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La «Casabella» di Vittorio Gregotti. Temi e confini di un progetto culturale

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Titolo La «Casabella» di Vittorio Gregotti. Temi e confini di un progetto culturale
Autore
argomento
Collana Architettura, 8
Editore Franco Angeli
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 170
Pubblicazione 2019
ISBN 9788891786999
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
24,00 €

 
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La rivista "Casabella" durante la direzione di Vittorio Gregotti, dal 1982 al 1996, è stata una delle esperienze più interessanti di riflessione sulla teoria dell'architettura occorse nel recente passato, sostanzialmente per due ragioni. In primo luogo, per il merito dei contenuti: la fortuna critica delle riflessioni disciplinari sviluppate nelle sue pagine è indicativa della loro ricchezza e dell'alto profilo che il dibattito su "Casabella" ha raggiunto in quegli anni. In secondo luogo, per il metodo: la rivista si è sempre presentata al pubblico con l'ambizione di essere un "luogo" costitutivo di uno sguardo critico sulla realtà. In questo saggio viene proposta un'analisi del progetto culturale della rivista, attraverso il confronto sui temi, gli autori e i progetti pubblicati. A partire dagli editoriali e dalle critiche alle architetture di Alvaro Siza, Gino Valle, Oswald Mathias Ungers, James Stirling viene ripercorso il tentativo della rivista di affermare un "progetto di sintesi" capace di raccogliere eredità illustri e impegnative: dal 'mito della ragione' alla sua crisi. In un percorso di riferimenti culturali che spazia dall'umanesimo al 'progetto moderno' passando per l'età dei lumi, rimane per gli autori di "Casabella" un unico punto fermo: è l'architetto, visto come soggetto, unico vero centro della pratica architettonica, chiamato a farsi carico delle proprie responsabilità. La legittimazione all'atto progettuale non viene più affermata sulla base degli incrollabili principi che sono stati capaci di guidare le generazioni degli architetti moderni, ma a partire dalla constatazione di trovarsi di fronte all'ultima via rimasta per l'affermazione del proprio dover-essere.
 

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