Storia dell'architettura
Tutti i libri di Storia dell'architettura - Pagina 92
Palazzo De Mayo e l'architettura barocca a Chieti
Gianfranco Spagnesi
editore: Bonsignori
pagine: 144
Città d'Oriente
a cura di M. Ceresa
editore: Libreria Editrice Cafoscarina
pagine: 126
La raccolta di saggi "Città d'Oriente" si propone di decostruire l'immagine delle città "orientali" legata alla tradizione orientalistica, concentrandosi invece sugli aspetti rivelati dalle fonti storiche locali, dall'archeologia, dall'arte e dalla letteratura autoctone. I centri urbani "orientali" presi in esame, situati in Manciuria, Giappone, Cambogia e Egitto, attraversano l'ampio spettro dell'orientalismo "à la" Said. G.C. Calza analizza un paravento giapponese che raffigura la città di Kyoto durante la visita dell'imperatore a uno shogun nel 1626. M. Ceresa studia la rappresentazione di Angkor dalle più antiche fonti scritte fino alla ricostruzione di Angkor Wat durante l'Esposizione Coloniale Internazionale di Parigi del 1931. F. Crevatin dimostra come la percezione della città nell'Antico Egitto fosse diversa da quella presente in altre aree del cosiddetto Oriente. L. Moretti analizza l'immagine di Kyoto e di Edo nelle guide di viaggio e nei testi narrativi del XVII secolo. Infine, G. Stary delinea lo sviluppo urbanistico di Hetu Ala, prima capitale dell'impero mancese, da semplice "residenza tribale" fino al suo attuale stato di "museo all'aria aperta".
Una città policentrica. Cesare Chiodi e l'urbanistica milanese nei primi anni del fascismo
Renzo Riboldazzi
editore: Polipress
pagine: 304
Settecento illustre. Architettura e cultura artistica a Pistoia nel secolo XVIII
editore: Gli Ori
pagine: 504
Problemi di architettura albesi dal secondo dopoguerra ad oggi
Alessandra Bertolino
,
Emanuela Giudice
e altri
editore: L'Artistica Editrice
pagine: 96
L'opera ha l'obiettivo di studiare l'urbanistica e l'architettura di Alba, i suoi sviluppi, come si è modificato l'assetto e l'organizzazione del territorio, quali sono i significati di un mutamento che ha accompagnato la città dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Da "paese di mercato" a "capitale delle Langhe" fino agli sviluppi industriali della Ferrero e della Miroglio; nonché le moltissime piccole attività che ne costituiscono il substrato economico e sociale. La nuova periferia, quella alle porte della città, assume valore come sede delle maggiori attività produttive e industriali. Ovviamente anche l'organizzazione dello spazio urbano subisce profondi mutamenti attraverso la pianificazione. Vengono affrontati il Piano Morini (1960), lo sviluppo territoriale previsto dalla Variante Organica (1978), la pianificazione paesaggistica dei primi anni Ottanta fino alla Variante Generale (1994) e alle intenzioni riassunte nella Delibera programmatica al nuovo piano regolatore affidato allo Studio Benevolo (2004).
L'idrovia Venezia-Padova tra storia e politica. Un'antica aspirazione, una «fusione d'intenti»?
Lino Scalco
editore: CLEUP
pagine: 246
Lo spazio e la memoria. Esempi di architettura popolare veneta
Fernando Dotti
editore: CLEUP
pagine: 146
Dal Rinascimento al manierismo: elementi di architettura nelle chiese del Duomo e di San Gaetano
a cura di M. Cisotto Nalon , R. Conte
editore: Il Poligrafo
pagine: 36
Il ponte di Murat. Il progetto urbanistico murattiano alla Sanità
Nicoletta Marini D'Armenia
editore: Guida
pagine: 104
Il Ponte della Sanità voluto da Gioacchino Murat è stato accolto nella memoria cittadina come segno contraddittorio di una modernizzazione vissuta tra attese e timori, tra modelli stranieri e progetti autoctoni. Il recente ripristino ne conferma a duecento anni dalla costruzione il valore di simbolo del contrasto, pur armonioso, del vecchio e del nuovo.
