Storia dell'architettura
Tutti i libri di Storia dell'architettura - Pagina 46
Nuove letture di monumenti etruschi dopo il restauro
a cura di M. Cristofani
editore: Olschki
pagine: 96
Le terme di Diocleziano. La Certosa di Santa Maria degli Angeli
a cura di M. Magnani Cianetti , R. Friggeri
editore: Mondadori Electa
pagine: 410
Questo poderoso volume raccoglie in un'unica sede una grande quantità di contributi e un'ampia documentazione su uno dei complessi monumentali più vasti e importanti della Roma antica e moderna. Se ne presentano e discutono i diversi aspetti del contesto e delle trasformazioni, intrecciando le notizie delle fonti con l'analisi delle strutture anche alla luce dei dati emersi dai saggi di scavo e dall'accurato restauro recentemente eseguiti. Il volume è articolato in due parti, una dedicata alle Terme e l'altra alla fortuna del monumento, dall'abbandono al riuso. La prima presenta i risultati dei saggi archeologici e delle indagini dell'ultimo triennio, che hanno fornito elementi sull'architettura e sul funzionamento dell'impianto termale. La seconda sezione percorre la storia post-antica delle Terme: la costruzione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e della Certosa, dal progetto michelangiolesco alle successive trasformazioni annonarie, fino ai più recenti interventi di restauro e musealizzazione. Conclude il volume un Atlante con una scelta di 75 stampe e fotografie antiche delle Terme, nel quale si è scelto di inserire, privilegiandole, soprattutto quelle meno note. Il volume è illustrato con elaborati grafici nei quali sono confluiti i dati oggetto di studio; in particolare, sono a corredo del volume planimetrie dell'area delle Terme di Diocleziano e dello stato attuale del complesso della Certosa di Santa Maria degli Angeli.
La cattedrale di Osimo. Storia, documenti e restauri del complesso monumentale
a cura di E. Carnevali
editore: Silvana
pagine: 288
Le nuove idee di architettura. Storia della critica del secondo Novecento
Renato De Fusco , Cettina Lenza
editore: Progedit
pagine: 256
Riproponiamo un classico dell'architettura che conserva il significato e il valore della sua prima uscita
Top model Barcelona 1979-2011. Un racconto urbano tra architettura, politica e società
Alessandro Scarnato
editore: Altralinea Edizioni
pagine: 332
Dopo la fine del Franchismo, nel 1975, Barcellona intraprese un coraggioso percorso di rinnovamento urbano che la proiettò rap
Libri d'architettura a Brescia. Editoria, circolazione e impiego di fonti e modelli a stampa per il progetto tra XV e XIX secolo
a cura di I. Giustina
editore: Edizioni Caracol
pagine: 316
Il volume, attraverso un inedito viaggio nei libri d'architettura a Brescia, esplora alcuni dei molteplici aspetti che, dal XV
Architettura dell'eclettismo. Ornamento e decorazione nell'architettura
a cura di L. Mozzoni , S. Santini
editore: Liguori
pagine: 220
Nella seconda metà dell'Ottocento il notevole sviluppo dell'edilizia residenziale borghese nelle grandi città avveniva separan
Città e nuovi borghi. Urbanistica dell'Ottocento nel Mezzogiorno italiano
Giuseppe Carlone , Gregorio Angelini
editore: Adda
pagine: 24
La ricostruzione della vicenda della città italiana nel regno di Napoli nel secolo XIX genera esiti sorprendenti per l'atipici
La Puglia e la prima guerra mondiale. Strutture e infrastrutture
Mauro Scionti
editore: Adda
pagine: 92
Scopo di questo saggio è quello di esaminare, pur nei limiti temporali della ricerca, alcuni temi costanti che attraverseranno
L'architettura religiosa nel modernismo catalano. Cambiamento e tradizione
Claudio Mazzanti
editore: CARSA
pagine: 144
Roma barocca. I protagonisti, gli spazi urbani, i grandi temi
Marcello Fagiolo
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 688
Il volume presenta il compendio di cinquant'anni di ricerche sul Barocco a Roma. Un primo nucleo di studi è dedicato a Bernini e al Gran Teatro del Barocco: il "meraviglioso composto" della sua arte viene interpretato alla luce degli elementi teatrali (il Sipario, l'Arcoscenico, la Scena e la Luce in tutte le sue manifestazioni) e dei mitici Quattro Elementi - Terra, Acqua, Aria, Fuoco - in tutte le combinazioni possibili. La seconda parte è dedicata agli spazi simbolici di Borromini. Da un lato lo spazio compresso del San Carlino con la rivelazione del mistero della Trinità; dall'altro l'espansione di simboli e forme araldiche nella cupola di Sant'Ivo, fino all'ascesa mistica della lanterna a spirale, conclusa dalla corona fiammigera dell'intelletto. E poi la riplasmazione della cattedrale lateranense, luogo delle nozze mistiche Cristo-Chiesa e Aula di conciliazione universale nel sortilegio della luce che rievoca la promulgazione del giubileo in una ideale città celeste. La terza parte è dedicata alle piazze, alle fontane, alle ville e ai giardini. La quarta parte passa in rassegna le realizzazioni e i progetti dei pontefici che - insieme agli architetti - segnarono progressivamente il volto della città barocca. Introdotto da una lectio magistralis di Paolo Portoghesi sull'incontro-scontro dei protagonisti del barocco, il volume si avvale di una Antologia finale coi contributi di M. Bevilacqua, F. Camerota, D. Gallavotti Cavallero, A. Morelli, G. Spagnesi, C. Strinati, M. Tabarrini, R. Valeriani.
