Castelvecchi: Tazebao
Tutti i libri della collana Tazebao
I medici della camorra
Corrado De Rosa
editore: Castelvecchi
pagine: 160
La malattia mentale sembra far comodo alla camorra
L'Aquila 2010. Il miracolo che non c'è
Sabrina Pisu , Alessandro Zardetto
editore: Castelvecchi
pagine: 256
Energia nucleare? Sì, grazie? A cosa serve, chi ci guadagna e perché in Italia è così difficile
Luca Iezzi
editore: Castelvecchi
pagine: 282
Il nucleare è utile? Conveniente? Sicuro? In Italia se ne parla molto e male. I sostenitori sorvolano sui punti critici dell'utilizzo di questa fonte energetica, in primo luogo sui notevoli costi di costruzione e smantellamento delle centrali (e qualcuno ritiene addirittura che si debba dire sì ad "ogni costo" per dimostrare che il Paese non è bloccato da paure e veti incrociati). Nel campo avverso invece si minimizza il beneficio più importante, e cioè la riduzione di emissioni di gas serra, solo per non concedere ai sostenitori il vantaggio di questa argomentazione "ambientalista". Il nucleare non può essere una scelta aprioristica nel tempo (è infatti conveniente in certi periodi storici e non in altri), e nemmeno nello spazio: è un passo obbligato in Inghilterra, ma privo di senso in Austria, la Francia è condannata ad essere all'avanguardia mentre la Spagna difficilmente scenderà in prima linea. E l'Italia? L'analisi costi-benefici non dà un risultato netto, e molto dipenderà da come la legge ripartirà vantaggi e svantaggi: potrebbe abbassare il prezzo dell'energia, ma non necessariamente ridurre le bollette. E allora: mostro o panacea? Nessuno dei due. Luca Iezzi, incrociando tutti gli aspetti (economico, ambientale, politico) e spogliandoli dei risvolti ideologici, ci mostra che il nucleare non è la risposta, ma una risposta al problema energetico.
L'Aquila non è Kabul. Cronaca di una tragedia annunciata
Giuseppe Caporale
editore: Castelvecchi
pagine: 187
Se c'è un giornalista in Italia che può raccontare il terremoto d'Abruzzo, questo giornalista è Giuseppe Caporale. Era lì Giuseppe, la notte del 6 aprile. Era lì, un'ora dopo la distruzione, che si aggirava fra i fantasmi di Onna e fra i vicoli bui della città dell'Aquila. Era lì nei giorni seguenti, è rimasto lì a raccogliere le grida di dolore e di paura degli abruzzesi. Giuseppe Caporale ha cercato di capire, ha indagato, ha anche scoperto quello che qualcuno voleva nascondere. Ha fatto il suo mestiere: scrivere. Senza timori, senza reticenze. Giorno dopo giorno sul suo giornale, "la Repubblica". E poi, sei mesi dopo, è arrivato questo libro. Già il titolo - "L'Aquila non è Kabul" - annuncia che fra le sue pagine non troverete mai nulla di convenzionale o di scontato. È una cronaca "non autorizzata" del terremoto. Giuseppe Caporale è stato un testimone oculare della tragedia abruzzese. Nel libro rivive il dramma fin dall'inizio, fin da quella notte quando anche a casa sua, a Pescara, la terra ha tremato e i tetti sembravano cedere, i muri crollare. È un diario. Il viaggio disperato fino ai paesi ai piedi dell'Aquila, i primi soccorsi, i morti e i vivi, i padri sopravvissuti ai figli, i feriti tirati fuori dai palazzi. Il racconto del dolore e poi il racconto della rabbia, i mancati allarmi e le tendopoli bollenti d'agosto, le case di sabbia venute giù e le inchieste giudiziarie, l'apocalisse d'Abruzzo e il dopo-terremoto in Molise. (Attilio Bolzoni)
Emergenza rifiuti. Come piazzare una bomba chimica a effetto ritardato e farla franca
Sabina Morandi
editore: Castelvecchi
pagine: 204
Vi hanno raccontato che il problema della spazzatura a Napoli non esiste più
