Libri della collana Documenti di architettura pubblicati da Mondadori Electa
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Mondadori Electa: Documenti di architettura

Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni. Architettura, storia e memoria

a cura di M. Castagnara Codeluppi

editore: Mondadori Electa

pagine: 251

Allievi di maestri nell'arte allestitiva come i BBPR e Franco Albini, Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni, con l'attività svo
40,00 38,00

Mostre e musei di Guicciardini & Magni Architetti. Ediz. inglese

a cura di S. Polano

editore: Mondadori Electa

pagine: 274

Esce per Electaarchitettura la monografia che affronta sistematicamente il complesso degli allestimenti espositivi progettati
42,00 39,90

Mostre e musei di Guicciardini & Magni Architetti

a cura di S. Polano

editore: Mondadori Electa

pagine: 280

Esce per Electaarchitettura la monografia che affronta sistematicamente il complesso degli allestimenti espositivi progettati
42,00 39,90

Pierre-Louis Faloci. Architettura, educazione allo sguaro

a cura di M. Biagi

editore: Mondadori Electa

pagine: 223

Il volume, edito per la collana Documenti di architettura, illustra il lavoro e la poetica dell'architetto francese Pierre-Lou
50,00 47,50

Josef Frank. L'architettura religiosa di Leon Battista Alberti

a cura di C. Cardamone

editore: Mondadori Electa

pagine: 107

Con Adolf Loos, Josef Frank è forse l'architetto e il teorico che maggiormente contribuisce alla ricchezza e alla complessità
39,00 37,05

Venezia. La Grande Accademia

a cura di R. Codello

editore: Mondadori Electa

pagine: 360

Il volume raccoglie storia e fasi progettuali che hanno interessato il complesso delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, dal
70,00 66,50

Burkhalter Sumi architekten. Ediz. italiana e inglese

Marianne Burkhalter, Christian Sumi
e altri

editore: Mondadori Electa

pagine: 240

La prima monografia in italiano sull'opera dello studio di architettura svizzero, con sede a Zurigo, fondato nel 1984 da Maria
70,00 66,50

Francesco Cellini

editore: Mondadori Electa

pagine: 253

Francesco Cellini (Roma, 1944) avvia il proprio studio professionale nel 1964 con Nicoletta Cosentino, con la quale lavora fino alla metà degli anni novanta, per poi proseguire autonomamente e in collaborazione con altri architetti. La sua pratica professionale, basata sin dall'inizio su un atelier di carattere artigianale e di dimensioni contenute, si è progressivamente sviluppata dialogando con altre strutture; fra queste ricorre con grande frequenza, negli ultimi quindici anni, la società Insula, fondata da un gruppo di ex allievi e collaboratori. Sono oltre duecento i progetti architettonici e urbani elaborati dallo studio esito di incarichi pubblici o della partecipazione a numerosi concorsi nazionali e internazionali. All'attività professionale ha sempre affiancato un impegno didattico in ambito universitario svolto nelle facoltà di Architettura della Sapienza di Rom di Palermo e di Roma Tre, dove per sedici anni ha ricoperto la carica di preside. Con un saggio di Francesco Dal Co.
60,00 57,00

Gio Ponti, stile di

a cura di C. Rostagni

editore: Mondadori Electa

pagine: 197

"Sotto l'egida d'una parola altamente impegnativa, 'Stile', si inizia una indicazione di opere d'architettura e d'arredamento, e anche di disegni, e di opere di pittura e di scultura". Così scrive Gio Ponti, nel gennaio 1941, nel primo numero di "Stile", la rivista "di idee, di vita, d'avvenire, e soprattutto d'arte" da lui creata e diretta per le edizioni Garzanti, dopo aver lasciato l'Editoriale Domus. "Lo Stile nella casa e nell'arredamento" come recita inizialmente il titolo completo della rivista - viene pubblicato con cadenza mensile per tutta la durata della guerra, e prosegue fino al 1947, quando, dopo oltre settanta numeri, Ponti riprende le trattative con Gianni Mazzocchi per ritornare alla direzione di "Domus". In questi sei anni "Stile", è la rivista di Ponti, la sua "creatura": egli ne è l'ideatore e il direttore, ma anche il redattore e l'impaginatore; ne disegna numerose copertine, "a dire con arte il suo pensiero" e firma, con il suo nome o con uno dei suoi vari pseudonimi (Archias, Artifex, Mitus, Serangelo, Tipus, ecc.), oltre quattrocento articoli, tra editoriali, note e corsivi.
46,00 43,70

