De Luca Editori d'Arte
Tutti i libri editi da De Luca Editori d'Arte - Pagina 7
Palazzo Sforza Cesarini
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 128
L'oggetto del presente libro è il palazzo Sforza Cesarini ubicato in Roma nel rione Ponte - cuore della Capitale - compreso nell'isolato tra l'omonima piazza, Corso Vittorio Emanuele II, via dei Banchi Vecchi e vicolo del Pavone. Il Palazzo fu costruito nel XV secolo dal Cardinale Rodrigo Borgia, il futuro Alessandro VI, padre della leggendaria Lucrezia e del famoso Cesare che si inserì sulle strutture preesistenti di un edificio che si può ritenere avesse funzioni di Zecca pontificia. Una volta diventato papa, il cardinale Borgia investe Ascanio Sforza della carica di vice cancelliere, acquisendo anche il diritto di risiedere nel Palazzo che era stato nel frattempo destinato per quelle funzioni. Come ogni monumento romano conserva piccole e grandi visioni architettoniche e decorative tutte da svelare. Questa monografia si avvale di nuovo materiale documentario, messo a disposizione dagli eredi, tradotto in un testo scorrevole, adatto sia allo storico dell'arte di professione che al semplice lettore appassionato.
Architettura nascente. Progetti di Franco Luccichenti 1977-2007
a cura di V. Piscitelli
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 127
Attraverso una raccolta di disegni la pubblicazione fornisce una chiave di lettura su come si rivela attraverso il foglio l'idea di un progetto architettonico. Si ripropone l'attualità della metodologia classica del disegno che va svanendo perché sostituita dalla convinzione che sia il computer, dunque la tecnica, più che la mano a veicolare l'idea. Il volume rappresenta diversi momenti di approfondimento che colgono il passaggio misterioso tra la mente e il foglio bianco. Non c'è processo chimico, né riduzionismo scientifico in grado di spiegare il meccanismo dell'azione creativa. Si tratta di una sequenza di segni complessi che diventano scrittura specialistica che comunica possibilità di bellezza. Allo stato nascente il processo di approfondimento inizia con la formazione dell'idea di architettura che lascia una traccia sul foglio, si passa poi per successive approssimazioni ad una era e propria scelta progettuale. Quindi da "cifra" di un sogno l'idea diventa meta progetto ovvero rappresentazione tridimensionale della fantasia. Franco Luccichenti è un architetto specializzato nella fase di avvio e sviluppo di Società italiane coinvolte in attività di sviluppo negli Emirati arabi, a Mosca, a Singapore, in Sudan e ai Caraibi.
Il palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Al tempo di Benedetto XIV (1740-1758). Pitture e arredi
M. Antonietta De Angelis
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 219
Il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo è uno dei prestigiosi monumenti della Santa Sede eppure poco conosciuto, almeno per quanto riguarda gli interni. Questo studio è una ricostruzione storica di un passato che il tempo ha in grandissima parte cancellato o modificato in maniera irreversibile. Esso si svolge sul filo dei ricordi che una enorme massa di documenti archivistici ha permesso di col legare alla personalità del committente. Fu infatti durante il Pontificato di Benedetto XIV (Prospero Lambertini, 1740-1758) che l'arredo del palazzo raggiunse il suo più alto livello di bellezza e fruibilità. Il punto di partenza della ricerca è stato un inventario conservato presso l'Archivio Segreto Vaticano, poi ampliata attraverso lo spoglio della corrispondenza privata, soprattutto giovanile, e altre fonti biografiche sinora trascurate.
