Conservazione e restauro
Tutti i libri di Conservazione e restauro - Pagina 56
Italia nostra
a cura di F. Marzotto Caotorta
editore: Gangemi Editore
pagine: 48
Questo numero della rivista presenta gli articoli di: Marco Parini; Francesca Marzotto Caotorta; Fabrizio Paolucci; Antonio Na
Teatro San Materno, Ascona. Il restauro. Ediz. italiana e tedesca
editore: GCE
pagine: 152
L'intenzione di questa pubblicazione dedicata al Teatro San Materno di Ascona è di raccontare le vicende dell'edificio dalla s
La reggia di Venaria Reale. Ombre e luci
Francesco Pernice
editore: CELID
pagine: 228
Dopo i fasti del Settecento, la reggia di Venaria, alla cui magnificenza avevano lavorato grandi architetti come Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, nel 1818 fu destinata a sede militare. Nei successivi 150 anni, la nuova funzione comportò trasformazioni rilevanti sia della reggia, sia della città di Venaria. A segnare la cesura più drammatica fu però lo stato di abbandono in cui l'ex residenza reale cadde nel dopoguerra. Nonostante gli sforzi di Soprintendenze e Ministero per preservarla con i pochi fondi disponibili, vandalismi e spoliazioni ridussero la Reggia a un rudere, come si legge nella corrispondenza dei funzionari e nella stampa dell'epoca. Nel 1982, i fondi FIO sembrarono aprire prospettive di intervento, ma le soluzioni sperate non si concretizzarono. Solo nel 1994, con l'avvicendamento nella direzione della reggia, grazie a una nuova concezione del restauro e della valorizzazione, si diede un impulso decisivo, anche attraverso il volontariato, alla rinascita del complesso monumentale, gettando le basi per il Progetto La Venaria Reale: il più grande programma di restauro, recupero e valorizzazione d'Europa. Oggi la reggia di Venaria, grazie all'attento restauro di architetture, giardini e all'innovativa gestione, ha ritrovato l'antico splendore e in breve, con il suo ricco calendario di mostre, manifestazioni ed eventi, è divenuta il quinto complesso museale più visitato d'Italia.
Palazzo Mazzetti ad Asti. L'edificio, il restauro, il museo
a cura di A. Rocco , R. Vitiello
editore: Silvana
pagine: 278
Palazzo Mazzetti è la più bella dimora signorile del Settecento ad Asti. Situato nel centro antico, lungo corso Alfieri, la strada Maestra del Medioevo, è inserito all'interno di un'importante zona di riqualificazione urbana e culturale della città, su cui insistono edifici e preesistenze storiche di grande interesse. Riaperto al pubblico nel 2011 dopo anni di restauri, il palazzo è entrato a pieno titolo nella vita culturale cittadina e le sue sale sono tornate ad accogliere le preziose opere delle civiche collezioni. Il volume racconta la storia dell'edificio, le diverse tappe che hanno contraddistinto i lavori di restauro e i criteri di allestimento all'interno del nuovo percorso espositivo. Approfondimenti specifici sono dedicati a opere e arredi della collezione museale, recentemente restaurati. L'edificio, il restauro, il museo: tre storie in un solo volume che consentono di inserire Palazzo Mazzetti e il Museo Civico tra i protagonisti della storia trascorsa e di quella attuale della città di Asti e della cultura che l'ha legata al territorio nazionale.
Cosa cambia. Teorie e pratiche del restauro nell'arte contemporanea
a cura di M. C. Mundici , A. Rava
editore: Skira
pagine: 320
Il volume raccoglie gli atti di due convegni sul restauro dell'arte contemporanea promossi dal Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea di Torino, a distanza di venticinque anni l'uno dall'altro, a opera degli stessi curatori, Maria Cristina Mundici e Antonio Rava. Riunire gli atti dei convegni del 1987, ancora inediti, e del 2012 in un unico volume restituisce tutta la dimensione storica del dibattito su un argomento ancora così discusso come il restauro delle opere d'arte contemporanea. Allora, il primo museo italiano d'arte contemporanea propriamente detto aveva risposto all'esigenza di affrontare il problema della conservazione e della trasmissione delle opere d'arte contemporanea al futuro, con eterogeneità di contributi sia da un punto di vista tecnico sia metodologico che interpretativo. Nel più recente convegno è stato valutato il cammino percorso, da una parte evidenziando questioni metodologiche, filosofiche, estetiche con particolare attenzione ai criteri interpretativi che stanno alla base del restauro, dall'altra presentando problemi specifici legati al restauro delle opere di Arte Povera. Il volume è preceduto dai testi introduttivi di Beatrice Merz, Maria Cristina Mundici e Antonio Rava.