Il «cono di Portman» e l'operazione porto antico. Progetti, atti e memorie sul recupero del waterfront genovese dal dopoguerra al 2004
Mario Tasso
editore: De Ferrari
pagine: 139
Tra la fine degli anni '80 e i primi del nuovo millennio Genova è cambiata radicalmente. Basti ricordare che fino a vent'anni fa la sua immagine era ancora associata ai miti dell'angiporto e allo smog delle industrie, mentre oggi è capace di attrarre un turismo internazionale. I più giovani, che oggi animano fino a notte fonda il Porto Antico, non s'immaginano cosa fossero un tempo quei luoghi, di quali attività ed attori fossero teatro, di quante proposte e fallimenti ... Molti ricorderanno il nome di Renzo Piano, il più noto artefice delle trasformazioni, ma chi ricorda, per esempio, quello dell' architetto statunitense John Portman? Il suo nome è legato ad una iniziativa che, alla fine degli anni '80, tenne banco per molti mesi nelle cronache dei giornali, non solo genovesi. Un dibattito con toni anche assai accesi, su un progetto sensazionale: un "cono" in mezzo al porto vecchio, alto più di 260 metri, che investiva un tema cruciale: il futuro dell'affaccio a mare della città storica. La rievocazione di quella vicenda ha fornito lo spunto per ripercorrere le tappe che dal dopoguerra hanno segnato il lungo processo di maturazione, progettazione e realizzazione del nuovo fronte a mare del centro storico.
The Basilica of San Pietro in Vincoli
a cura di G. Bartolozzi Casti
editore: Viella
pagine: 102
La Basilica di San Pietro in Vincoli, oltre la bellezza e maestosità dell'edificio basilicale in sé, costituisce un complesso urbanistico, archeologico, rinascimentale e moderno tra i più complessi e cronologicamente completi di Roma. Sorge in vetta all'Esquilino a Nord del Colosseo e non lontano dalle Terme di Traiano, presso la zona che fu occupata dalla Domus Aurea. Gli strati su cui sorge la basilica si originano nella protostoria e attraversano l'età repubblicana, quella classica adrianea, fino alla tardo-antica. Conserva cospicue tracce di restauri medievali, ma soprattutto sono di rilievo gli interventi rinascimentali ad opera dei grandi cardinali che ne furono titolari e che profondamente amarono ed onorarono la basilica. Di essi taluni divennero celebrati papi, quali i della Rovere Sisto IV e Giulio II, per giungere a Pio IX. Le tracce dei loro poderosi interventi si possono tuttora ammirare. All'ingresso nel tempio si è subito affascinati dalla doppia teoria di possenti colonne doriche che spartiscono la spaziosa navata centrale dalle laterali. L'edificio conserva celebri opere d'arte di gran pregio, quali il monumento a Giulio II con il Mose di Michelangelo, la tavola musiva con la rappresentazione di s. Sebastiano della fine del VII secolo, la confessione o cripta recante la preziosa teca bronzea con le catene di s. Pietro che dà nome alla basilica, numerose opere pittoriche e plastiche attribuite ad artisti quali Jacopo Coppi, il Guercino, il Domenichino...
Le piazze di Firenze. Storia, architettura e impianto urbano. Ediz. italiana e inglese
a cura di F. Gurrieri
editore: Mauro Pagliai Editore
pagine: 312
Firenze gode di una storiografia assai vasta, ma è anche vero che questa si è sviluppata soprattutto su opere monografiche che riguardano singoli artisti o singoli monumenti. Oggi c'è la sensazione e la coscienza di un "bene culturale d'insieme" come la piazza e lo spazio urbano più in generale. La piazza, infatti, è una realtà complessa, fisicamente definita dai palazzi che ne determinano le quinte e dal suo disegno pavimentale. Ma è anche, nello stesso tempo, un invaso che contiene sedimentazioni di opere d'arte, sculture, fontane, monumenti equestri, obelischi. Una piazza è anche un "contenitore nobile" di episodi che pervengono al profilo civile di quello spazio urbano e, più in generale, della stessa città. Basti l'esempio deputato di Piazza della Signoria, ove tutta la storia civile, sociale e politica è passata, fatta anche di beni culturali immateriali. Arricchito dalle fotografie di Carlo Cantini, il libro tratta la piazza come un unico, complesso Bene Culturale en pleine air, capace di raccontare arte, architettura, civiltà.
Giovanni Giocondo. Umanista, architetto, antiquario
a cura di P. Gros , P. N. Pagliara
editore: Marsilio
pagine: 400
L'Albergo dei poveri a Napoli
Paolo Giordano
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 408
Il volume si propone di illustrare un approfondito lavoro di ricerca, elaborato dall'autore nel corso di un quarto di secolo, riguardante uno degli edifici maggiormente emblematici della produzione architettonica europea settecentesca: l'Albergo dei poveri di Napoli progettato, tra il 1749 ed il 1759, dall'architetto fiorentino Ferdinando Fuga. Ideato per ospitare i circa ottomila indigenti che, attorno alla metà del diciottesimo secolo, vagabondavano per le vie del Regno, tale progetto, non essendo stato realizzato compiutamente, ha lasciato in eredità, nell'area orientale di Napoli, un'enorme architettura interrotta definita solo da tre corti compresa quella centrale che conserva le strutture basamentali incompiute della ex-chiesa. Una architettura dalla forma incompleta che, sia a causa di un prolungato abbandono e sia in conseguenza dei danni riportati a seguito del terremoto del millenovecentottanta, si presenta come un'inquietante rudere semi abbandonato a cui sembra precluso qualsiasi programma di riconfigurazione estetica, formale e funzionale.
