Edifici religiosi
Tutti i libri di Edifici religiosi - Pagina 43
I progetti per la facciata di Santa Maria del Fiore (1585-1645). Architettura a Firenze tra Rinascimento e barocco
Mario Bevilacqua
editore: Olschki
pagine: 356
La vicenda della nuova facciata del Duomo di Firenze inizia nel 1587: Francesco I ordina la distruzione del rivestimento medie
Versus mare. Una chiesa sulla via del Mediterraneo. Santa Maria in Cappella da Urbano II ai Doria Pamphilj
a cura di A. Mercantini
editore: Silvana
pagine: 96
La chiesa di Santa Maria in Cappella a Trastevere ha le sue fondamenta sulle sponde del Tevere, dove fin dall'epoca romana sorgeva l'importante porto di Ripa Grande. Il volume, nel presentare i materiali di scavo e di arredo presenti nella chiesa e recuperati - dal rarissimo altare medievale scolpito agli arredi più recenti - narra la lunghissima avventura di questo luogo, dalla consacrazione di Urbano II del primo nucleo sacro proprio sul limite del Porto, all'Ospitale fondato dalla famiglia di Santa Francesca Romana, che la leggenda vuole fosse collocato nella navata di destra. Si passa, poi, alla trasformazione in Villa barocca dei Pamphilj, protagonista la celeberrima 'Pimpaccia', e si chiude con la moderna trasformazione in Ospedale/Casa di riposo per anziani poveri.
La chiesa di San Francesco a Fermo
Rossella De Cadilhac
editore: Gangemi Editore
pagine: 128
La chiesa di san Francesco è per la città di Fermo un monumento emblematico dall'elevato valore simbolico
The discalced carmelites in Venice. The Church of Santa Maria di Nazareth and the Monastery Garden
a cura di C. Favero , G. Favero
editore: Biblos
pagine: 104
L'abbazia di Vallombrosa
Francesca Carrara
editore: Pontecorboli Editore
pagine: 112
Questo libro ci guida alla visita della millenaria abbazia di Vallombrosa, suggestivo complesso monastico situato sull'Appennino toscano alle pendici del Pratomagno, e se ne scopre la straordinaria ricchezza artistica così legata alle segrete armonie naturali di un aspro e solitario paesaggio di rara bellezza; poi, grazie a una ricca serie di immagini, silografie, disegni, vedute, incisioni, ci conduce in un avvincente viaggio nel tempo attraverso le secolari vicende del monastero, fondato da san Giovanni Gualberto nei primi decenni del Mille, per arrivare a comprenderne l'inesplorata evoluzione architettonica, dalla prima spoglia chiesetta di legno all'attuale "palazzo nella foresta".
Echi di Le Corbusier in Abruzzo. Vincenzo Monaco e la chiesa della Madonna della neve a Roccaraso
Raffaele Giannantonio
editore: Gangemi Editore
pagine: 256
Negli anni Sessanta a Roccaraso, fra le montagne d'Abruzzo, Vincenzo Monaco progetta una piccola chiesa il cui rimando a Le Co
San Miniato e le sue chiese
Isabella Gagliardi , Marco Campigli
editore: Pacini Editore
pagine: 128
Il libro racconta la storia di San Miniato e della sua Chiesa, la "grande" storia e anche la storia più minuta e quotidiana, n
L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po
Monica Naretto , Chiara Devoti
editore: L'Artistica Editrice
pagine: 92
Il quarto volume della collana "Architettura dei monasteri in Piemonte" è dedicato al complesso abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po, uno dei più celebri esempi di architettura romanica non solo del Piemonte, ma dell'intera area prealpina e padana. Studiatissima da eminenti esponenti della cultura artistica, architettonica e culturale più in generale, di peso internazionale, l'abbaziale risulta tuttavia l'unico lacerto rimasto intatto di un più ampio complesso monastico, trasformato in fase barocca e poi completamente obliterato da interventi di età contemporanea. Anche il contesto paesaggistico gioca un ruolo di tutto rilievo nella notorietà di Santa Fede, meta di escursioni e di una devozione costante. Il volume si suddivide in due parti: la prima, attraverso il percorso di visita, conduce il lettore alla scoperta del complesso, attraverso numerose immagini a colori; mentre la seconda approfondisce gli aspetti architettonici e artistici.
