Conservazione e restauro
Tutti i libri di Conservazione e restauro - Pagina 52
Sebastiano del Piombo e la pittura su pietra: il «Ritratto di Baccio Valori». Restauro e ricerche
a cura di
M. Ciatti
,
A. Cecchi
O. Sartiani
e altri
editore: EDIFIR
pagine: 119
"Col restauro del Ritratto di Baccio Valori di Sebastiano del Piombo, non solo prosegue - come qui ricorda il direttore Alessandro Cecchi - una sistematica azione di recupero, in termini conservativi e d'immagine, di capolavori pittorici della Galleria Palatina, ma anche si consolida la collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure che, con il Settore di Restauro dei Dipinti Mobili e i Laboratori Scientifici, assicura interventi d'eccellenza forieri di insostituibili apporti conoscitivi. Un quadro come questo, ora di nuovo apprezzabile nelle sue profondità ombrose e nelle sue luminosità baluginanti, rinvia a un nodo di biografie, di eventi storici e di fatti artistici di vertiginosa importanza, entro la tormentata storia del primo trentennio del Cinquecento nella penisola italiana. All'incalzante successione di vicende che, messe in moto dalla calata degli eserciti di Carlo V, nell'arco del decennio 1527-1537 annoverano il Sacco di Roma, l'assedio di Firenze e la caduta della Repubblica fiorentina, la restaurazione medicea, l'assassinio del duca Alessandro, l'affermazione del duca Cosimo, la sconfitta dei fuorusciti: vicende che videro il Valori in posizioni importanti ma infine perdente e condannato. Rinvia altresì a una cosmopolita cerchia artistica romana, dove il veneto Sebastiano del Piombo era (o meglio fu sino al 1535) amico e alleato di Michelangelo." (Cristina Acidini)
Il rotolo giapponese Bamodoizu. Studio e restauro
a cura di D. Radeglia , M. V. Quattrini
editore: Gangemi Editore
pagine: 96
Il restauro del rotolo giapponese dipinto su carta (emakimono) raffigurante trentatré cavalli intitolato Bamodoizu ha costitui
Vicende di tutela in Friuli tra Ottocento e Novecento. Monumenti, oggetti d'arte e paesaggio
Martina Visentin , Marco Mozzo
editore: Forum Edizioni
pagine: 144
Nei decenni che fanno seguito all'Unità d'Italia i monumenti, gli oggetti d'arte e, poi, il paesaggio svolgono un ruolo centrale nella creazione dell'identità nazionale. In maniera strettamente correlata, una nuova attenzione di conservazione viene rivolta al patrimonio storico-artistico, la cui tutela viene affidata al Ministero dell'Istruzione Pubblica. Attraverso numerosi e inediti materiali d'archivio, il volume propone lo studio dell'attività di tutela svolta in Friuli negli anni compresi tra il 1891 e il 1923, quando la competenza per la Provincia di Udine - prima della creazione della Soprintendenza di Trieste - spettava all'Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Veneto e alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia. Entro il quadro dei complessi rapporti centro-periferia dei primi decenni dopo l'Unità, gli autori ricostruiscono numerose vicende, prendendo così il Friuli come contesto di studio della messa a punto, sul piano nazionale, degli strumenti giuridici e degli organismi operativi di tutela del nuovo Stato.
La cupola di San Pietro. Il metodo costruttivo e il cantiere
Barbara Baldrati
editore: Studium
pagine: 338
La cupola della basilica di San Pietro è stata, da sempre, oggetto di letture acute ma settoriali che, prevalentemente, hanno
Il paradiso degli Alberti. Storia e recupero del monastero della Vergine Maria e di Santa Brigida
a cura di D. Rapino
editore: Polistampa
pagine: 64
Il volume documenta il lungo e laborioso intervento di restauro sull'apparato di pitture murali custodite nel cosiddetto "Paradiso degli Alberti" di Firenze, ossia il monastero dell'Ordine di Santa Brigida situato in località Bandino. "Il complesso", scrive Cristina Acidini, "ha conosciuto tali vicende di abbandono e di degrado, da render quasi impossibile credere che fosse un giorno, fra il tardo Trecento e il primo Quattrocento, il vanto della famiglia Alberti. Ricordo con quanto entusiasmo la collega scomparsa Litta Medri mi parlava, ormai molti anni or sono, delle scoperte e degli interventi conservativi in questi cicli lacunati e pur tuttavia godibili: si pensi anche solo al vertiginoso mosaico di teste aureolate delle schiere angeliche, evocatore dell'accaldata e vivida immaginazione della santa titolare della chiesa, la svedese Brigida, autrice di tomi interi di icastiche rivelazioni".
