fbevnts Andrea Pazienza. Jacques Prévert. Catalogo della mostra (San Benedetto del Tronto, 25 luglio-3 settembre 2009) | Libreria Cortina Milano
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Andrea Pazienza. Jacques Prévert. Catalogo della mostra (San Benedetto del Tronto, 25 luglio-3 settembre 2009)

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Titolo Andrea Pazienza. Jacques Prévert. Catalogo della mostra (San Benedetto del Tronto, 25 luglio-3 settembre 2009)
Curatore
argomenti
Editore Fandango Libri
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 53
Pubblicazione 2009
ISBN 9788860441331
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
20,00 €

 
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È l'estate del 1972, Andrea Pazienza ha sedici anni, e ritorna sul Gargano per le vacanze estive. Quello appena trascorso è stato un anno di grazia. A Pescara, dove ha frequentato il terzo anno di liceo artistico, il suo vitalismo e il precoce talento hanno avuto modo di manifestarsi in tutto il loro sbalorditivo potenziale. È in questa estate che Andrea, munito di un pennarello e di un album in formato A3, decide di confrontarsi con uno dei mostri sacri del 900, Jacques Prévert. Le 17 tavole raccolte illustrano il "Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia", "Lo spazzino (balletto)" e la pièces teatrale "Entrate e uscite". È l'incontro di due artisti ugualmente popolari e anarchici, sperimentali e vernacolari, violentemente antiborghesi e iper-romantici, audaci e fortemente comunicativi. Sono tavole dense e complicate, realizzate eppure con un tratto semplice, essenziale. Traendo linfa da Prévert rappresenta l'orrore, la violenza, lo stupro, senza perdere mai di vista l'utopia e la bellezza attraverso un segno comico-grottesco, iperbolico. Cos'hanno in comune Prévert e Pazienza? Il primo dopo aver attraversato il secolo, si è spento proprio nel 1977, quando il talento dell'altro con Pentothal e sulla scia della contestazione raggiungeva la sua consacrazione. Paz morì tragicamente appena undici anni dopo, simbolo di quella generazione che "non ha mai realmente creduto a niente, se non nella sua dannazione". (Prefazione di Fernanda Pivano)
 

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