Mimesis: Altro discorso
Tutti i libri della collana Altro discorso
Psicoanalisi e dissidenza. Su Elvio Fachinelli
Gioele Cima
editore: Mimesis
pagine: 162
Il pensiero e l'opera di Elvio Fachinelli sono rimasti a lungo all'ombra della psicoanalisi e della cultura di massa
L'immaginario ipertrofico. Il fallo e i suoi possibili destini nella psicosi e nella perversione
Lucia Simona Bonifati
editore: Mimesis
pagine: 438
L'identificazione con il fallo viene posta da Lacan come un possibile aspetto che accomuna il destino del rapporto con il fall
Posizioni perverse nell'infanzia. Da Freud a Lacan
Lujan Iuale
,
Luciano Lutereau
e altri
editore: Mimesis
pagine: 88
Nel discorso psicoanalitico si è soliti ricordare che "i perversi non vanno da un analista"
Tardività. Freud dopo Lacan
Alessandra Campo
editore: Mimesis
pagine: 440
In psicoanalisi la Nachträglichkeit ci mostra anzitutto una cosa: per fare un trauma occorrono due tempi: qualcosa diviene ver
Scene della vita forense. Psicoanalisi lacaniana e discorso giuridico
Aldo Raul Becce
editore: Mimesis
pagine: 250
"Quando sono chiamato a giurare per assolvere il mio compito come Perito o Consulente d'Ufficio per il Tribunale, ancora oggi
La decisione del desiderio. Etica dell'inconscio in Jacques Lacan
Silvia Lippi
editore: Mimesis
pagine: 227
C'è un'aporia nel desiderio, dovuta al nesso tra la responsabilità etica del soggetto e la sua perdita. È infatti soltanto a partire da una espropriazione - di sé, dell'Altro -, da un'assenza di autodeterminazione, che il soggetto decide del suo desiderio. Ma come decidere di ciò che ci domina, cioè come assumere ciò che ci orienta a nostra insaputa? E come si passa da un desiderio preso nel sintomo e nella coazione a ripetere alla decisione del desiderio? Silvia Lippi analizza, a partire dall'insegnamento di Lacan, i paradossi del desiderio, di un desiderio radicato nell'inconscio, all'interno di una lettura che incrocia scrittori, poeti, pittori e filosofi.
L'idolo. Teoria di una tentazione, dalla Bibbia a Lacan
Silvano Petrosino
editore: Mimesis
pagine: 130
Il giudizio sulla figura dell'idolo e sulla pratica dell'idolatria è unanime e costante: si tratta, sempre e per tutti, di qualcosa di negativo, di pericoloso, di una realtà con la quale è bene non avere nulla a che fare. La parola d'ordine è dunque sempre la stessa: gli idoli devono essere distrutti. Eppure gli uomini, della nostra come di ogni altra epoca, siano essi credenti o non credenti, ricchi o poveri, colti o ignoranti, non smettono un istante di fabbricarli e adorarli. Come spiegare l'universalità di tale legge? Perché "il bisogno di comunione nell'adorazione è il più grande tormento di ogni uomo singolo, come dell'intera umanità, fin dal principio dei secoli" (F. Dostoevskij)? Perché "vi sono nel mondo più idoli che realtà" (F. Nietzsche)? Il volume cerca di rispondere a queste domande elaborando una teoria che pone la figura dell'idolo e la pratica dell'idolatria non in relazione con una determinata scelta del soggetto, ma più essenzialmente con il suo stesso modo d'essere. Nell'ultima parte dello studio si propone un'originale interpretazione della società dei consumi la cui natura più profonda viene individuata nell'essere ultimamente "una comoda idolatria per le masse a basso costo". Una stimolante opera filosofica alimentata dal costante e fecondo dialogo con la psicoanalisi, l'esegesi biblica e la letteratura.
