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Milano Verticale. Ediz. italiana e inglese

Milano Verticale. Ediz. italiana e inglese
titolo Milano Verticale. Ediz. italiana e inglese
sottotitolo FONDAZIONE OAMI
argomenti
editore Editori Vari
formato Libro
pubblicazione 2021
ISBN 9788831942140
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L'ottavo libro della collana “Itinerari di architettura milanese”, a cura della Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Milano, Milano Verticale (pp. 96, ita-eng), è dedicato agli edifici alti della città a partire dall'itinerario Milano Alta, realizzato nel 2010. Una riflessione sulla città alta come dispositivo urbano, alla luce dell’emergenza ambientale, dell’attenzione alla qualità urbana e della ricerca di un diverso rapporto fra il contesto naturale e quello costruito, che si arricchisce di un saggio di Fulvio Irace, i testi di Federico Ferrari, Simona Galateo e Stefano Andrea Poli e del dialogo tra Carles Muro e Jacques Herzog, dello studio Herzog & de Meuron, in cui si discute di grattacieli, di idee di metropoli in una prospettiva critica e contemporanea. Le foto sono state realizzate da Giovanna Silva. Arricchisce il volume un inserto pieghevole che illustra le torri più alte della città della Milano con un disegno di Studio Folder.

“Nel XX secondo la modernità di una città ha avuto coincidenze, a volte ingenue, con la città sviluppata verticalmente”: è con questa considerazione di Maurizio Carones che si apre il volume “Milano Verticale”, un viaggio critico e per immagini nello skyline meneghino pubblicato nella collana degli itinerari di architettura della Fondazione dell’Ordine di Architetti della Provincia di Milano. Curato da Simona Galateo, il volume offre gli strumenti per riflettere sul ruolo dei grattacieli alla luce della spinta verso l’alto che dall’inizio del XX secolo “percorreva come un fremito di modernità una parte della società milanese attratta dal fascino del futuro”, come scrive Fulvio Irace.
Il saggio di Irace, tagliente e scritto con quel giusto distacco che rende il testo appropriatamente poco celebrativo, introduce la progressione storica sulla Milano verticale partendo da tentativi di edifici alti fino ai più arditi ed internazionali skyscraper. Sarà nel 1914, con il primo grattacielo milanese per eccellenza disegnato da Antonio Sant’Elia e riconosciuto da Banham come la matrice delle avanguardie megastrutturali, che si inaugurerà la “visione quasi biblica dell’apocalisse prossima ventura”. Così dagli anni Venti tutti si cimentarono con il mito del verticale, interpretato però con un approccio ed un impianto fortemente saldato al tessuto urbano, dalla torre Littoria (e poi Branca) di Gio Ponti del 1933 fino a quella che, oggi, viene individuata come la prima svolta significativa con il progetto di Alessandro Rimini per la Torre Snia Viscosa in Corso Matteotti del 1935.
 

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