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Consulta Tutti i libri di Libreria Cortina Milano
Direzione dei lavori e pratica amministrativa e contabile. Aggiornato alle Norme: D.Lgs. 31 dicembre 2024, n. 209, D.L. 21 maggio 2025, n. 73, conv. L. 18 luglio 2025, n. 105, Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Legge 7 gennaio 2026, n. 1
Salvatore Lombardo
editore: EPC
pagine: 1164
La nuova edizione del volume "Direzione dei lavori", da oltre 25 anni riferimento autorevole per i professionisti che operano
Manuale di matematica finanziaria. Teoria ed esercizi svolti
Sandro Bencini
editore: libreriauniversitaria.it
pagine: 558
Destinato in primo luogo agli studenti universitari, questo manuale di Matematica finanziaria si caratterizza per un attento e
Vicini cosmici. Alla ricerca della vita extraterrestre
Umberto Guidoni , Giuliano Buceti
editore: Mursia
pagine: 264
«In un cosmo sconfinato, l'assenza di tracce dei nostri "vicini cosmici" nasce forse da barriere spaziali, temporali o cogniti
Il bambino a colori
Hervé Tullet
editore: Il Saggiatore
pagine: 192
La vita di Hervé Tullet, l'artista che ha insegnato al mondo a vedere la magia nei punti e nelle macchie, non è sempre stata a
Domus N. 1109 Febbraio 2026
editore: Editoriale Domus
pagine: 100
Dal Grand Ring in legno di Sou Fujimoto a un edificio comunitario su un vulcano in Ecuador, nel numero di febbraio di Domus la natura assume il ruolo di principio costruttivo del progetto.
C’è un momento preciso in cui qualcosa si spezza. O meglio: si inverte. Il progetto contemporaneo smette di inseguire la natura come un ornamento, una concessione estetica, e comincia a studiarla. A copiarla nei processi, non nelle forme. Si tratta di un’architettura che non dialoga con la natura, ma si comporta come la natura. Adattabile. Circolare. Rigenerativa. Parole che suonano programmatiche, ma che qui, nelle pagine, nei progetti, nelle immagini, prendono corpo.
Esce in edicola Domus 1109, numero di febbraio 2026 affidato al Guest Editor Ma Yansong che, nell’editoriale di apertura, afferma con una chiarezza che disarma: la questione non è più dare natura all’architettura, è far sì che l’architettura impari dalla natura. Che ne erediti la logica. Che ne assorba l’intelligenza silenziosa, quella che non si vede ma che funziona. Da millenni.Un’inversione di rotta, appunto. Forse l’unica possibile.
Kabage Karanja, architetto keniano e co-fondatore di Cave_bureau, firma un saggio incendiario intitolato “Resistenza come riparazione”. Partendo da un proverbio swahili – “Dove ci sono alberi, non ci sono costruttori” – Karanja mette sotto accusa una professione che supervisiona e legittima silenziosamente la distruzione di comunità e ambienti. La sua proposta è radicale quanto necessaria: abbandonare il titolo di architetto Riba per adottare quello di Abir (Artist built in resistance).
Il dialogo tra Ma Yansong e Sou Fujimoto rappresenta uno dei momenti centrali del numero. I due architetti discutono del Grand Ring per l’Expo 2025 di Osaka – il più grande edificio in legno al mondo con 60mila mq di superficie – come esperienza fenomenologica della natura. Fujimoto sottolinea come la capacità di sentire la natura non sia una novità: arte e architettura tradizionali l’hanno rappresentata a lungo. Questa capacità è andata persa in epoca moderna, segnata da una tecnologia sempre più veloce.
“Mi sono reso conto di che cosa volevo facesse l’architettura. Non amplificare il potere o la velocità, ma dare alle persone la possibilità di lasciarsi andare.”Ma Yansong
I progetti documentati nel numero costituiscono un vero e proprio atlante globale della nuova sensibilità. A Dubai, l’Alwah House di Rcr Arquitectes sfida gli eccessi locali con volumi curvilinei parzialmente interrati che ricordano i petali di una rosa del deserto, mentre una conca centrale conserva l’acqua creando un microclima costruito attraverso profondità, ombra ed evaporazione. In Argentina, Casa Moro a Mar del Plata propone una natura intesa come entità mentale e spirituale: un manto ondulato di cemento poggia sul terreno come superficie geologica, mentre una scatola riflettente fluttua tra gli alberi catturando e restituendo frammenti dell’ambiente trasformati.
Alle pendici del vulcano Quilotoa, in Ecuador, il Chaki Wasi Centre testimonia la forza delle tecniche vernacolari e della costruzione collettiva. Il piccolo edificio di pietra, legno e paglia è stato realizzato in minga – pratiche culturali andine solidali e collettive – coinvolgendo l’intera comunità con turnazione settimanale dei responsabili. A Varsavia, Uprising Mound di Archigrest e Toposcape trasforma una collina di detriti della Seconda Guerra Mondiale in un esperimento di bioingegneria che modella la successione naturale verso maggiore biodiversità.