Il cortile del Richini. Un monumento da conservare
Antonello Negri , Pasquale Tucci
editore: Skira
pagine: 272
Finito di costruire intorno al 1640, il Cortile del Richini faceva parte dell'Ospedale che, già a partire dal 1400, fu voluto dagli Sforza e progettato dal Filarete. Nel corso dei secoli il complesso ospedaliero ha subito varie trasformazioni finché nel 1938 l'Ospedale si trasferì a Niguarda e iniziarono i lavori di ristrutturazione dell'edificio per adibirlo a sede dell'Università degli Studi di Milano. Gravemente danneggiato dai bombardamenti nel 1943, l'intero edificio venne restaurato (in parte ricostruito) e riadattato a sede universitaria nel 1951. Il volume è suddiviso in tre grandi sezioni: ricordare per conservare (la storia del Cortile monumentale della Ca' Granda, la sua nascita e rinascita), osservare per conservare (la campagna fotografica di Carlo Vannini che illustra, anche nei dettagli, le ottanta campate del Cortile) e indagare per conservare (le indagini su quattro campate campione per studiare le cause del degrado dei preziosi manufatti).
Il Gran Palazzo di Ravenna. Il restauro di Palazzo Rasponi dalle Teste
a cura di P. L. Cervellati
editore: Longo Angelo
pagine: 160
Gli ecomusei. Una risorsa per il futuro
a cura di G. Reina
editore: Marsilio
pagine: 192
L'ecomuseo è una strategia partecipata volta a favorire processi di sviluppo territoriale attraverso la reinterpretazione "sos
Terreferme. Emilia 2012. Il patrimonio culturale oltre il sisma
a cura di R. Gaudioso
editore: Skira
pagine: 128
Il progetto "Terreferme. Emilia 2012: il patrimonio culturale oltre il sisma" nasce ad un anno dal terremoto che nel maggio del 2012 ha colpito la pianura emiliana a nord del Po tra le province di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia. Dopo dodici mesi di lavoro in situazione di grave emergenza, con quasi 2.000 beni architettonici danneggiati e con la necessità di avviare in tempi rapidi i cantieri per la messa in sicurezza, è emersa l'esigenza di stabilire un primo momento di riflessione sulle attività svolte. L'esperienza umana e professionale maturata dai tecnici e dai funzionari del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo impegnati nella salvaguardia del patrimonio culturale di queste terre di pianura profondamente ferite, doveva trovare un luogo dove essere raccolta e valorizzata per essere poi codificata e condivisa. Terreferme ha l'ambizione di essere "quel luogo"; un laboratorio permanente per la raccolta di dati e informazioni e per lo sviluppo delle migliori pratiche di intervento sui beni culturali colpiti da eventi naturali distruttivi. Il volume, catalogo della mostra multimediale allestita in Triennale in occasione del secondo anniversario del terremoto, rappresenta il primo momento di visibilità di questo progetto. Terreferme presenta 43 video narrazioni sulle caratteristiche del patrimonio culturale emiliano, sui danni che ha subìto e sulle attività che sono state svolte per la sua tutela e per consentirne il recupero futuro.
