Scienze della terra
Tutti i libri di Scienze della terra - Pagina 97
Paesi e popoli del mondo
Giacomo Corna Pellegrini
editore: UTET Università
pagine: 249
Scambi culturali, processi economici, sviluppo di nuove tecnologie modificano profondamente i comportamenti, influenzano i rap
Atlante del turismo sostenibile in Africa
Angelo Turco , Lina M. Calandra
editore: Franco Angeli
pagine: 112
Tutti vanno dappertutto, ma l'Africa accoglie ogni anno lo stesso numero di visitatori che raggiungono la sola Italia
Vademecum cartografico. Informazioni per l'analisi e le letture delle carte geografiche e topografiche
Alessandro Schiavi
editore: Vita e Pensiero
pagine: 196
II volume fornisce gli strumenti di base per la lettura e l'interpretazione delle carte geografiche e topografiche, essenziali
Vi piace la geografia?
Armand Frémont
editore: Carocci
pagine: 298
La geografia è poco conosciuta e spesso non molto amata
Valle d'Aosta figlia dei ghiacci. Miti, realtà e evoluzione dei ghiacciai valdostani
a cura di C. Smiraglia
editore: Musumeci Editore
pagine: 144
Le grandi Alpi nella cartografia 1482-1885
Laura Aliprandi , Giorgio Aliprandi
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 383
Questo secondo volume affronta la tematica della cartografia specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa.
Fondamenti di cartografia
Antonio Catizzone
editore: Gangemi Editore
pagine: 208
La cartografia è profondamente cambiata soprattutto negli ultimi anni
Linee guida gestionali per gli ambienti naturali e semi-naturali lungo il corso dell'Arno
a cura di L. Ermini
editore: Franco Angeli
pagine: 224
Il progetto di definizione delle linee guida per la gestione degli ambienti naturali e semi-naturali del Parco Fluviale dell'A
Il Tanaro. Guida illustrata al paesaggio, alla flora e alla fauna del fiume Tanaro
editore: Franco Muzzio Editore
pagine: 132
Il volume descrive gli aspetti naturalistici del Tanaro: la flora, la fauna e il paesaggio caratteristici di questo fiume nella loro dimensione storica e geografica. Un fiume piemontese ma anche fiume di Alessandria: città che sta adagiata tra le sue acque e quelle della Bormida come una Mesopotania settentrionale.
Toponimi e antroponimi. Beni-documento e spie di identità per la lettura, la didattica e il governo del territorio. Atti del convegno (Salerno, 14-16 novembre 2002)
a cura di V. Aversano
editore: Rubbettino
pagine: 1430
I due volumi contengono gli Atti del convegno internazionale organizzato, nel novembre 2002, dalla Cattedra di Geografia dell'
Narrazioni di geografia politica. Pratiche comunicative e produzione di senso
Giuseppe Campione
editore: Rubbettino
pagine: 243
L'autore sottopone il mondo al rischio dei suoi giochi linguistici. Lo saggia, lo mette costantemente alla prova. Non si lascia logorare dalla estenuata diatriba tra i fatti e le interpretazioni. Non concede nulla - se non la consapevolezza -alla contingenza dell'io e del linguaggio. Dispone i fatti e le interpretazioni su un letto di spine, che non è fatto di modelli e teorie, ma di eventi e di storie. Anima territori e paesaggi di attori e umani contatti. Ma l'ironia dell'approccio non rimuove, né occulta del tutto, la nota dolente di fondo, l'affanno silente di chi a ogni istante rinnova il suo sodalizio col mondo. La lunga storia di questo nostro sapere propone due famiglie di geografi: la genealogia dello sguardo e del paesaggio, della visione e della mappa, e un'altra che altro non è che geografia della parola, della narrazione. A quest'ultima appartiene Giuseppe Campione. "A proposito, la pianticella di limone continua a crescere?" scriveva Antonio Granisci in una lettera dall'esilio, dopo aver alluso in forma discreta ai propri stati d'animo e alla sofferenza, e questa domanda, posta da Campione in epigrafe a questo volume interroga tutto intero il sapere geografico e riecheggia la domanda che pochi geografi hanno saputo porsi e che invece Claude Raffestin sottopose al pubblico italiano, proprio nel primo numero della rivista "Geotema", curata da Franco Farinelli: E se la geografia non fosse che la storia di un esilio? (Dalla prefazione di Vincenzo Guarrasi)
Attività produttive, popolazioni, territori, geografia
Roberto Bernardi , E. Gamberoni
editore: Pàtron
pagine: 160
Post-disaster reconstruction: meeting stakeholder interests. Proceedings of a Conference (Florence, 17-19 May 2006)
a cura di
D. Alexander
,
C. H. Davidson
A. Fox
e altri
editore: Firenze University Press
pagine: 484
Scoperta e conquista di un mondo nuovo
a cura di F. Cantù
editore: Viella
pagine: 304
Dieci anni dopo l'impresa compiuta da Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, che durante i suoi viaggi aveva sentito pulsare ne
