Longo Angelo: Arte e cataloghi
Tutti i libri della collana Arte e cataloghi
L'arcivescovo Antonio Codronchi. Beni ecclesiastici e politiche culturali a Ravenna tra Settecento e Ottocento
Pawel Szczepaniak
editore: Longo Angelo
pagine: 991
"Nel mettere a fuoco la politica culturale dell'imolese Antonio Codronchi (1748-1826), che fu arcivescovo di Ravenna tra il 17
Le stoffe di San Giuliano dal ritrovamento alla valorizzazione
a cura di E. Fiori
editore: Longo Angelo
pagine: 112
Nel giugno del 1910 l'apertura del sarcofago che contiene le spoglie di San Giuliano nell'omonima chiesa di Rimini rivela un g
Argenta avamposto occidentale della Chiesa di Ravenna. Lettura storico-iconografica della pieve di S. Giorgio
Francesco Pertegato
editore: Longo Angelo
pagine: 244
Può sembrare strano che una piccola pieve, per di più isolata nella campagna in destra del Po di Primaro, possa illuminare, col suo straordinario portale scolpito e con l'altrettanto raro ciclo di affreschi apocalittici, due epoche cruciali nella storia della chiesa di Ravenna (il VI e gli inizi del XII secolo), per quanto concerne sia i rapporti tra Chiesa e potere politico, sia l'elaborazione del pensiero teologico, sia lo sviluppo della creazione artistica. La lettura di questo libro dimostra il contrario e lo fa affidandosi, oltre che alle fonti storiche e alla smisurata letteratura sui temi trattati, ai documenti che si mostrano meno vulnerabili alle 'interpretazioni': le persistenze materiali (pietre, marmi, lacerti affrescati, posizione geografica, idrografia). Per questo può considerarsi un contributo non secondario ad una migliore conoscenza del passato di Ravenna nella sua relazione spesso turbolenta con Ferrara, nel corso della quale Argenta è stata di volta in volta oggetto o strumento di conquista e di cui resta testimonianza nella sua doppia appartenenza: alla provincia di Ferrara e all' arcidiocesi di Ravenna.
I chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. Restauri, scoperte e rinvenimenti
Antonella Ranaldi
editore: Longo Angelo
pagine: 139
Nei restauri compiuti dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, nel 2004-2009, diretti da Antonella Ranaldi, autentici capolavori sono tornati alla luce. Di alcuni non si aveva alcuna conoscenza, di altri solo scarne tracce. L'attenzione va alle superfici decorate e all'architettura della prima fase cinquecentesca. Dai documenti erano noti i nomi degli artisti che lavorarono al chiostro piccolo, lo scultore Bartolomeo Spani, l'architetto Leonardo Pacchioni e il pittore Simone Fornari. Ma tutt'altra cosa è apprezzarne la qualità, dopo il rinvenimento e il restauro delle scene affrescate e delle preziose finiture picte. Nei documenti e negli esiti dell'opera si dimostra l'unità delle arti, ad un livello qualitativo che supera le aspettative, dove l'architettura sconfina nella pittura impreziosita nella sua speculare rappresentazione sulle pareti e sulle volte. Espressione di concezioni artistiche maturate sullo scorcio del primo quarto del Cinquecento. Le architetture claustrali sono state liberate dalle incongrue aggiunte, successive alla sua destinazione post unitaria a caserma; affreschi e apparati decorativi sono stati scoperti al di sotto delle ridipinture moderne, qui illustrati per la prima volta in modo completo (dopo l'anticipazione di Ranaldi 2009) nel ricco apparato di immagini che seguono il corso dei lavori e gli esiti finali nelle fotografie di Andrea Santucci.
Il battistero Neoniano. Uno sguardo attraverso il restauro
a cura di
C. Muscolino
,
A. Ranaldi
C. Tedeschi
e altri
editore: Longo Angelo
pagine: 201
Il battistero degli ortodossi, detto Neoniano per il fondamentale rinnovamento promosso dal vescovo Neone (450-475 circa), costituisce un unicum nel panorama delle architetture tardo antiche, nonostante le molteplici trasformazioni ne abbiano alterato nel tempo le proporzioni, compromettendo anche significativi brani della decorazione. Il complesso e articolato programma iconografico è realizzato con diverse tecniche quali l'opus sedile, lo stucco e il mosaico che si fondono mirabilmente con lo spazio architettonico: la singolare decorazione gipsea e le superfici musive, palpitanti di rigoglioso naturalismo e caratterizzate da una ricchissima gamma cromatica, prefigurano lo splendore della rinascita eterna conseguita col sacramento del battesimo e trasportano i visitatori in una dimensione profondamente suggestiva. Il volume, corredato da un ricchissimo apparato iconografico, dà conto dei recenti studi, delle scoperte e degli approfondimenti maturati nell'ambito delle ultime campagne di restauro dirette dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini. I numerosi contributi scientifici spaziano in molteplici direzioni e abbracciano varie tematiche: dalla forma architettonica e costruttiva agli apparati decorativi, dalla documentazione grafica delle superfici musive degli inizi del secolo, esplicitata da disegni e acquerelli per lo più inediti. Introduzione di Carla di Francesco.
I campanili di Ravenna. Storia e restauri
Gianluca Battistini
,
Lara Bissi
e altri
editore: Longo Angelo
pagine: 416
Arata e Ravenna. Opere e progetti nella città di Corrado Ricci
a cura di P. Bolzani
editore: Longo Angelo
pagine: 256
Dipinti murali dell'Estremo Oriente: diagnosi, conservazione e restauro. Ediz. italiana e inglese
a cura di R. Mazzeo
editore: Longo Angelo
pagine: 148
Questo volume vuole porsi come momento di discussione e confronto tra Occidente ed Oriente su aspetti teorici, metodologici, diagnostici e di conservazione e restauro di dipinti murali realizzati a secco. Il volume contiene contributi scientifici che esperti che hanno operato, o che tuttora operano, in Italia ed in estremo Oriente nel settore della diagnostica, conservazione e restauro di dipinti murali hanno presentato in occasione del Seminario Internazionale "Diagnosi, conservazione e restauro di dipinti murali dell'estremo Oriente: quando Oriente ed Occidente si incontrano e si confrontano" tenutosi a Ravenna nel maggio del 2004 ed organizzato dal Laboratorio Diagnostico di Microchimica e microscopia afferente al Corso di Studi in Tecnologie per la conservazione e restauro dei beni culturali dell'Università di Bologna.
