Storia dell'architettura
Tutti i libri di Storia dell'architettura - Pagina 89
Maestranze e cantieri edili a Roma e nel Lazio. Lavoro, tecniche, materiali nei secoli XIII-XV
a cura di A. Lanconelli , I. Ait
editore: Vecchiarelli
pagine: 204
Palermo tra Ottocento e Novecento. La città fuori le mura
Giuseppe Di Benedetto
editore: Grafill
pagine: 140
Nel completare con questa pubblicazione il lavoro dedicato alla collezione fotografica di Enrico Di Benedetto che ritrae la città di Palermo tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, ho la sensazione di appartenere a quella schiera di palermitani che Marcello Benfante descrive, con lucida analisi, come fautori di una 'rielaborazione perpetua di un lutto', fabulatori ossessivi della stessa unica 'fiaba', quella 'delle mille e una notte della dinamica, elegante e cosmopolita Palermo dei Florio'. La sensazione è forte come il disagio di sentirsi cucito addosso quell'abito ideologico esistenziale, di lampedusiana memoria, che tende a metastorici vaneggiamenti voluttuosi e voluttuose manifestazioni oniriche di un'insana aspirazione ad un'eterna immobilità storica. Le immagini raccolte da Enrico Di Benedetto ciò nonostante ci aiutano a comprendere che quella Palermo non è stata né un miraggio né una proiezione onirica, e non credo che si 'riesumi' il passato soltanto perché irresistibilmente attratti da ciò che è morto e sepolto. Eppure sembra che le fotografie di fine Ottocento e della prima decade del Novecento non raffigurino Palermo com'era, ma un'altra città, tale è la distanza fisica che sovente separa il presente dal passato.
Le città dei prodotti
Eliana Mauro , Ettore Sessa
editore: Grafill
Nella seconda metà del XIX secolo e nei primi quattro decenni del XX secolo le progredite nazioni dell'Europa, all'apogeo della "civiltà della meccanica", individuano nella capacità di organizzare grandi esposizioni una formula di sicura distinzione. Sono pure altre le realtà pienamente partecipi della così detta "età aurea" del capitalismo, come gli Stati Uniti e il Giappone o anche alcuni degli stati più promettenti dell'America Latina e soprattutto alcuni fra i domini europei d'oltremare che prendono parte attiva a questa sorta di gara internazionale di primati, o tecnologici o produttivi o, ancora, organizzativi. Ma è tuttavia il "vecchio continente", almeno fino alla prima guerra mondiale e con alterne fortune fin quasi alle soglie del secondo conflitto mondiale, a conseguire i risultati più propositivi in questa categoria di manifestazioni rivelatrici anche del polso culturale delle singole società promotrici. Pensate come effimere "città dei prodotti", nelle quali l'iperbole è la regola (tanto in relazione alla riproposizione amplificata di forme del passato quanto in occasione di innovativi o avveniristici cimenti progettuali) le grandi esposizioni sono, anche, autentici "laboratori" della cultura del progetto architettonico.
