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Mole. The temple of cinema

Consulta il libro - Mole. The temple of cinema

Titolo Mole. The temple of cinema
argomento
Collana Varia
Editore Allemandi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 192
Pubblicazione 2025
ISBN 9788842227311
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
49,00 € 46,55 € (-5%)

 
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Emblema architettonico e simbolico di Torino, la Mole Antonelliana è da oltre un secolo un punto di riferimento visivo, culturale e ora cinematografico. "MOLE. Il tempio del Cinema" è un volume che intreccia architettura, fotografia e storia del cinema, offrendo al lettore un viaggio affascinante attraverso la verticalità del monumento e la profondità della sua trasformazione in tempio della settima arte. La prima sezione è un omaggio alla Mole come oggetto architettonico e simbolico. Scrittori, architetti e studiosi raccontano la sua unicità: dallo sguardo letterario di Giuseppe Culicchia alla riflessione storica di Gritella sull'opera di Alessandro Antonelli, fino all'esperienza estrema dell'alpinista Maurizio Puato, che ne ha conquistato la vetta. Chiude la sezione lo sguardo contemporaneo di Mario Botta, che riflette sulla singolarità di un'opera che sfugge a ogni classificazione. A segnare il passaggio tra il racconto della Mole come edificio e quello del Museo come contenitore, si inserisce un portfolio fotografico centrale firmato da Riccardo Ghilardi. Stampato su una carta diversa per valorizzarne l'impatto visivo, raccoglie circa 45 scatti in bianco e nero in stile fine art, che ritraggono le grandi star del cinema internazionale di passaggio negli ultimi anni al Museo del Cinema. Un intervento autoriale che non è semplice documentazione, ma omaggio visivo al rapporto tra volto, luce e memoria cinematografica. La terza sezione è dedicata al Museo Nazionale del Cinema, che dal cuore della Mole racconta la storia della visione. Dalla Torino pioniera del cinema (testo di Benini) alle collezioni straordinarie illustrate da Stefano Boni, passando per la figura fondativa di Maria Adriana Prolo raccontata da Donata Pesenti, e lo sguardo visionario di Dario Argento, che ha trovato in Torino un set ideale. Chiude il volume una postfazione d'eccezione: Martin Scorsese celebra la Mole come un santuario della settima arte, uno spazio in cui la memoria del cinema si fa esperienza viva.
 

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