«Per lasciare di me qualche fama». Vita e viaggi di Amerigo Vespucci
Ilaria Luzzana Caraci
editore: Viella
pagine: 316
Nell'affresco della storia della conoscenza del mondo, Amerigo Vespucci è uno dei personaggi di primo piano, ma anche una delle figure più discusse. Da quando, nell'aprile del 1507, alcuni eruditi proposero di dare il suo nome alle terre scoperte da Colombo, è stato descritto dagli apologeti come un eroe solitario senza macchia, e dai detrattori come una spia della Spagna, un mercante avido, un millantatore privo di scrupoli. Sappiamo oggi che non fu nulla di ciò, né un condottiero, né un navigatore. Figlio della cultura umanistica fiorentina, viaggiò con spagnoli e portoghesi senza mai assumere ruoli di comando. E tuttavia fu tra i primi a rendersi conto dell'estensione dell'America Meridionale e il primo a farla conoscere in Europa, divulgando tra un vasto pubblico le caratteristiche del «Nuovo Mondo»: una natura selvaggia e incontaminata, popolata da animali e genti strane, fatta di contrasti, opulenta, seducente. L'immaginario collettivo costruì proprio sulle sue descrizioni le prime visioni dell'America e la cultura europea ne restò affascinata. Il libro ripercorre sulla base delle più recenti indagini storiche e di tutta la documentazione disponibile la vita di Vespucci, dalla giovinezza a Firenze ai viaggi transatlantici, fino agli anni della maturità a Siviglia e alla morte, chiarendo anche - una volta per tutte - i suoi rapporti con Colombo e il ruolo che ebbe in quel momento cruciale della storia che fu l'epoca delle grandi esplorazioni geografiche.
«Se fussero più ordinate, e meglio scritte...» Giovanni Battista Ramusio correttore ed editore delle Navigationi et viaggi
Fabio Romanini
editore: Viella
pagine: 308
La raccolta Navigationi et viaggi curata da Giovanni Battista Ramusio uscì in tre volumi tra il 1550 e il 1559. L'intellettuale e uomo di Stato, amico e corrispondente del Bembo e di uomini di cultura di tutto il mondo noto, conoscitore di lingue antiche e moderne, finì per sovrapporsi o identificarsi con la sua stessa opera. Ma il "Ramusio" è in realtà un'antologia di testi di origine, lingua e cronologia molto diversa; senza contare che accanto ai colti Vespucci e Verrazzano troviamo figure di formazione più modesta come Alvise da Mosto o Giovanni da Empoli. Questo studio, oltre a restituire individualità a un campione scelto di tali autori, indaga il ruolo di Ramusio come curatore testuale e correttore, il cui sforzo, tutt'altro che velleitario, è teso a garantire decoro linguistico e uniformità stilistica a un'opera che costituisce il testo di riferimento per la geografia europea e mondiale della seconda metà del XVI secolo, eppure sorprendentemente esclusa dal nostro canone letterario.
Uno scherzo fulmineo. Cinquecento anni di fulmini dal 1929 al 1447
Ruggero Pierantoni
editore: Archinto
pagine: 278
Per Vico il fulmine e il susseguente tuono agiscono come catalizzatori del pensiero umano: l'evento terrificante induce i "bestioni" ad alzar gli occhi al cielo, ad ingraziarsi la ignota Creatura irata ma, sostanzialmente, a cominciare ad emettere ipotesi sul loro destino, quaggiù. Per Walt Disney il fulmine è un delizioso giocattolo igneo lanciato, in un giorno estivo, a sconquassare una festa di centauri azzurri e far correre a gambe levate un Bacco perfettamente ebbro. Per il composto e compassionevole pittore Sablet il fulmine che si articola in segmenti rettilinei dietro la piramide Cestia è un attrezzo scenico razionalizzante e classicamente funebre. Per Turner quello che si abbatte con fragore abbacinato entro il cerchio magico di Stonehenge è un chiaro segno della tragica instabilità della storia umana. Per Hokusai il fulmine che si snoda dietro le spalle indifferenti del Signor Fuji è un drago millenario e sostanzialmente benevolo. Per Paolo Uccello è un fuso di fuoco che si infila dentro un albero incenerendolo assieme al punto di fuga. Per, per, per... Questo "Scherzo fulmineo" altro non è, e non pretende di essere che uno "scherzo" appunto. Una serie di partite a scacchi, non tutte vinte, con questa luce istantanea, elettrica o solforosa, apportatrice di morte o solo di un delizioso senso di protezione se goduto al sicuro, nel proprio letto: in attesa del prossimo scroscio di pioggia contro i vetri della finestra. E del tuono che non si farà attendere troppo a lungo.
Geobasi. Il foglio IGMI n. 549. Muravera
a cura di G. Ottonello
editore: Pacini Editore
pagine: 318
104 ricercatori, una collaborazione con l'Ente Nazionale Energie Alternative (ENEA) ed in particolare con il Dipartimento Prot