La carta. Applicazioni laser. Progetto TemArt. Metodologie di pulitura. La sperimentazione: foxing e biodegrado
a cura di S. Siano , M. Patti
editore: Nardini
pagine: 64
Heritage interpretation. Un nuovo approccio per l'educazione al patrimonio
Marta Brunelli
editore: Eum - Centro Edizioni Università di Macerata
pagine: 317
Nata come attività di guida e accompagnamento dei visitatori all'interno dei parchi nazionali americani e ampiamente diffusa n
La conservazione dei monumenti e delle opere d'arte in Friuli nell'Ottocento
a cura di G. Perusini , R. Fabiani
editore: Forum Edizioni
pagine: 160
Negli ultimi vent'anni sono state pubblicate numerose ricerche sulla conservazione e il restauro del patrimonio artistico del Friuli Venezia Giulia, in gran parte però da tempo esaurite o di difficile reperimento. Questo volume, composto da una decina di saggi affidati a diversi studiosi e corredato da una bibliografia ragionata, riunisce per la prima volta e integra le ricerche sulla storia della tutela dei monumenti e degli oggetti d'arte friulani nel corso del XIX secolo. Lo studio di tali argomenti comporta una particolare attenzione agli aspetti storici, in quanto nel periodo considerato questo territorio appartenne dapprima alla corona asburgica e, dopo il 1866, fu diviso fra Regno d'Italia e Impero Asburgico: ciò trova riscontro nelle differenti normative e istituzioni preposte alla tutela del patrimonio artistico. Il volume, inoltre, indaga la formazione e l'attività di alcune figure, distanti per temperamento, censo e cultura, che hanno operato in quest'ambito - dal funzionario statale (Eitelberger), al collezionista (Cernazai), all'antiquario (Broili), al conservatore (Valentinis) -, illustrando così i diversi approcci al problema della conservazione delle opere d'arte.
La porta nord del Ghiberti. Primi risultati del progetto di conservazione e restauro
a cura di B. Agostini , B. Santi
editore: Mandragora
pagine: 32
Dopo la conclusione del grande progetto di conservazione e restauro della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti nell'estate del 2012, l'Opificio delle Pietre Dure è stato incaricato dall'Opera di Santa Maria del Fiore del necessario intervento sulla Porta Nord, dello stesso artista. Si tratta della prima grande porta bronzea eseguita dal Ghiberti nei primi venticinque anni del Quattrocento, un incarico ottenuto in seguito al celebre concorso del 1401 quando dovette confrontarsi con i migliori scultori del proprio tempo. L'esperienza compiuta sulla Porta del Paradiso e le numerose innovazioni tecnologiche realizzate per risolvere i suoi problemi di conservazione hanno avuto una immediata e positiva ricaduta sulla Porta Nord.
Peggy Guggenheim. Un sogno d'eternità
Véronique Chalmet
editore: Odoya
pagine: 320
Peggy Guggenheim (1898-1979) condusse un'intera, intensissima vita tutta dedicata alla ricerca della bellezza assoluta
Tra memoria e oblio. Percorsi nella conservazione dell'arte contemporanea
a cura di P. Martore
editore: Castelvecchi
pagine: 280
Il San Giovannino di Úbeda restituito-El San Juanito de Úbeda restituido
a cura di M. C. Improta
editore: EDIFIR
pagine: 261
A distanza di quasi ottanta anni dalla distruzione, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha restaurato il San Giovannino proveniente dalla Capilla del Salvador de Úbeda (Spagna), attribuito da Manuel Gómez Moreno nel 1930 a Michelangelo, e profondamente danneggiato durante la Guerra Civile spagnola. Più di recente l'attribuzione è stata ripresa e sostenuta da Francesco Caglioti sulla base di nuovi elementi. I pochi frammenti conservatisi del San Juanito, già di proprietà di Francisco de los Cobos, segretario dell'imperatore Carlo V, nonostante l'attribuzione al maestro fiorentino e l'altissima qualità artistica sono stati lontani dal dibattito critico poiché illeggibili. La ricomposizione dei pochi frammenti rimasti della scultura ha rappresentato un momento unico di riflessione critica, ma anche un'importante sfida per il conservatore. È stata la volontà di recuperare la scultura da parte della Fondazione della Casa Ducale di Medinaceli a rendere possibile la collaborazione con il Settore dei Materiali Lapidei dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che si è prodigato nella ricerca delle metodologie da applicare in questo caso di studio e nel reperimento delle risorse necessarie. L'utilizzo delle tecnologie digitali di scansione tridimensionale ha permesso il montaggio dei frammenti grazie ad un modello virtuale che ha consentito di determinarne l'esatta posizione, a partire dalle fotografie storiche.