Silvia Gmür Reto Gmür Architekten. Ediz. italiana, inglese e tedesca

Roberto Masiero

editore: Mondadori Electa

pagine: 387

La sua è una architettura rigorosa che vuole che la dimensione poetica nasca tenendo assieme l'esperienza dello spazio, il modo in cui si può abitare, la struttura che tutto tiene e la luce che dà vita. L'abitare è indagato da Silvia Gmür soprattutto nella progettazione degli ospedali, che è diventato uno dei temi costanti di ricerca dello studio, seguendo il dettato di Le Corbusier: l'ospedale è la casa dell'uomo. La semplicità del gesto raccontato da Borges e la radicalità del pensiero che nasce, costringe ad un viatico molto determinato e, per molti aspetti solitario. Non c'è la ricerca della seduzione per la seduzione; non c'è il gioco dell'architettura come metafora o come effetto; non c'è il gesto che si pretende autoriale (o artistico). Le sue opere evitano volutamente il confronto con le retoriche spettacolari del postmodernismo nelle sue molteplici forme. E questo accade in un contesto come quello svizzero e in particolare basilese, che si offre continuamente come un vero e proprio laboratorio sulle strategie oggi possibili per l'architettura, per la sua comprensione e, persino, per il suo destino. È indubbiamente una scelta controcorrente, e proprio per questo va indagata.
70,00 66,50

ABDR. Temi, opere e progetti-Themes, works and projects

Dario Costi

editore: Mondadori Electa

pagine: 239

Costituito da quattro soci formatisi in ambito romano - Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo - lo studio ABDR costituisce nel panorama italiano un esempio di office internazionale di architettura contemporanea. Dal 1982 il lavoro si articola su molti piani sovrapposti. Dall'impegno sulla interpretazione progettuale dell'infrastruttura, nel dialogo con l'ingegneria e nella capacità di affrontare la sfida tecnologica, alla dimensione urbana delle azioni sulla città contemporanea risolte attraverso la scala architettonica, agli interventi sul tema dell'edificio pubblico, all'attenzione per il delicato rapporto tra nuovo e antico, ogni progetto affronta occasioni via via sempre più complesse. Il volume documenta i più significativi episodi di questa grande mole di lavoro e costruisce il primo regesto completo dei progetti e delle opere di oltre trent'anni, dalla fondazione dello studio ad oggi. Dario Costi rilegge ed ordina questi materiali, portando la riflessione sui temi sottesi alle architetture, indagando i nessi tra riflessione teorica e sperimentazione progettuale indotti dal dialogo critico permanente con la città contemporanea nella sua complessità e nella sua costruzione. Un saggio di Claudia Conforti ricostruisce e contestualizza le vicende intellettuali e professionali dei quattro soci dagli anni giovanili romani all'affermazione internazionale dei nostri giorni.
50,00 47,50

Bak Gordon. Architetture abitate. Ediz. italiana e inglese

a cura di F. Tranfa

editore: Mondadori Electa

pagine: 141

"Per lungo tempo gli architetti portoghesi contemporanei hanno rappresentato ai nostri occhi una comunità, prima ancora che una tendenza. Benché ciò dipendesse, anche, dall'esiguità del loro numero, è innegabile che alla base di questa percezione emergesse una sostanziale condivisione degli stili di vita e degli atteggiamenti. All'interno di questa comunità cosi fortemente connotata, nella seconda metà degli anni ottanta Ricardo Bak Gordon ha studiato e intrecciato i primi rapporti di lavoro. Da sempre contrario a un'idea di architettura auto referenziale, effimera o gratuita, Bak Gordon celebra nelle sue architetture la ritualità della vita quotidiana assegnandole spazi e proporzioni adeguati. La casa, come dimostra la sua opera, rappresenta la misura delle cose, l'archetipo al quale si ritorna incessantemente perché l'architettura, tutta l'architettura, è prima di tutto uno spazio abitato. Anche il privato, inteso come nucleo della società, ha per Bak Gordon un valore collettivo, essendo il territorio dell'intimità, ma anche della condivisione. Indipendentemente dalle risorse messe a sua disposizione, dalle condizioni e dalle destinazioni d'uso, il primo pensiero di Bak Gordon è sempre rivolto a chi occuperà quel determinato perimetro, a colui che ne percorrerà gli ambienti, ne percepirà le proporzioni, i materiali, i colori." (Federico Tranfa)
46,00 43,70

