Ombre Corte: Culture
Tutti i libri della collana Culture - Pagina 2
Futuri possibili. Il domani per le scienze sociali di oggi
Vincenza Pellegrino
editore: Ombre Corte
pagine: 226
Questo libro affronta il tema del futuro come "prodotto culturale", ossia come insieme di rappresentazioni su quanto potrà acc
La natura è un campo di battaglia. Saggio di ecologia politica
Razmig Keucheyan
editore: Ombre Corte
pagine: 180
Di fronte all'annunciato disastro ecologico, è largamente diffusa l'idea che l'umanità debba "superare le sue divisioni" e lav
L'emozione di uno spazio quotidiano. Parole, racconti, immagini di Sant'Elia-Cagliari
Silvia Aru
,
Claudio Jampaglia
e altri
editore: Ombre Corte
pagine: 206
In quanti e quali modi si può raccontare un quartiere? Quali emozioni, colori, parole ci legano al nostro spazio quotidiano? Q
Il diritto alla città
Henri Lefebvre
editore: Ombre Corte
pagine: 141
In "Spazio e politica", costruito come secondo volume di "Il diritto alla città", Lefebvre analizza criticamente un modo di op
Antropocene o capitalocene? Scenari di ecologia-mondo nella crisi planetaria
Jason W. Moore
editore: Ombre Corte
pagine: 160
Che i drammatici cambiamenti climatici degli ultimi decenni siano dovuti alle emissioni antropogeniche di gas serra è un fatto
Scrittori e gusto urbano fra Settecento e Ottocento
Francesco Iengo
editore: Ombre Corte
pagine: 158
L'autore ripercorre, in una prospettiva storico-dialettica e letteraria, le tappe evolutive della nozione di gusto urbano per il tramite della città esemplare del Settecento e dell'Ottocento romantico. La decisione di fare esclusivo riferimento agli scrittori gli ha permesso di imbastire un discorso teso a riformulare la fruizione della città seguendo lo sguardo attento e le parole del discorso letterario. Si sviluppa così una visione-tensione estetica della città, un gusto per la dimensione urbana, che costituisce un modello estetico della moderna metropoli. Allo stesso tempo si offrono alcuni irrinunciabili archetipi, si illustrano alcuni esiti, tutti strettamente tenuti nella dimensione temporale in cui appaiono. Lo sguardo estetico si posa su Torino, Livorno, Aix-en-Provence, Siena, città esemplari del Settecento, espressione del buon gusto e del cattivo gusto per poi proseguire con le città dei romantici. Infine, la nozione di gusto urbano si personalizza e si identifica totalmente con l'osservatore-itinerante: ci sono le città di Chateaubriand, di Leopardi, di Stendhal, di Heine, di Dickens, di Ruskin e, a conclusione, una nota su Nietzsche. Introduzione di Eide Spediacato Iengo.
Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato
Jason W. Moore
editore: Ombre Corte
pagine: 183
Economia ed ecologia vivono la stessa crisi
Il diritto alla città
Henri Lefebvre
editore: Ombre Corte
pagine: 138
Il diritto alla città di cui ci parla Henri Lefebvre in questo suo straordinario e lungimirante lavoro non esprime semplicemen
Contro l'intercultura. Retoriche e pornografia dell'incontro
Walter Baroni
editore: Ombre Corte
pagine: 176
Negli ultimi decenni, all'ombra del discorso securitario, centrato sulla minaccia dell'immigrato criminale, è cresciuto anche il discorso interculturale, fondato sulla valorizzazione della ricchezza dell'altro. Quella che a prima vista potrebbe apparire come un'opposizione, in realtà è una solidarietà segreta, che qui si cerca di mostrare, articolando una scrupolosa analisi delle retoriche dell'accoglienza e dell'integrazione. Il dispositivo di enunciazione interculturale è ricostruito attraverso l'esame di materiali eterogenei, che vanno dalle campagne di comunicazione visiva di governo, Ong e associazioni contro la discriminazione, alle opere degli scienziati dell'intercultura e alla letteratura della migrazione. Al centro dell'attenzione vengono poste le modalità con le quali si produce la trasfigurazione discorsiva dei migranti in carne e ossa nell'altro interculturale, una sorta di doppione normalizzato dei primi, costretto a un dialogo tra culture che è poco più che un monologo dei professionisti dell'accoglienza. Nell'insieme, ciò che emerge è un razzismo per così dire sussurrato, che procede parallelamente con la volontà di elevare se stessi per dominare l'altro. Oggetto dell'analisi è dunque la volontà predatoria su cui si costruisce il discorso interculturale, in cui paura, voyeurismo, passione per il travestimento esotico si saldano per rendere possibile l'esibizione pornografica della differenza.
I corpi di mezzo. Biopolitica, differenza tra i sessi e governo della specie
Angela Putino
editore: Ombre Corte
pagine: 148
Il pensiero femminista muove dai corpi, che coniuga al plurale senza cercarne una sintesi. E su questa acquisizione che si innestano le riflessioni che Angela Putino ha dedicato al biopotere e alla biopolitica, intervenedo con una posizione originale nel dibattito che vede coinvolti i maggiori filosofi e teorici della politica italiani. Nella prospettiva dell'autrice, i corpi non sono dunque un mero e indistinto dato biologico, né quell'essere comune sul quale si fonda la politica: i corpi, infatti, "sono sessuati oltre la biologia perché toccati dal senso, in lotta con dispositivi, resistenti alle distribuzioni normalizzanti, o anche presi al laccio di determinazioni di identità e di ruolo. I corpi sono sessuati perché sentono tutti questi contatti e sono sessuati perché dicono l'esistenza nel loro aver luogo. Non c'è un oltre; non c'è un corpo globale che quale essenza li raccolga. I corpi sono eternamente sessuati". Questo il punto di rottura del femminismo: aver proposto una politica dei corpi nell'epoca in cui la vera posta in gioco del potere è la governamentalità del vivente. Se la biopolitica stabilisce che cos'è il vivente e a quali procedure normative e di cura sottoporlo, Putino ne individua - incrociando l'ultimo Foucault e il femminismo - il punto di resistenza in un "partire da sé", in un divenire "parrhesiastes" di se stessi, cioè soggetti in grado di dire la verità su di sé.
Parole e nuvole. Holmes, Marlowe e Maigret dal romanzo al fumetto
Matteo Rima
editore: Ombre Corte
pagine: 155
Sherlock Holmes, l'infallibile detective con la mantellina; Philip Marlowe, l'investigatore privato duro ma dal cuore tenero; Jules Maigret, il massiccio commissario della polizia parigina. Questi noti personaggi del poliziesco letterario sono anche protagonisti di uno svariato numero di fumetti. Quelli di cui si occupa questo lavoro di Matteo Rima hanno una particolarità: sono tutti accomunati dal fatto di essere degli adattamenti di storie originariamente pensate nella forma e nel linguaggio del romanzo o del racconto. Opere che si rifanno dichiaratamente a un modello preesistente, dunque, ma non per questo prive di originalità e di interesse: trasformare un'opera letteraria in un fumetto, infatti, è sì un lavoro di traduzione, ma di traduzione creativa, e quindi di vera e propria riscrittura. Mettendo a confronto la pagina disegnata con quella scritta, l'autore ci consente di comprendere perché, in questa trasposizione, ad alcune scene sia stato dedicato più spazio che ad altre, o perché determinate sequenze siano state ridotte o addirittura soppresse, scoprendo così in cosa e perché i due testi quello letterario e quello fumettistico - si differenziano.