The restoration of Renaissance painting in mid nineteenth-century Milan. Giuseppe Molteni in correspondence with Giovanni Morelli
Jaynie Anderson
editore: EDIFIR
pagine: 100
L'interesse per una più approfondita conoscenza degli eventi legati alla conservazione e al restauro avvenuti nel passato e per una riflessione sui suoi fondamenti teorici attuali, sta progressivamente crescendo; questo grazie alla consapevolezza di dover fondare gli studi e l'attività di restauro su basi storiche e teoriche più solide. La collana vuole rivolgersi agli addetti ai lavori e al mondo delle Università, fornendo sia una adeguata sede dove sviluppare la ricerca e il dibattito, sia la possibilità di reperire importanti materiali di studio. La collana è articolata su due serie: gli studi , destinati a presentare ricerche e studi in forma monografica o antologica e i documenti in cui verranno pubblicati o ri-pubblicati importanti materiali di studio.
La soppressione delle corporazioni religiose e la liquidazione dell'asse ecclesiastico nell'Italia unita. Il caso toscano e le fonti archivistiche (1866-1867)
a cura di G. L. Corradi , Z. Ciuffoletti
editore: Mandragora
pagine: 113
I Quaderni "SR, Studi e Restauri" intendono render conto dell'attività di studio e di conservazione che l'Opera di Santa Maria del Fiore svolge sul vasto patrimonio artistico di cui è responsabile fin dal 1294. Si tratta di un'attività assai vasta, impegnativa sul piano scientifico-tecnico su opere d'arte di grande valore, spesso di rilevanza universale: doveroso, dunque, che la "rendicontazione" dei metodi, dei processi, dei risultati degli interventi restaurativi, sia resa pubblica e disponibile alla comunità scientifica, secondo le raccomandazioni delle Carte del Restauro che si sono succedute dal 1931 a oggi. Questi Quaderni sono preposti ad accogliere e sistematizzare criticamente gli studi, i problemi, le esperienze più cogenti - innovativi o premoderni - afferenti ai testi architettonici, scultorei, pittorici e artistici in genere, del compendio monumentale dell'Opera (Cattedrale, Cupola, Battistero, Campanile, Museo, edifici civili) o che abbiano attinenza istituzionale con l'attività restaurativa promossa.
Palazzo Binelli a Carrara. L'edificio, il restauro, la fondazione
editore: Silvana
pagine: 168
La storia di palazzo Binelli a Carrara risale al periodo di grande sviluppo economico che ha investito la città a partire dall'Unità d'Italia e che ha visto protagoniste le famiglie di imprenditori attive nell'industria dei marmi, come appunto i Binelli. Divenuto sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, il palazzo, dopo anni di utilizzi diversi, ha iniziato una nuova vita: questo volume offre una completa documentazione dell'attento restauro che ha riportato l'edificio all'antico splendore e racconta l'epoca d'oro della Carrara di fine Ottocento, le vicende della famiglia Binelli e della sua residenza, costruita a partire dal 1884. Restituito alla città grazie all'apertura al pubblico di parte degli spazi interni e del giardino, il palazzo ospita attività culturali ed espositive di rilievo.
I disegni di Leonardo. Diagnostica conservazione tutela
a cura di Ministero per i beni e le attività culturali
editore: Sillabe
pagine: 124
In questo volume i più famosi studiosi del mondo prendono in esame, dal punto di vista artistico e scientifico, uno dei disegni di Leonardo più conosciuti e presenti nel nostro immaginario: l'Autoritratto. Un pool di discipline (la storia dell'arte, la chimica, la fisica, la tecnica di restauro e conservazione ecc.), a confronto tra di loro che, a partire dallo studio dell'Autoritratto, possono indirizzare verso la ricerca di nuove forme di organizzazione e sistemi per il recupero, il restauro e la conservazione di tutti i famosissimi disegni leonardiani conservati nelle più importanti collezioni. In particolare, attraverso i suoi disegni Leonardo realizzò quella sperimentazione di forme e soluzioni compositive che accomuna i diversi ambiti della sua attività artistica: pittura, scultura, architettura. Arte e Scienza si incontrano in questi disegni per capire e conoscere il mondo nei suoi vari aspetti, da un lato con la scelta dei soggetti disegnati (dall'anatomia studiata direttamente sui cadaveri al paesaggio, dalle macchine da guerra alla frutta), dall'altro con il ricorso a tecniche pittoriche innovative (l'effetto nebbia, lo sfumato). I campi scientifici trattati sono i più vari: dalla botanica alla zoologia, dall'astronomia alla meccanica, dalla geologia all'idrologia. Inoltre non si può dimenticare che i disegni rappresentano un banco di prova per la scienza rispetto a problemi di autenticità, di datazione, di restauro.
