fbevnts La cultura del narcisismo. L'individuo in fuga dal sociale in un'età di disillusioni collettive | Libreria Cortina Milano
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La cultura del narcisismo. L'individuo in fuga dal sociale in un'età di disillusioni collettive

Consulta il libro - La cultura del narcisismo. L'individuo in fuga dal sociale in un'età di disillusioni collettive

Titolo La cultura del narcisismo. L'individuo in fuga dal sociale in un'età di disillusioni collettive
Autore
Traduttore
Collana I colibrì
Editore Neri Pozza
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 304
Pubblicazione 2020
ISBN 9788854519541
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Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe "La cultura del narcisismo", l'opera che annuncia il tramonto dell'uomo economico e l'avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista. A distanza di più di quarant'anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l'uomo che appartiene alla nostra epoca, l'epoca della fine dell'etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell'Io, ma un essere perseguitato dall'ansia, tutt'altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell'eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l'idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d'oggi». L'uomo economico dell'etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d'uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l'unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».
 

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