Lo specchio dei principi. Il sistema decorativo delle dimore storiche nel territorio romano
a cura di C. Cieri Via
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 263
Questo volume raccoglie i primi cinque studi della collana "Produzione Artistica e committenza nel Territorio Romano - Secolo XVI", nata negli anni Novanta presso la cattedra di Iconografia e Iconologia dell'Università di Roma La Sapienza. L'opera allora edita e oggi riproposta voleva focalizzare e diffondere la conoscenza del tessuto artistico del territorio romano, spesso poco noto o devastato dall'incuria, dal cambiamento di destinazione dei luoghi da parte di privati che ne avevano stravolto l'antico uso e aspetto. La ricerca che sottende a queste pubblicazioni, ha anche lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica non solo alla consapevolezza ma alla tutela della nostra storia, fatta non solo di capolavori da musealizzare, ma di testimonianze da salvaguardare. Il metodo intrapreso è quello di una sorta di geografia artistica, di indagine sul territorio volta a mettere a fuoco i rapporti fra centro e periferia. Grande è l'uso di materiali d'archivio che costituiscono un valido strumento che possa ricostruire non solo in termini di spazio ma anche di tempo la storia delle singole famiglie, che spesso commissionavano opere ispirate che dettavano moda a Roma. Questo primo volume sarà incentrato sull'antico patrimonio di San Pietro oltre ai due casi dislocati verso est della campagna romana, dove le residenze del Colonna e dei Santacroce introducono interessanti temi decorativi e testimonianze di una rete artistica del lavoro delle botteghe sul territorio.
Napoli 1836. Le stanze della regina madre. Catalogo della mostra (Roma, 21 novembre 2008-29 marzo 2009)
a cura di P. Rosazza Ferraris
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 95
Nella collezione della casa museo di Mario Praz è esposto un dipinto di Vincenzo Abbati che rappresenta Maria Isabella di Borbone , Infanta di Spagna, vedova di Francesco I Re delle due Sicilie e madre di Ferdinando II. Il dipinto la mostra in uno dei salotti della sua Villa a Capodimonte, Villa Gallo poi Del Balzo, nell'anno 1836. Rimasta vedova nel 1830 Isabella ha acquistato nel 1831 questa Villa e ne ha affidato il completamento all'architetto Antonio Niccolini, che già nel 1809 vi aveva eseguito dei lavori per il Duca del Gallo. Tre anni dopo, Isabella convolerà a nuove nozze con il Conte Francesco Del Balzo. Presso le famiglie dei discendenti del Del Balzo è stato possibile recuperare la maggior parte degli arredi raffigurati nel dipinto, che elencati nell'inventario allegato al testamento di Francesco del Balzo del 1857, ne hanno seguito le vicende ereditarie. La possibilità di accostare al dipinto dell'Abbati gran parte dei mobili e degli arredi in esso riprodotto, grazie alla disponibilità dei discendenti del Del Balzo, ci consente di ricostruire nella saletta espositiva del museo Praz uno di quegli ambienti di gusto tipicamente prazziano dove il limite tra la realtà e la sua riproduzione sembra annullarsi in un gioco di rimandi speculari, analogo a quello istituito dallo stesso Praz in molti degli ambienti della sua stessa casa, con i dipinti e gli oggetti in essa conservati.
Castel Sant'Angelo nelle sue stampe. Storia e scene di vita
Maurizio Di Paola
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 236
Castel Sant'Angelo ha la particolarità di essere l'unico monumento dell'impero romano che ha continuato nei secoli a essere teatro di avvenimenti importanti per la storia di Roma e del Papato. La sua principale caratteristica infatti è quella che per più di diciannove secoli - dal Mausoleo di Adriano all'attuale Castel Sant'Angelo - questo complesso monumentale è sempre stato testimone di eventi storici. Nato come luogo di culto e di silenzio, vicino e contrapposto alla basilica di San Pietro, principale riferimento della spiritualità della Chiesa di Roma, Castel Sant'Angelo è stato l'epicentro della lotta per il dominio della città. Dei monumenti di Roma, è anche tra quelli più frequentemente illustrati, sia nella pittura sia nelle stampe, fornendo una ricca e animata documentazione storica di alcuni aspetti della vita romana in quella zona. Il volume, che illustra una collezione di quasi duecento stampe raffiguranti Castel Sant'Angelo, corredate da schede tecniche, offre una ricostruzione dei diversi contesti ambientali e dei mutamenti architettonici che permette di apprezzarne maggiormente la sua rappresentazione grafica e di mettere in evidenza quegli aspetti di storia e di vita che emergono proprio da questa ricca documentazione grafica.