La Brac University a Dhaka di Woha Architects compie un’operazione ancora più audace: trasforma una discarica abbandonata in un campus verticale per 20.000 studenti, strutturato come un “club sandwich verticale” che riduce del 40% il consumo energetico e raggiunge un indice di copertura verde del 130% con 26.000 m² di aree verdi.
Il confine tra opera d’arte e architettura si dissolve in installazioni che esplorano il tempo e la trasformazione. Borrowed Land, presentato da Act!, Ask Holmen, Claya e Studio Winther per Færderbiennalen 2024, è composto da cinque pilastri di terra battuta in argilla blu locale progettati per cambiare nel tempo: il degrado non come fallimento, ma come forma di espressione. Herzog & de Meuron firmano i Calder Gardens a Philadelphia, dove Jacques Herzog dichiara di essersi “concentrato sullo spazio più che sulla forma”, creando un luogo dove “ci si può sedere, passeggiare e fermarsi a osservare la natura o l’arte, con la medesima facilità che si ha quando ci si siede sotto un albero”.
Le installazioni artistiche amplificano questa ricerca. Shaikha Al Mazrou con Contingent Object ad Abu Dhabi usa il sale come “materiale e sensore”: assorbendo umidità e cristallizzando nel tempo, diventa registro dell’atmosfera.
Matt Shaw cura New Times for Nature, sezione dedicata a tre studi che incarnano approcci radicalmente diversi. Nameless Architecture di Seoul sfuma i confini tra naturale e artificiale usando il granito locale per creare ibridi. Earthscape Studio in India lascia che “sia il sito a progettarsi” attraverso un processo di ascolto, lavorando con costruttori locali e tecniche vernacolari. Shanshan Landscape in Cina integra la natura in ogni progetto come contributo a una “rinascita” del paesaggio, come nel loro studio Pìn Xu costruito in una cava dismessa.
Nella sezione Diario emerge una geografia di progetti che guardano al futuro del patrimonio. Walter Mariotti presenta deboleForte per Forte Sant’Andrea a Venezia, metamorfosi della fortezza rinascimentale in centro culturale a impatto carbonico positivo, risposta concreta e visionaria per Venezia. Elena Sommariva intervista Elisa Fulco che, attraverso l’associazione Acrobazie, usa l’arte contemporanea come lasciapassare per mondi che tra loro spesso non si parlano in ospedali, centri psichiatrici e istituti di pena.
La questione non è più dare natura all’architettura. È far sì che l’architettura impari dalla natura.
Le rubriche tessono un ricco contrappunto tra simboli, materia e visione del progetto. Nicola Ermanno Barracchia esplora l’architettura del numero Uno, la Torre, primo respiro, primo bacio, primo passo del viaggio. Valentina Petrucci incontra Giovanni Sassu davanti alla Maddalena penitente di Guido Cagnacci: “Nell’arte cerco la carnalità”, dichiara Sassu di fronte a questo manifesto del Seicento, sospeso tra l’attrazione per il corpo e l’ammonimento dello spirito.
Loredana Mascheroni presenta la lampada Mia di Davide Groppi, designer che dal 1988 esplora la luce con un’ambizione precisa: “Mi piacerebbe pensare che, a un certo punto, una mia lampada diventi come una forbice: vale a dire, nessuno sa chi l’ha disegnata”. Silvana Annicchiarico presenta lo Studio Re.d di Vienna (Kerstin Pfleger e Peter Paulhart), che con il progetto Handrail trasforma componenti modulari per ringhiere in orologi e apparecchi d’illuminazione: “Il ready-made non è nostalgia duchampiana, ma metodo operativo”. Antonio Armano racconta Enzo Catellani di Catellani & Smith: “La luce non è design. È fare. Accendere, guardare cosa succede”.
Valeria Casali analizza i fancoil Färna di Innova progettati da Luca Papini, che prendono le distanze dall’estetica muscolare e tecnicista dei terminali impiantistici tradizionali. Walter Mariotti descrive il redesign del Four Seasons Hotel Milano di Pierre-Yves Rochon con Patricia Urquiola come manifesto di come si possa reinterpretare il lusso contemporaneo.
Daniela Brogi analizza Pluribus di Vince Gilligan, serie che rielabora in senso artisticamente significativo i traumi legati alla pandemia di Covid-19. Ancora il direttore Editoriale, Walter Mariotti, in Contrordine, rilegge Villa Nemazee a Teheran di Gio Ponti (1957-1964), “macchina per vedere” dove lo sguardo attraversa l’intera pianta senza ostacoli. Tre decenni dopo, nello stesso luogo, Azar Nafisi radunava studentesse per leggere Nabokov, autore proibito: “La villa era già un atto di resistenza culturale. Affermava che si poteva essere persiani e moderni, orientali e occidentali”.
Ciò che emerge da questo numero è una chiamata a una diversa spiritualità del progetto. Come scrive Ma Yansong: “Mi sono reso conto di che cosa volevo facesse l’architettura. Non amplificare il potere o la velocità, ma dare alle persone la possibilità di lasciarsi andare”.