Tra cielo e abisso. Scoperta e restauro del «San Michele Arcangelo in lotta col demonio» di Francesco Cozza
a cura di P. Castellani
editore: Gangemi Editore
pagine: 62
Il ritrovamento di un quadro del Seicento, peraltro nascosto dietro a un altro dipinto eseguito invece in pieno Novecento, cos
Dal giardino al museo. Polidoro da Caravaggio nel Casino del Bufalo. Studi e restauro
a cura di
P. Masini
,
I. Colucci
P. Miracola
e altri
editore: Gangemi Editore
pagine: 143
La pubblicazione di questo libro conclude un lungo viaggio che vede al suo termine il recupero dei dipinti di Polidoro da Cara
Ajanta dipinta. Studio sulla tecnica e sulla conservazione del sito rupestre indiano. Ediz. italiana e inglese vol. 1-2
a cura di
M. Ioele
,
C. Bon Valsassina
F. Capanna
e altri
editore: Gangemi Editore
Un arazzo medioevale del Museo del Bargello: l'Assalto finale a Gerusalemme. Storia e restauro
a cura di C. Innocenti
editore: EDIFIR
pagine: 80
Il restauro dell'"Assalto finale a Gerusalemme" è il risultato di una collaborazione fra l'Opificio delle Pietre Dure e il Mueseo del Bargello, attiva, oltre che nel settore degli arazzi, nell'ambito delle oreficerie, delle terrecotte, dei bronzi, dei materiali lapidei, dei tessili.
Simon Horsin-Déon e il restauro in Francia alla metà del XIX secolo
Giuseppina Perusini
editore: EDIFIR
pagine: 317
Il trattato di Simon Horsin-Déon fu pubblicato in Francia nel 1851, appena due anni dopo fu tradotto in tedesco e, grazie alla mediazione di Forni e Secco Suardo, nel 1866 divenne un testo di riferimento anche per i restauratori italiani. Tuttavia il maggiore interesse di questo e degli altri scritti di Horsin-Déon non risiede nelle informazioni sui metodi di restauro, bensì nella precisa e appassionata testimonianza dell'autore su due fondamentali episodi del restauro ottocentesco: il concorso per restauratori bandito al Museo del Louvre nel 1848 e la querelle sollevata nel 1860 dalla pulitura di alcuni dipinti del Museo. Quest'ultimo episodio si presta inoltre ad un interessante confronto con la prima cleaning controversy che ebbe luogo pochi anni prima alla National Gallery di Londra (1844-53). Horsin-Déon fu infine un noto conoscitore e mercante d'arte e partecipò come acquirente, come venditore o come expert alle principali aste del suo tempo.
Per la conservazione dei dipinti. Esperienze e progetti del laboratorio dell'OPD (2002-2012)
a cura di M. Ciatti
editore: EDIFIR
pagine: 142
Il volume raccoglie gli Atti della Giornata di Studi in occasione degli 80 anni del Laboratorio di restauro dei dipinti mobili (1932-2012) del 5 dicembre 2012 (Firenze, Auditorium di Sant'Apollonia).
Restauro del colore in architettura. Dal piano al progetto
Giuseppe A. Centauro , Nadia C. Grandin
editore: EDIFIR
pagine: 132
Questa pubblicazione, "Restauro del colore in architettura", offre attraverso un duplice percorso di valutazione, tecnico-scientifico da un lato e critico-estetico dall'altro, una ampia sintesi delle linee orientative essenziali per affrontare consapevolmente le problematiche relative a questo peculiare aspetto del restauro. Il processo di analisi e di lettura che è contenuto ed illustrato nella presente pubblicazione prende altresì spunto dalle esperienze e dalle riflessioni prodotte nell'ambito disciplinare della conservazione e del restauro, al fine di ristabilire nelle diverse espressioni dialettiche, ambientali ed architettoniche, quel legame di continuità col passato che è anche il vero senso da dare oggi alla salvaguardia dell'identità cromatica dell'architettura e del paesaggio, intesa come valore culturale da rispettare nell'azione di restauro. Il carattere interdisciplinare della trattazione, condotta a quattro mani dagli autori, ovvero partendo dal campo di osservazione proprio dell'architetto/conservatore nel diretto confronto con il punto di vista dello storico dell 'arte/restauratore, ha permesso, nel complesso orizzonte caratterizzante la materia del colore in architettura, di interagire a vari livelli: da quello tecnologico e metodologico integrato, dal rilievo all'archeometria, a quello grammaticale, linguistico e compositivo, attraverso la creazione di originali modelli pittorici e prototipi materici quali imprescindibili supporti tecnici del restauro.
La Pala Nerli di Filippino Lippi in Santo Spirito. Studi e restauro
a cura di D. Rapino
editore: Mandragora
pagine: 80
Intorno alle due figure di Filippino Lippi e del nobile Jacopo de' Nerli detto Tanai si svolge, nella seconda metà del Quattrocento, la storia di un capolavoro: la Pala Nerli che dopo un accurato e sapiente restauro ritorna sull'altare della famiglia nella basilica di Santo Spirito e si mostra con una nuova godibile leggibilità che permette di apprezzarne le finezze disegnative e la preziosità dei materiali usati. La pubblicazione illustra la genesi del dipinto - nato per svolgere una funzione pubblica fortemente rappresentativa dello status del committente - che sarebbe databile tra il 1485 e il 1488, il notevole valore formale e stilistico della cornice a tabernacolo - ornamento di fine intaglio e varietà ornativa, importante esempio di interrelazione tra architettura, scultura e pittura che assume un ruolo di coprotagonista con la tavola - e rende noti i risultati di un'intensa indagine scientifica e strumentale che hanno permesso di penetrare nel percorso creativo dell'artista sottolineando le criticità conservative cui era necessario rimediare.