Katsufumi Kubota. Ediz. italiana e inglese

a cura di M. Biagi

editore: Mondadori Electa

pagine: 176

Questo volume raccoglie la sintesi monografica completa dedicata al profilo e all'opera di una figura appartata ma d'indubbio interesse nel panorama dell'architettura nipponica contemporanea, ancora poco conosciuta al di fuori dei confini nazionali: Katsufumi Kubota. Katsufumi Kubota, classe 1957, è un architetto nato e residente a Yamaguchi, cittadina di 200.000 abitanti nel sud del Giappone, che in venticinque anni di attività professionale ha realizzato un numero relativamente modesto di progetti, tutti però contraddistinti da un'indubbia qualità estetica e spaziale. Si tratta quasi esclusivamente di abitazioni private, dispositivi domestici di modesta entità che sono serviti al loro autore per sviluppare e affinare nel tempo una poetica minimalista di apprezzabile eleganza e intensità espressiva, ormai pronta a misurarsi con prove di maggiore scala e complessità. La sequenza delle case, ordinata cronologicamente, include edifici tuttora inediti in Occidente e mostra la coerente maturazione di una sintassi personale basata su astrazione geometrica e sublimazione materica. Dall'elementarità scatolare del primi prismi riflettenti si passa nell'ultima fase al modellato flessibile e al confinamento vago di architetture che stupiscono per la loro fisicità esile e rarefatta: costruzioni immacolate, fragili e leggere, fatte per rivelare o evocare la natura, che sembrano generate, come origami, dalla semplice piegatura di un foglio di carta.
45,00 42,75

Werner Tscholl. Ediz. italiana e tedesca

Marco Mulazzani

editore: Mondadori Electa

pagine: 221

Werner Tscholl (Laces, Bolzano, 1955) si è laureato in architettura nel 1981 a Firenze ed ha il proprio studio professionale a Morter, in Val Venosta, dove vive. Numerose realizzazioni, perlopiù concentrate nel territorio dell'Alto Adige, costituiscono la verifica concreta della capacità di Tscholl di raggiungere un naturale accordo tra i suoi interventi e i luoghi che li accolgono. Il volume propone un'ampia selezione delle opere più significative spaziando dalle abitazioni unifamiliari - tra le altre, le case Rizzi a San Martino, Knoll-Thuile a Colsano, Mumelter a Gries - agli edifici per uffici e a destinazione produttiva - quali la sede Selimex a Laces, i nuovi uffici Mondadori a Segrate, la cantina vinicola Tramin a Termeno, la distilleria Puni a Glorenza - sino ai progetti di attrezzature nel paesaggio, come la sistemazione della strada del Passo Rombo, con i centri di informazione turistica e il piccolo museo in cima al passo. Un ruolo di rilievo è assegnato agli interventi di restauro e riuso di alcuni castelli e torri dell'Alto Adige: il Fürstenburg di Burgusio, sede della scuola agraria provinciale; la Torre Reichenberg a Tubre, recuperata come casa di vacanza; Castel Firmiano a Bolzano, il più importante della rete dei Musei della montagna di Reinhold Messner (Mountain Messner Museum); l'abbazia benedettina di Monte Maria a Burgusio, ove è stato realizzato un piccolo museo della storia dell'abbazia.
50,00 47,50

Baietto Battiato Bianco. Opere e progetti

a cura di M. Mulazzani

editore: Mondadori Electa

pagine: 141

Armando Baietto, Sebastiano Battiato e Beppe Bianco (Torino nel 1960) si laureano nel 1985 con una tesi sul recupero dell'area della Porta Palatina, nel centro storico della città sabauda. L'attività autonoma dello studio - avviata sul finire degli anni ottanta con l'intervento di recupero di due maniche del Castello del Valentino a sede della Biblioteca Centrale di Architettura - è contraddistinta dalla ricorrenza di progetti di conservazione e riordino imposti dalla necessità di confrontarsi con manufatti preesistenti. Si tratta di interventi di recupero di complessi industriali - come l'ex Maglificio Calzificio Torinese (il Basic Village, 2001-02) e l'ex lanificio Colongo (ora Cineporto della Film Commission Torino Piemonte, 2002-08), entrambi a Torino; ma anche di restauro e addizione a edifici esistenti - quali il recupero dell'ex Castello di Vische (2005-08), il relais Rocca Civalieri a Quattrodio, Alessandria (2009) e l'International School of Turin a Chieri (2010) -. In questi e altri progetti dimostrano un atteggiamento di grande equilibrio riducendo al minimo gli interventi di trasformazione e ricorrendo sovente a materiali e tecniche proprie della tradizione costruttiva ottocentesca e novecentesca.
30,00 28,50

