Nel corso delle indagini preliminari, il lavoro di raccolta delle informazioni attraverso l’interrogatorio viene spesso lasciato al buon senso e all’esperienza maturata dall’investigatore. Altrettanto spesso la psicologia offre un aiuto per la raccolta delle prove, ma non sempre con un metodo interdisciplinare. Questo volume propone un nuovo approccio al lavoro di investigazione, basato sulle evidenze empiriche, sfatando, allo stesso tempo, alcuni miti sulla credibilità del testimone. Vengono così presentate strategie di intervista flessibili e rispettose dell’unicità di ogni interrogatorio. Uno strumento indispensabile a tutti i professionisti che operano nell’ambito giuridico: dalle forze dell’ordine ai legali, agli psicologi e psichiatri.
Indice testuale
Introduzione
I. Menzogna e memoria
1. Definizione di menzogna
2. Tutti mentiamo
3. Fattori in gioco
3.1. Memoria
3.2. Relazioni interpersonali
3.3. Posta in gioco
II. Scoprire le bugie
1. Perché mentiamo
2. Metodi passivi: la ricerca di indizi di menzogna
2.1. Explicit vs. implicit lie detection
2.2. Sfatiamo i miti
2.3. Scoprire le bugie attraverso il linguaggio del corpo
2.4. Scoprire le bugie attraverso l’analisi del contenuto verbale
2.5. Scoprire le bugie attraverso gli indizi psicofisiologici
2.6. Scoprire le bugie attraverso il brain imaging e indici comportamentali nell’uso di strumenti informatici
2.7. Difficoltà e opportunità nella ricerca della verità
3. Il cambio di paradigma: metodi attivi per la conduzione di interrogatori finalizzati alla raccolta di informazioni e alla valutazione della credibilità
3.1. L’intervista cognitiva
3.2. Il Cognitive Credibility Assessment
3.3. Il modello PEACE
3.4. Il modello ACID
3.5. L’uso strategico e tattico delle prove
3.6. La tecnica Scharff
3.7. L’approccio di baselining
3.8. Sfruttare le strategie del sospettato: l’uso dei dettagli verificabili e dell’information protocol
3.9. Il Conversation Management Approach
III. Un nuovo approccio alla ricerca della verità
1. Cambiare prospettiva: passare da una visione «vero vs. falso» alla raccolta di informazioni
2. Una buona tecnica di interrogatorio è inefficace senza rapport
3. Linee guida per la conduzione di un interrogatorio. Proposta di protocollo
3.1. Planning & Principles
3.2. Rapport, Explain & Silence
3.3. Plasticity & Engage
3.4. Confront & Terminate
4. L’importanza della formazione delle forze dell’ordine
5. Limiti, vantaggi e direzioni future
Riferimenti bibliografici
I. Menzogna e memoria
1. Definizione di menzogna
2. Tutti mentiamo
3. Fattori in gioco
3.1. Memoria
3.2. Relazioni interpersonali
3.3. Posta in gioco
II. Scoprire le bugie
1. Perché mentiamo
2. Metodi passivi: la ricerca di indizi di menzogna
2.1. Explicit vs. implicit lie detection
2.2. Sfatiamo i miti
2.3. Scoprire le bugie attraverso il linguaggio del corpo
2.4. Scoprire le bugie attraverso l’analisi del contenuto verbale
2.5. Scoprire le bugie attraverso gli indizi psicofisiologici
2.6. Scoprire le bugie attraverso il brain imaging e indici comportamentali nell’uso di strumenti informatici
2.7. Difficoltà e opportunità nella ricerca della verità
3. Il cambio di paradigma: metodi attivi per la conduzione di interrogatori finalizzati alla raccolta di informazioni e alla valutazione della credibilità
3.1. L’intervista cognitiva
3.2. Il Cognitive Credibility Assessment
3.3. Il modello PEACE
3.4. Il modello ACID
3.5. L’uso strategico e tattico delle prove
3.6. La tecnica Scharff
3.7. L’approccio di baselining
3.8. Sfruttare le strategie del sospettato: l’uso dei dettagli verificabili e dell’information protocol
3.9. Il Conversation Management Approach
III. Un nuovo approccio alla ricerca della verità
1. Cambiare prospettiva: passare da una visione «vero vs. falso» alla raccolta di informazioni
2. Una buona tecnica di interrogatorio è inefficace senza rapport
3. Linee guida per la conduzione di un interrogatorio. Proposta di protocollo
3.1. Planning & Principles
3.2. Rapport, Explain & Silence
3.3. Plasticity & Engage
3.4. Confront & Terminate
4. L’importanza della formazione delle forze dell’ordine
5. Limiti, vantaggi e direzioni future
Riferimenti bibliografici
Biografia degli autori
Letizia Caso, psicologa giuridica e criminologa, insegna Processi bio-psicosociali nella testimonianza, nel corso di laurea magistrale in Psicologia forense dell’Università LUMSA di Roma. Per il Mulino ha pubblicato: «La testimonianza» (con G. De Leo e M. Scali, 2006) e «L’interrogatorio giudiziario e l’intervista investigativa» (con A. Vrij, 2009). Nicola Palena, psicologo e criminologo, è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo. Svolge da diversi anni attività di ricerca sul tema degli interrogatori e di formazione rivolta alle forze dell’ordine.
