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Toscana da non perdere. Guida ai 100 capolavori

Consulta il libro - Toscana da non perdere. Guida ai 100 capolavori

Titolo Toscana da non perdere. Guida ai 100 capolavori
Editore Editori Vari
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 223
Pubblicazione 2008
ISBN 9788836814466
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
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Cento capolavori, per la Toscana, sono pochi. Ne potremmo elencare facilmente mille, e forse diecimila. Il patrimonio artistico di questa regione è sterminato, la sola Firenze vanta duecentocinquantamila opere d'arte conservate nei soli musei statali. E se il capoluogo fa la parte del leone, le altre città lo seguono da presso, in virtù del proverbiale municipalismo dei toscani che, impegnati in secolari conflitti, hanno fatto di tutto per abbellire le loro città, superandosi l'un l'altro. E le bellezze dell'arte, opera dell'uomo, si sposano da tempo immemorabile con il contesto ambientale nel quale, e per il quale, sono state concepite. Il paesaggio toscano è infatti, anche esso, in gran parte, un'opera umana; frutto di secoli di adattamento, di lavoro e sapienza artigianale di costruttori e artigiani, contadini e boscaioli, che hanno piegato, corretto e ingentilito il paesaggio, rendendolo bellissimo. Agli albori della sua storia, la Toscana era in gran parte abitata dagli Etruschi. Otto importanti città etrusche erano in Toscana: Populonia, Ansedonia, Vetulonia, Volterra, Roselle, Arezzo, Chiusi, Cortona. La viabilità della regione seguiva un corso est-ovest, determinato dai traffici tra la costa e l'interno. Con l'avvento dei Romani vennero fondate, o rifondate, altre città: Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Empoli. Il percorso viario fu orientato in direzione sud-nord, essendo la Toscana sulla via per le Gallie: la via Cassia nell'interno, l'Aurelia lungo la costa.
 

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