Il volume ripercorre i momenti fondamentali della vicenda umana e professionale di Giancarlo De Carlo, figura non convenzionale di cui si mette in evidenza il peculiare contributo dato allo sviluppo delle discipline progettuali nel secondo dopoguerra. Ne emerge il profilo di un architetto scomodo che ha cercato di ridisegnare la professione, tra architettura e urbanistica, sottraendola all’aleatorietà dei processi artistici e riportandola alla sua dimensione politica. Fortemente connesso ai sommovimenti politico-sociali e alla rivoluzione culturale delle società occidentali degli anni Sessanta-Settanta (anticipata con le sue idee), nei decenni Ottanta-Novanta il pensiero di De Carlo ha dovuto misurarsi con l’involuzione reazionaria della società, tra “riflusso” e “disimpegno” politico, per trovare altre direzioni di sviluppo. Un percorso intellettuale che deve essere inquadrato nella cornice di una vasta rete di contatti internazionali.
Indice testuale
Introduzione
1. L’espulsione dei dogmi. Gli anni Quaranta e Cinquanta
L’avvicinamento all’architettura/La formazione nella Resistenza/Dopo la Liberazione/William Morris: architettura e costruzione sociale/Anarchismo e modernismo/L’esordio nel solco del razionalismo/Oltre le case di Baveno/Urbanistica senza zoning/Contro il formalismo e contro la continuità di Rogers/Alla fine dei CIAM
2. Le ragioni dell’essere architetto (nella pratica). Gli anni Sessanta e Settanta
Il Piano regolatore generale di Urbino/Il Piano intercomunale milanese/Il piano per il nuovo centro di Rimini/Il villaggio Matteotti a Terni
3. Le ragioni dell’essere architetto (nella teoria). Gli anni Sessanta e Settanta
Superare la pratica borghese dell’architettura/Partecipazione e progettazione scientifica/La fine dell’epoca dell’ingenuità/Le case di Mazzorbo a Venezia
4. Volteggiare con naturalezza. Gli anni Ottanta e Novanta
Lettura e progettazione tentativa/Sul piano del linguaggio/Due progetti a parte/Quel che resta dell’urbanistica
5. Architettura come pratica sociale
La radice morrisiana/Team x: l’utopia nel/del presente/Compagni di strada alla XIV Triennale/Community planning/Nell’università nordamericana/Il mondo che torna indietro
Cronologia della vita, delle opere e dei progetti
Riferimenti bibliografici
Fonti archivistiche
Indice dei nomi
1. L’espulsione dei dogmi. Gli anni Quaranta e Cinquanta
L’avvicinamento all’architettura/La formazione nella Resistenza/Dopo la Liberazione/William Morris: architettura e costruzione sociale/Anarchismo e modernismo/L’esordio nel solco del razionalismo/Oltre le case di Baveno/Urbanistica senza zoning/Contro il formalismo e contro la continuità di Rogers/Alla fine dei CIAM
2. Le ragioni dell’essere architetto (nella pratica). Gli anni Sessanta e Settanta
Il Piano regolatore generale di Urbino/Il Piano intercomunale milanese/Il piano per il nuovo centro di Rimini/Il villaggio Matteotti a Terni
3. Le ragioni dell’essere architetto (nella teoria). Gli anni Sessanta e Settanta
Superare la pratica borghese dell’architettura/Partecipazione e progettazione scientifica/La fine dell’epoca dell’ingenuità/Le case di Mazzorbo a Venezia
4. Volteggiare con naturalezza. Gli anni Ottanta e Novanta
Lettura e progettazione tentativa/Sul piano del linguaggio/Due progetti a parte/Quel che resta dell’urbanistica
5. Architettura come pratica sociale
La radice morrisiana/Team x: l’utopia nel/del presente/Compagni di strada alla XIV Triennale/Community planning/Nell’università nordamericana/Il mondo che torna indietro
Cronologia della vita, delle opere e dei progetti
Riferimenti bibliografici
Fonti archivistiche
Indice dei nomi
