fbevnts Abitare da principe. Le residenze e le collezioni di Alberico XII Barbiano di Belgiojoso | Libreria Cortina Milano
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Abitare da principe. Le residenze e le collezioni di Alberico XII Barbiano di Belgiojoso

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Titolo Abitare da principe. Le residenze e le collezioni di Alberico XII Barbiano di Belgiojoso
Autore
argomenti
Collana Architettura, città, memoria, 2
Editore Gangemi Editore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 352
Pubblicazione 2020
ISBN 9788849239256
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
44,00 € 41,80 € (-5%)

 
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Consuetudini abitative e cultura nella Milano degli ultimi decenni del Settecento si riflettono in un laboratorio singolare, ma non unico, quello allestito da Alberico XII Barbiano di Belgiojoso nella trasformazione delle proprie residenze in città e campagna. Con la regia di questo colto committente, primo presidente dell'Accademia di Brera, architetti, pittori e artefici si prestano a dare forma nelle sue dimore ad un aggiornamento del gusto documentato dalla qualità complessiva degli spazi dell'abitare. La rappresentazione della magnificenza del casato, in una scena dominata dalla cultura del principe e persino dalla sua cifra personale e identitaria, si proietta in una narrazione intima e nel contempo pubblica, costruita ricorrendo a molteplici linguaggi. Questi sono tracciabili, nell'orientamento e nelle fonti composite a cui ricorrono, anche attraverso la raccolta libraria e l'inventario delle collezioni qui trascritto in appendice. A un progetto di comunicazione di cosí ampio respiro partecipano tra gli architetti Giuseppe Piermarini, Leopoldo e Giuseppe Pollack, Simone Cantoni insieme a meno noti comprimari di talento. Tutti convergono, collimano e misurano in concreto le personali traiettorie di affermazione professionale, rendendosi disponibili a partecipare ad un premeditato gioco delle parti. Trova cosí inedito rilievo un contesto di scambi osmotici dove i ruoli appaiono talvolta intercambiabili e le attribuzioni di autorialità del tutto secondarie alla piena comprensione di architetture che la storiografia ha accreditato tra le più significative nella Lombardia asburgica.
 

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