di L. Di Corato , G. A. Vergani
editore: Silvana
pagine: 71
Una guida al Museo e Tesoro del Duomo di Monza che accompagna il lettore lungo un percorso lungo 1440 anni, dalla fondazione della basilica di San Giovanni Battista ai giorni nostri. L'inestimabile patrimonio di oreficerie, sculture, reliquie e dipinti, frutto della perizia di generazioni di artisti e della generosità di devoti committenti, è conservato nelle due sezioni del museo, Filippo Serpero, dedicata alla scomparsa basilica alto medievale, e Carlo Caiani, voluta e progettata per esporre e valorizzare le opere che hanno arricchito il patrimonio della chiesa. Nel museo ha sede uno dei più importanti tesori longobardi, che trae origine dall'epoca di Teodolinda, la regina che elesse la città di Monza a sua dimora.
Museo e Tesoro del duomo di Monza. Guida breve
Graziano A. Vergani
editore: Silvana
pagine: 71
Una guida al Museo e Tesoro del Duomo di Monza che accompagna il lettore lungo un percorso lungo 1440 anni, dalla fondazione della basilica di San Giovanni Battista ai giorni nostri. L'inestimabile patrimonio di oreficerie, sculture, reliquie e dipinti, frutto della perizia di generazioni di artisti e della generosità di devoti committenti, è conservato nelle due sezioni del museo, Filippo Serpero, dedicata alla scomparsa basilica alto medievale, e Carlo Caiani, voluta e progettata per esporre e valorizzare le opere che hanno arricchito il patrimonio della chiesa. Nel museo ha sede uno dei più importanti tesori longobardi, che trae origine dall'epoca di Teodolinda, la regina che elesse la città di Monza a sua dimora.
Museum and Treasury of Monza Cathedral. Concise guide
Graziano A. Vergani
editore: Silvana
pagine: 71
Una guida al Museo e Tesoro del Duomo di Monza che accompagna il lettore lungo un percorso lungo 1440 anni, dalla fondazione della basilica di San Giovanni Battista ai giorni nostri. L'inestimabile patrimonio di oreficerie, sculture, reliquie e dipinti, frutto della perizia di generazioni di artisti e della generosità di devoti committenti, è conservato nelle due sezioni del museo, Filippo Serpero, dedicata alla scomparsa basilica alto medievale, e Carlo Caiani, voluta e progettata per esporre e valorizzare le opere che hanno arricchito il patrimonio della chiesa. Nel museo ha sede uno dei più importanti tesori longobardi, che trae origine dall'epoca di Teodolinda, la regina che elesse la città di Monza a sua dimora.
