fbevnts Ricordando i luoghi | Libreria Cortina Milano
Vai al contenuto della pagina
Bottega storica milanese
Libreria Cortina
Bottega storica milanese dal 1947

Ricordando i luoghi

Consulta il libro - Ricordando i luoghi

Titolo Ricordando i luoghi
Autore
Traduttore
argomento
Collana La quarta prosa
Editore Neri Pozza
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 304
Pubblicazione 2026
ISBN 9788854534360
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
30,00 € 28,50 € (-5%)

 
Disponibilità immediata
Spese di spedizione gratis sopra i 29,00 €
C'è una frase, tra quelle che Rykwert ricorda nelle sue memorie, che fornisce in un certo senso la chiave di lettura del libro, e, forse, di tutta la sua opera: «L'architettura è un edificio che racconta una storia» - non una costruzione, ma un'abitazione, se la storia che l'architettura racconta non può essere che quella degli uomini che vi hanno abitato. Le memorie di Rykwert compitano parola per parola questa storia che l'architettura dei luoghi non smette di raccontare. Dall'infanzia in una famiglia colta e benestante della borghesia ebrea di Varsavia fino alla Londra in cui i Rykwert si rifugiano allo scoppio della guerra; poi l'Italia degli anni '50, vista in un anti-Grand Tour (Bergamo-Milano-Venezia-Mantova-Roma), dove scopre che nella «forma di vita degli italiani [...] intreccio di convivialità e architettura» poteva sentirsi a suo agio come in nessun altro posto. E sempre ai luoghi sono indissolubilmente legate le persone che li abitano: dal leggendario nonno Benjamin (dziadziu?, "il nonnino", come lo chiamava in polacco il piccolo Joseph) nella casa e nella sinagoga dell'infanzia alla Student Movement House in Gower Street dove incontra Canetti, «grassoccio, baffuto, con un impermeabile di gabardine troppo lungo e una valigetta portadocumenti sdrucita [...] a cui il potere interessava più di ogni altra cosa»; dalla Parigi di Gabriel Marcel, «piccolo e burbero [...] che sembrava l'incarnazione della France profonde», alla Roma di Bobi Bazlen, «buon ascoltatore» ma «saturnino e minaccioso», e di Bruno Zevi, col quale si lega in una «litigiosa amicizia» durata cinquant'anni. E ancora il Messico di Ivan Illich, e Milano e il gruppo di architetti intorno a Ernesto Rogers e Gio Ponti, e Zurigo, dove visita più volte Siegfried Giedion, che gli contagia «la sua passione per la ricerca delle origini sia dell'arte che dell'architettura». È questo coinvolgimento «appassionato, carnale» con la struttura e la materia dei luoghi fatti dagli uomini che distingue le memorie di questo grande non soltanto storico ma anche archeologo e filosofo dell'architettura da quelle che riempiono oggi gli scaffali delle librerie. G.A.
 

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.