Saint Roch, Venice and the plague
Antonio Manno
editore: Marsilio
pagine: 32
La vita di San Rocco è avvolta dalla leggenda, che resiste a ogni ricerca documentale
San Rocco, Venezia e la peste
Antonio Manno
editore: Marsilio
pagine: 32
La vita di San Rocco è avvolta dalla leggenda, che resiste a ogni ricerca documentale
Oasi di serenità e di pace. Monasteri e conventi di Firenze e della Toscana
Foresto Niccolai
editore: Polistampa
pagine: 208
Questa pubblicazione tratta la storia dei monasteri e dei conventi fiorentini, di quelli soppressi e di altri famosi esistenti in Toscana, dedicando a una cinquantina di essi un particolare capitolo. Il monastero è nel Cristianesimo un edificio comune (o una serie di edifici) dove vive una comunità di monaci, sotto l'autorità di un abate. Nati dopo l'epoca delle persecuzioni, i monasteri sono stati per secoli delle piccole città, tendenzialmente autosufficienti. Hanno tramandato nel Medioevo la cultura classica attraverso l'opera di copiatura di opere antiche. La loro diffusione in tutta Europa è stata fattore decisivo per l'evangelizzazione del continente. I conventi sono invece introdotti alla fine del Medioevo, con l'avvento degli ordini mendicanti, i cui monaci sono chiamati "frati" e "suore" cioè fratelli e sorelle. Il convento è una struttura generalmente di dimensioni più modeste, meno complessa sul piano architettonico, e ha funzioni quasi esclusivamente residenziali. Gli ospiti sono membri di ordini regolari, ma non conducono la vita prevalentemente contemplativa dei monaci, anzi soprattutto sono dediti alla vita attiva nel mondo, dove assumono ruoli e funzioni nella scuola, nell'assistenza sociale etc.
I patriarchi di Venezia e l'architettura. La cattedrale di San Pietro di Castello nel Rinascimento
Gianmario Guidarelli
editore: Il Poligrafo
pagine: 296
Nell'architettura del Quattro e Cinquecento il patriarcato veneziano si erge a protagonista, al pari delle committenze statali, patrizie, confraternali o cittadine, della trasformazione urbana della città di Venezia. Il suo ruolo, tanto determinante quanto sfuggente, a lungo rimasto escluso dagli studi, è qui definito con una particolare attenzione per il contesto, gli intrecci tra i diversi interlocutori urbani e il retroterra culturale. È nella monumentalizzazione del complesso patriarcale dell'isola di San Pietro di Castello che si coglie, in particolare, il compito affidato all'architettura nel tradurre in immagine urbana il senso di un'istituzione nata soltanto nel 1451 con Lorenzo Giustiniani. Tale complesso appare l'esito di una precisa strategia che i patriarchi del Rinascimento perpetuano, trasformando un insieme incoerente di edifici medievali in uno dei maggiori centri in città di elaborazione dell'architettura "all'antica", nel tentativo di legittimare una memoria identitaria che compensi l'assenza di una tradizione consolidata. Attraverso il coinvolgimento di artisti come Vittore Carpaccio e di architetti come Mauro Codussi, Andrea Palladio, Giovanni Grappiglia e Baldassarre Longhena, la disciplina architettonica diviene uno strumento privilegiato nell'invenzione e nella risignificazione della imago urbis, che denuncia una comunanza di obiettivi con lo Stato veneziano e soprattutto con l'élite patrizia di cui gli stessi patriarchi facevano parte.
Duomo di Vercelli. Cattedrale di Sant'Eusebio
Daniele De Luca
,
Silvia Faccin
e altri
editore: SAGEP
pagine: 16
Vercelli dome. Cathedral of Sant'Eusebio
Daniele De Luca
,
Silvia Faccin
e altri
editore: SAGEP
pagine: 16
Torino santuario della Consolata. Ediz. francese
editore: SAGEP
pagine: 16
Guida storico-artistica al Santuario della Consolata di Torino. Il Santuario della Consolata, o secondo la denominazione ufficiale, Chiesa di Santa Maria della Consolazione, è una basilica cattolica ubicata a ridosso della via omonima ed è uno dei luoghi di culto più antichi di Torino. Dedicato a Maria, invocata con il titolo di "Consolatrice" è considerata il più importante santuario della città e dell'Arcidiocesi di Torino, oltre che un vero capolavoro del barocco piemontese. Alla sua costruzione si dedicarono i più illustri nomi dell'architettura, quali Guarino Guarini, Filippo Juvarra e Carlo Ceppi. Il santuario fu anche abituale luogo di preghiera di numerosi santi sociali piemontesi e ha la dignità di Basilica minore.