Shuhei Endo. Architettura paramoderna. Ediz. italiana e inglese

a cura di

editore: Mondadori Electa

pagine: 327

"Skintecture", "Springtecture", "Rooftecture" sono alcuni dei nomi coniati da Endo per sintetizzare i caratteri formali e strutturali delle sue architetture siano esse diafane e poetiche pensiline ferroviarie, piccoli e aggrovigliati padiglioni, o case private il cui tratto distintivo, innovativo e personale, risiede nella scelta del materiale: economico, standardizzato, resistente, duttile, polivalente, riciclabile. Negli ultimi dieci anni l'opera di Endo si è evoluta e rinnovata, incarichi di rilievo lo hanno spinto verso organismi architettonici più complessi che ha dato origine a nuove forme espressive accompagnate dalla ricerca su nuovi materiali e soluzioni tecniche. Tra le opere di rilievo realizzate negli ultimi anni ricordiamo: il crematorio di Osaka Taishicho, lo stadio per il tennis e hub logistico della protezione civile Miki, il centro di controllo e rifugio anti-tsunami del porto di Futura, Minamiawaji, tutti nella prefettura di Hyogo. Il volume introdotto da saggi di Hiroyuki Suzuki e Frédéric Migayrou e da una selezione di scritti recenti di Shuhei Endo, presenta in modo esaustivo circa quaranta opere tra progetti e realizzazioni.
70,00 66,50

Shin Takamatsu. Ediz. italiana e inglese

editore: Mondadori Electa

pagine: 206

Shin Takamatsu inizia la sua attività nella seconda metà degli anni Settanta realizzando piccole abitazioni monofamiliari per dedicarsi, negli anni successivi, alla progettazione di edifici commerciali, un genere in cui ottenne ben presto grande successo. L'aggressiva originalità delle sue opere permisero a Takamatsu di imporsi nel caotico e concitato paesaggio urbano giapponese e di offrire alla committenza immagini forti e catalizzanti. Nel corso della seconda metà degli anni Ottanta gli edifici di Takamatsu diventano oggetti sempre più frammentati, eccentrici e paradossali, una sorta di robot ingigantiti in cui elementi architettonici altamente tecnologici danno forma a strutture sorprendenti senza riconoscibili coerenze costruttive. Negli anni Novanta la vivacità espressiva di Takamatsu subisce una svolta decisiva, la sua produzione si orienta verso una composizione caratterizzata dall'uso spettacolare di forme geometriche pure che lo porteranno ad esportare la sua opera anche fuori dal Giappone. Il volume, introdotto dai testi critici di Masaru Kawatoko e Waro Kishi, documenta le opere più significative realizzate in oltre quarant'anni di attività.
40,00 38,00

William Lescaze. Il grattacielo psfs a Philadelphia e il modernismo americano

Alberto Muffato

editore: Mondadori Electa

pagine: 144

Accade a volte che la fama di un architetto resti indissolubilmente legata a una sola opera. Questo è il destino toccato a William Lescaze (1896-1969) con il PSFS building, grattacielo realizzato all'inizio degli anni trenta a Philadelphia, in collaborazione con George Howe (1886-1955). Costruito mentre Philip Johnson e Henry-Russell Hitchcock lavoravano alla stesura di "The International Style", il PSFS gli procurò immediatamente una notorietà internazionale. In questo edificio, per la prima volta negli Stati Uniti, le sperimentazioni delle avanguardie erano applicate al grattacielo americano, grazie alla collaborazione fra un professionista di Philadelphia - Howe - e un architetto newyorkese di origini svizzere - Lescaze. Lo studio che il volume documenta, esito di una ricerca svolta presso il Dottorato in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica dello IUAV di Venezia, analizza la storia del PSFS in rapporto alla formazione zurighese di Lescaze e ai suoi contatti con le esperienze dell'avanguardia europea: le ricerche del gruppo "ABC", i primi CIAM, l'opera di Le Corbusier, l'architettura olandese e quella russa. Lo studio dei contatti con l'Europa, oltre a chiarire il ruolo di Lescaze all'interno dell'associazione con Howe, serve più in generale a inquadrare la sua opera nel panorama architettonico degli anni trenta. Questa ricerca, infine, mostra in che misura l'esito tecnologico e formale del PSFS sia legato al contesto di Philadelphia, e quanto invece debba al grattacielo newyorkese.
30,00 28,50

L'architettura di Aires Mateus

Carlotta Tonon, Francesco Cacciatore

editore: Mondadori Electa

pagine: 215

Rassegna monografica di Manuel e Francisco Aires Mateus, attualmente protagonisti indiscussi del panorama architettonico portoghese. La ricerca dei fratelli Mateus, principalmente rivolta al tema delle case unifamiliari, si traduce in esiti di grande raffinatezza e maestria, accomunati dalla particolare riconoscibilità che caratterizza ogni loro progetto. La leggerezza, raggiunta scolpendo la materia con semplici espedienti e l'aderenza tra l'ideazione e la costruzione, è frutto di una meticolosa esplorazione delle possibilità che lo scavo della materia offre.
60,00 57,00

Tadao Ando

a cura di F. Dal Co

editore: Mondadori Electa

pagine: 592

75,00 71,25

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