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Materia signata. Ricerche di geosemiotica

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Materia signata. Ricerche di geosemiotica
Titolo Materia signata. Ricerche di geosemiotica
Autore
argomento
Collana Semiotica e filosofia del linguaggio, 35
Editore Mimesis
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 152
Pubblicazione 2026
ISBN 9791222332109
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
Prossima pubblicazione
14,00 €

 
Gaia: questo è il nome (peraltro non richiesto) del pianeta che ci ospita, quello che, con infinita presunzione, chiamiamo il "nostro" mondo. Tuttavia Gaia ci dimostra ogni giorno di più che in realtà non è affatto al "nostro" servizio e, al contrario, sente e agisce per conto suo, senza alcun bisogno del nostro controllo e tantomeno della nostra approvazione. Gaia, come si sente ripete-re in continuazione, è viva e agisce. Ma in che senso può essere viva una montagna, oppure una nuvola? La geosemiotica, la disciplina che viene alla luce in questo libro, cerca di capire come si possa parlare di "vita" a proposito di entità che non sono vive nel modo tradizionale. Essa si occupa della vita sui generis, di ciò che la metafisica ci dice che non può essere vivo, come appunto una roccia. Per la geosemiotica la vita della materia è una vita relazionale in cui ogni entità del mondo "comunica" con tutte le altre. Per questo si tratta di una "materia signata", perché non c'è materia che non rechi il segno della sua relazione con altre materie. La "materia signata" consiste allora nell'essere sé stessa ma anche sempre diversa da sé stessa, cioè oltre e fuori di sé. In questo "rimando" consiste propriamente l'operazione fondamentale della semiotica, "qualcosa che significa qualcos'altro". Ebbene, questa potenza non solo non è prerogativa umana o genericamente vivente: è la materia stessa a essere capace di "comunicare". La geosemiotica è allora una semiotica allo stesso tempo preumana (ma anche pre-vivente) e postumana, perché da un lato precede quella umana (ma appunto anche quella vivente), dall'al-tro la eccede, inaugurando così il tempo che annuncia la fine all'antropocentrismo.
 

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