fbevnts Ricominciare la città. Esperienze di ricostruzione in Abruzzo | Libreria Cortina Milano
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Ricominciare la città. Esperienze di ricostruzione in Abruzzo

Consulta il libro - Ricominciare la città. Esperienze di ricostruzione in Abruzzo

Titolo Ricominciare la città. Esperienze di ricostruzione in Abruzzo
Autori , ,
argomento
Collana Arti visive, architettura e urbanistica
Editore Gangemi Editore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 240
Pubblicazione 2026
ISBN 9788849252613
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
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Questo libro raccoglie le esperienze maturate all'interno della Facoltà di Architettura dell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara nella redazione dei Piani di ricostruzione dei comuni di Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Capitignano, Ofena, dopo il sisma che il 6 aprile del 2009 ha colpito l'Abruzzo. Partendo da un'impostazione metodologica che considera centri storici e territori di pertinenza come realtà necessariamente inscindibili, i Piani sono stati proposti come piani integrati strategici, caratterizzati cioè da una molteplicità di scale di approccio e di competenze diverse: dallo Stato rappresentato dal Commissario delegato, supportato da un'apposita Struttura Tecnica di Missione, agli enti territoriali della Regione e delle Provincie, ad altre autorità come la Direzione Regionale, le Soprintendenze, i Parchi Nazionali e Regionali, fino agli uffici tecnici comunali e agli abitanti dei singoli centri terremotati, per forza di cose principali interlocutori di qualsiasi discorso sulla ricostruzione. Il lavoro svolto con i Piani di ricostruzione ha tentato di prefigurare la nuova identità della regione dopo lo shock del terremoto, cercando di esorcizzare il rischio, già corso in Abruzzo dopo la Seconda guerra mondiale, non solo di una ricostruzione poco consapevole dei valori in gioco ma anche tale da essere avviata e poi interrotta, per quel processo di nuova migrazione possibile con la ricostruzione delle case, delle speranze e della possibilità per la regione di vivere non solo attraverso i centri più grandi, peraltro numericamente trascurabili, ma pure e soprattutto attraverso quelli minori.
 

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