Andrea Giunti. 1995-2007. Cinque edifici ecocompatibili a Roma
a cura di V. Piscitelli
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 112
La crescente sensibilità ai temi della qualità ambientale e del contenimento dei consumi energetici coinvolge in modo sempre più ampio i progettisti: gli aspetti della cosiddetta bio-edilizia sono divenuti un tema di architettura così importante da aver modificato l'approccio stesso al progetto. L'ideazione di un edificio sulla base di criteri di sostenibilità energetica e di attenzione all'ambiente unifica temi in passato trattati separatamente che vanno dalla forma alla struttura, dagli impianti alla tecnologia fino a coinvolgere la scelta dei materiali. I cinque edifici di edilizia residenziale presentati sono tutti progettati dall'architetto Andrea Giunti e realizzati per nove cooperative che operano sul territorio circoscritto della periferia di Roma. Essi costituiscono un significativo esempio di architettura che ha un rapporto strutturale con le condizioni bio-climatiche del luogo di costruzione e coniugano l'approccio di progettazione all'uso orientato di tecnologie edilizie avanzate nel rispetto del contesto urbano ed ambientale con una visione attenta alle implicazioni urbanistiche di ogni singolo edificio costruito.
Il Palazzo d'Inverno di villa Metternich a Vienna. Uno scrigno crisoelefantino
a cura di F. Scoppola
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 240
Il volume si concentra sulla sede dell'Ambasciata d'Italia a Vienna, sulla sua storia ed i suoi valori architettonici. Lo stile neoclassico del cosiddetto palazzo d'inverno, le sculture antiche provenienti in particolare dalla collezione Metternich, le strutture archeologiche presenti nel sottosuolo della villa, attribuiscono al palazzo il ruolo di significativa testimonianza storica. Particolare interesse, tra gli arredi di questa residenza, rivestono gli oggetti antichi conservati non solo all'interno ma anche nel giardino, solo in parte scampato alla lottizzazione e recentemente sistemato.
Carlo Melograni
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 53
Progettare, studiare, insegnare, scrivere, seguire e intervenire nel dibattito culturale, fare vita politica, ma sempre con atteggiamento di fedeltà verso gli ideali abbracciati in gioventù davanti alla tragedia della guerra: la Resistenza, il Movimento Moderno, i valori sociali. Carlo Melograni, architetto, urbanista e docente, tuttora attivo nella professione, ha dedicato la vita a tutto questo. Questo volume è il catalogo del premio del Presidente della Repubblica 2005 dell'Accademia Nazionale di San Luca, che ha riconosciuto e ripercorso i momenti più importanti della sua carriera, caratterizzata dalla progettazione di complessi e abitazioni economiche, edifici scolastici e del celebre piano Regolatore di Ferrara del 1975. Melograni si annovera anche tra i fondatori della Facoltà di Architettura di Roma Tre, oggi tra le più prestigiose in Italia, di cui è stato anche primo Preside. Un itinerario di coerenza, di pazienza ostinata di attenzione, dove tutte le attività convergono anzi tracimano l'una nell'altra, sintetizzandosi in una lezione di austerità, semplicità e moralità utile alle generazioni più giovani e confortante per quelle meno giovani.
Splendori dall'Iran. Gioielli e costumi per 5000 anni di storia. Catalogo della mostra (Roma, 20 maggio-24 giugno 2007)
a cura di S. Balbi de Caro
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 131
La mostra è stata organizzata dal Museo Nazionale d'Arte Orientale in occasione della IX settimana della Cultura, con il supporto della Direzione Generale per i Beni Archeologici e in collaborazione con l'Istituto Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia. L'iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di ricerche condotte in Iran dal Museo Nazionale d'Arte Orientale unitamente all'Istituto di Cultura Iraniano e all'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, che di recente, squarciando il velo di antiche leggende, hanno portato alla eccezionale scoperta nel sito iraniano di Shahr-i Sokhta, in una tomba femminile risalente al III millennio a.C., di una protesi oculare dalle magiche suggestioni.