La natura ci abita, e quando la forma dialoga con essa, lo fa anche con l’animo umano. Un numero da esplorare con la lentezza necessaria, lasciandosi attraversare dalle sue voci. Buona lettura.
Casabella N.978 Febbraio 2026
editore: Mondadori
pagine: 96
Sommario / Summary
2-11Feilden Fowles + J&L Gibbons, Natural History Museum’s New Garden, LondonSorprendere con la naturaMarco Biagi
12-21MAP studio, Restauro e riuso delle Serre di Parco Querini, VicenzaUn involucro diversamente trasparenteMarco Mulazzani
22-29Carmody Groarke – Kim Wilkie, ArtPlay Pavilion and Canteen, Dulwich Picture Gallery, LondonGiocare accanto a John SoaneMarco Biagi
30-37ExIndustria, Riuso dell’area Cementi Alta Italia, Casale MonferratoQuello che non c’è più rimaneFrancesca Chiorino
38-45Haworth Tompkins, The Old Vic Backstage, LondonOltre il tempo della scenaFrancesca Serrazanetti
46-57Bovenbouw Architectuur + David Kohn Architects, Reconversion of Hasselt Beguinage, Hasselt, BelgiumRiuso e manieraMassimo Curzi
58-69Witherford Watson Mann architects, Cottages, Dorset, United KingdomTrasformare senza cambiareWilliam Mann
70-93Studio KAP – Christopher Platt, GlasgowOltre la retorica del nuovoFerruccio IzzoWilson-MacDonald House, Pollokshields, Glasgow 2008Braefoot 1, Dumgoyne, Stirlingshire 2008Tigh na Dobhran, Arduaine, Argyll 20104 Linsiadar, Linsiadar, Isle of Lewis 2011Eaglesham House, Eaglesham, East Renfrewshire 2016Breafoot 2, Dumgoyne, Stirlingshire 2017Maxwell Drive, Glasgow 2022House in the Woods, Bearsden, Glasgow 2025House in Argyll, Argyll and Bute 2023
94-95BibliotecaArchitettura e democraziaFrancesco Dal Co
DK Le grandi mappe. Oltre 60 capolavori raccontano l'evoluzione dell'uomo, la sua storia e la sua cultura
Jerry Brotton
editore: Gribaudo
pagine: 256
Le mappe rivelano molto più della semplice geografia: sono una finestra sulla cultura, le credenze e la storia delle grandi ci
Matematica per tutti
Massimo Scorletti , Mario Italo Trioni
editore: Vallardi A.
pagine: 272
Matematica: finalmente tutto quel che c'è da sapere
Alfabit. L'italiano digitale dagli SMS all'IA
Giuseppe Antonelli
editore: Il Mulino
pagine: 224
La storia siamo noi: siamo noi che scrivevamo le lettere e oggi digitiamo e-mail, chat, post, note sul telefono; che dettiamo
Decisioni mediche. Un punto di vista cognitivo
Matteo Motterlini , Vincenzo Crupi
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 280
Quando si parla di errori in medicina si invocano spesso turni massacranti e reparti sotto organico
Compendio di diritto processuale penale
Fausto Izzo
editore: Edizioni Giuridiche Simone
pagine: 576
La nuova edizione del compendio, già profondamente rinnovata nella struttura e nei contenuti alla luce della Riforma Cartabia,
Metodi per il miglioramento energetico e ambientale del sistema insediativo vincolato. Dal singolo edificio alla scala urbana
editore: EDIFIR
pagine: 157
Il volume affronta il tema dell'integrazione della sostenibilità energetica nella pianificazione urbanistica, proponendo un in
Alla scoperta di chiese e basiliche milanesi
Massimo Beltrame
editore: Meravigli
pagine: 176
Un sorprendente viaggio tra storia, architettura, pittura e scultura nel più grande "museo diffuso" della città
Orsanmichele. Un nuovo museo. Ediz. italiana e inglese
a cura di MAP Architetti , Natalini architetti
editore: Sillabe
pagine: 96
Dal 2015 il Complesso di Orsanmichele, entrato a far parte dei Musei del Bargello, necessitava di importanti interventi in mat
Agire sociale e agire digitale
Luca Ausili
editore: Mimesis
pagine: 122
Lo sviluppo degli spazi digitali di interazione viene spesso indicato come una delle principali cause della crisi della democr
Castelli invisibili. Una guida immaginifica al Castello di Rivoli
a cura di M. Beccaria , T. Di Dio
editore: Allemandi
pagine: 125
Castelli invisibili è la prima guida immaginifica al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, nata da un progetto commis
La Terra siamo noi. Una filosofia per il pianeta
Paola Giacomoni
editore: Mondadori Università
pagine: 232
La Terra non può più essere considerata come qualcosa di solido e inanimato, uniforme e inerte sotto i nostri piedi
Progettare e costruire senza errori. Aspetti tecnici, normativi e operativi per la sicurezza nelle costruzioni
Marco Boscolo Bielo
editore: Grafill
pagine: 208
Questo volume analizza in modo approfondito gli aspetti tecnici, normativi e operativi legati alla sicurezza delle costruzioni
