Il cangiante nasce come tecnica cromatica e compositiva utilizzata dai pittori a partire dal Trecento e viene a evolversi, nel contesto dei linguaggi artistici contemporanei, in vero e proprio ordine di interpretazione dello spazio pittorico o perfor-mativo da parte di artisti impegnati nella ricerca sulle potenzialità espressive della materia.
Partendo dalla pittura “aniconica” dell’Espressionismo Astratto americano degli anni Cinquanta fi no alle ricerche minimaliste degli ultimi quarant’anni, e passando per autori come Joseph Beuys e James Turrell, il volume ne ripercorre la storia e i principi estetici. L’obiettivo è rintracciare le linee di formazione di una vera e propria new-avanguardia artistica che, seppur in modo non strutturato e non codifi cato, sviluppa una forma peculiare di costruzione del processo creativo, basata sulle ricerche in merito alle potenzialità della luce, del colore e dello spazio.
È un momento di collisione quello a cui il cangiante sembra pervenire, dischiudendo un orizzontecomprensibile unicamente attraverso una visione parallattica e stereoscopica dell’“ambiguità mutevole” del presente.
Partendo dalla pittura “aniconica” dell’Espressionismo Astratto americano degli anni Cinquanta fi no alle ricerche minimaliste degli ultimi quarant’anni, e passando per autori come Joseph Beuys e James Turrell, il volume ne ripercorre la storia e i principi estetici. L’obiettivo è rintracciare le linee di formazione di una vera e propria new-avanguardia artistica che, seppur in modo non strutturato e non codifi cato, sviluppa una forma peculiare di costruzione del processo creativo, basata sulle ricerche in merito alle potenzialità della luce, del colore e dello spazio.
È un momento di collisione quello a cui il cangiante sembra pervenire, dischiudendo un orizzontecomprensibile unicamente attraverso una visione parallattica e stereoscopica dell’“ambiguità mutevole” del presente.