La città di Mario Ridolfi. Architettura, urbanistica, storia, arte, cinema, fotografia. Catalogo della mostra (Terni, 7 gennaio-30 settembre 2006)
a cura di A. Tarquini
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 254
Il volume è il catalogo della mostra di Terni (Ex Siri, 7 gennaio - 30 settembre 2006). La mostra, concepita come un insieme di eventi in grado di fornire un quadro complessivo dell'opera di Ridolfi, si articola in tre sezioni, soffermandosi in particolare sul 1933, 1945 e 1960, anni in cui vengono elaborati i piani regolatori della città di Terni e utilizza il linguaggio dell'arte figurativa, del documentario, del cinema e della fotografia per evocare il clima del periodo. Oltre allo spazio dedicato a Mario Ridolfi, infatti, ognuna delle tre sezioni è corredata dalle opere pittoriche di artisti, dalla produzione cinematografica di quegli anni e dalle foto della città prima e dopo la guerra.
Libri delle antichità. Torino
Pirro Ligorio
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 349
Pirro Ligorio (1513-1583), architetto napoletano, si distinse per la sua attività di antiquario e direttore di scavi nella Roma post rinascimentale. A metà del secolo legò il suo nome a quello del Cardinale Ippolito d'Este per il quale progettò la Villa di Tivoli (1563-1573), ma i suoi interessi spaziarono nell'analisi di ampi aspetti del mondo antico e della sua cultura: numismatica, epigrafia, ricerche sulle più importanti famiglie romane e altro ancora, cimentandosi in numerosi scritti. I codici, che rappresentano uno egli esempi più alti di questa produzione, sono conservati per la maggior parte nell'Archivio di Stato di Torino da cui proviene il contenuto di questo volume che riguarda appunto "Gli uomini illustri".
Libri delle antichità. Torino. Ediz. italiana e inglese
Pirro Ligorio
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 292
Pirro Ligorio (1513-1583), architetto napoletano, si distinse per la sua attività di antiquario e direttore di scavi nella Roma post rinascimentale. A metà del secolo legò il suo nome a quello del Cardinale Ippolito d'Este per il quale progettò la Villa di Tivoli (1563-1573), ma i suoi interessi spaziarono nell'analisi di ampi aspetti del mondo antico e della sua cultura: numismatica, epigrafia, ricerche sulle più importanti famiglie romane e altro ancora, cimentandosi in numerosi scritti. I codici, che rappresentano uno egli esempi più alti di questa produzione, sono conservati per la maggior parte nell'Archivio di Stato di Torino da cui proviene il contenuto di questo volume.
San Nilo 1004-2004. Il monastero italo-bizantino di Grottaferrata
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 320
Il corpo dello stile. Cultura e lettura del restauro nelle esperienze contemporanee
Marisa Dalai Emiliani
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 344
Libri delle antichità. Torino
Pirro Ligorio
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 237
Pirro Ligorio (1513-1583), architetto di nobili origini napoletane, si distinse per la sua attività di antiquario e direttore di scavi nella Roma post rinascimentale. A metà del secolo legò il suo nome a quello del Cardinale Ippolito d'Este per il quale progettò la spettacolare Villa di Tivoli (1563-1573), studiandone tutto il patrimonio archeologico rinvenuto durante i lavori di realizzazione della residenza e in tutto il territorio tiburtino, di cui il Cardinale era stato nominato Governatore. Ma gli interessi di questo architetto spaziarono progressivamente nell'analisi di ampi aspetti del mondo antico e della sua cultura: numismatica, epigrafia, ricerche sulle più importanti famiglie romane e altro ancora, cimentandosi in numerosi scritti.
Ghetti e Giudecche in Emilia Romagna. Immagini per un percorso di recupero e valorizzazione. Catalogo della mostra (Bologna, 22 giugno-29 agosto 2004)
a cura di F. Bonilauri , V. Maugeri
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 62
L'Italia è il primo paese al di fuori della terra d'Israele dove si registra storicamente una presenza stanziale degli ebrei. Come molti altri gruppi etnici essi si raccolsero in zone specifiche degli agglomerati urbani, le giudecche. Dal XVI secolo furono costretti ad abbandonare gli edifici che occupavano e concentrati in territori delimitati non sempre corrispondenti alle giudecche. Questa mostra ricostruisce le tracce, spesso andate perdute, della presenza ebraica nel tessuto delle città emiliane e romagnole. Lo scopo è quello di operare per un'analisi e una ricostruzione storica, ma anche di affrontare i temi complessi del recupero urbanistico, del restauro edilizio e del riuso di un importante lascito della storia del popolo ebraico.
