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La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia

Consulta il libro - La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia

Titolo La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia
Autore
Collana I delfini, 43
Editore La nave di Teseo
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 224
Pubblicazione 2018
ISBN 9788893446310
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"Abbiamo una memoria organica, registrata, custodita ed elaborata dal nostro cervello, e sin dalle origini l'uomo si è affidato a una memoria minerale, incidendo pietre o tavolette d'argilla - sino alla memoria di silicio dei nostri computer attuali. Accanto a queste due memorie si è sviluppata una memoria vegetale, dai papiri sino alla carta di stracci e alla carta tratta dal legno che si usa ai giorni nostri. Ed esempio principe di memoria vegetale è il libro, l'amore del quale si chiama bibliofilia. Che cosa vuole dire collezionare libri, antichi o in ogni caso di pregio? Il bibliofilo vive un piacere solitario perché, se raccogliesse porcellane cinesi, le terrebbe nel soggiorno e i visitatori ne rimarrebbero estasiati, mentre non sa mai per chi tirar fuori da scaffali segreti i propri esemplari più preziosi. I non bibliofili non capiscono perché un libercolo secentesco in dodicesimo, dai fogli arrossati, possa rappresentare l'orgoglio di chi è l'unico ad averne l'ultima copia ancora in circolazione. E se apprezzano un incunabolo dalle pagine ancora bianche e crocchianti, splendidamente miniato o rubricato, ne sfogliano alcune pagine ma non sono sensibili alla storia che quel libro narra, talora attraverso i suoi pochi segni di usura o le annotazioni manoscritte a margine, di pari antichità. Gli scritti di questo libro sono usciti in varie occasioni e dedicati ai bibliofili. Ma, tranne forse il saggio sulla Hanau 1609 (ormai entrato in tutte le bibliografie specializzate, e la cui lettura richiede gusto antiquario, passione filologica e profondo amore per il libro antico), gli altri sono stati scritti anche per sedurre, o almeno liberare da tanti complessi, anche i non bibliofili, o i bibliofili futuri, o i bibliofili che s'ignorano. I quali saranno trascinati dalle visitazioni di classici come Kircher, dagli elenchi di bibliofili folli, di ladri compulsivi di libri o di biblioclasti (coloro che i libri li distruggono, li bruciano, li censurano), da una serie di variazioni fantascientifiche sui libri di ieri e di domani, e da tante altre esplorazioni vagabonde di sterminate biblioteche vere o immaginarie." (Umberto Eco)
 

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