Libri Pubblicati da UTET | Sconti | P. 12
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UTET

14,00

M-346. Biografia di un aereo

Marco Sotgiu

editore: UTET

pagine: 195

L'avventura dell'M-346, l'aereo addestratore avanzato costruito dall'azienda varesina Aermacchi, è al tempo stesso una spy story, un caso internazionale, un esempio di modello industriale di avanguardia. Il punto di vista che tiene insieme tutto questo è il racconto di chi lo ha costruito, di chi ha seguito giorno per giorno la sua nascita e la sua vita. All'inizio è la crisi politica ed economica della fine degli anni Ottanta a spingere gli ideatori verso il progetto di un nuovo aereo. Ma ben presto la necessità di stringere alleanze internazionali li fa viaggiare verso Est, verso l'ex Unione sovietica, dove trovano un partner (la russa Yakovlev) disposto a partecipare al progetto. Quando la crisi russa da una part e la necessità di stringere i tempi per un progetto occidentale dall'altra prevarranno si arriverà al divorzio tra Aermacchi e Yakovlev. Nel 2004 I'M-346, da un anno sulla rampa di lancio di Finmeccanica, si alza da terra nella sua versione più completa. Ma poi ancora la sua corsa non è finita, cambia colore, diventa sempre più sofisticato, comincia a volare in giro per il mondo, dai saloni di Londra e Parigi al deserto degli Emirati arabi, dalla Grecia a Singapore. Un viaggio che ancora oggi non è finito. La storia dell'M-346 è allo stesso tempo un capitolo di geopolitica un intreccio di "vite minime", sul sottilissimo crinale tra retorica e minimalismo. Ma è una storia sconosciuta e appassionante, da qualunque angolo la si guardi.
20,00 19,00

La maledizione dell'onisco e storie di altri parassiti

Christine Coustau, Olivier Hertel

editore: UTET

pagine: 163

L'onisco è colpito da una maledizione: i Wolbachia, batteri parassiti, trasformano i maschi in femmine. Il destino del bruco della farfalla non è più affatto invidiabile, giacché ospita la larva di una vespa che, giorno dopo giorno, lo divora dall'interno. Quanto al gammaro, piccolo crostaceo degli stagni, il verme Microphallus prende possesso del suo cervello e lo induce alla completa follia. Benvenuti sulla terra. Benvenuti nel mondo dei parassiti, scrocconi e mangiaufi e di altri opportunisti. Impossibile sfuggire alla loro presa, sono ovunque e assumono tutte le forme: vermi, virus, batteri, microbi, molluschi, crostacei, insetti e perfino uccelli. E ognuno di loro ha le sue piccole manie. L'uno manipola il comportamento dei suoi ospiti, l'altro li satura di tossine assassine e l'altro ancora ha il compito di regolare tutti i dettagli della loro vita sessuale. Queste interazioni nel mondo dei viventi si connotano spesso di tratti ingegnosi e rocamboleschi che sfidano l'immaginazione. Christine Coustau e Olivier Hertel raccontano così storie stuzzicanti in cui i parassiti e i parassitari si affrontano in una lotta che dalla semplice posta in gioco si preannuncia complessa: la sopravvivenza.
20,00 19,00

Lo spazio tricolore. Storie di uomini che hanno visto le stelle

Dario Laruffa

editore: UTET

pagine: 274

Questo libro ripercorre tutta la storia della conquista dello spazio: dagli studi sui combustibili per i lanciatori ai primi satelliti, dagli scienziati agli astronauti e in particolare sottolinea quali e quanti sono stati i contributi dell'industria e tecnologia italiana e le battaglie sostenute dagli scienziati italiani per ottenere i finanziamenti, per partecipare alle grandi istituzioni internazionali e europee. Pochi sanno che dopo i due colossi spaziali Usa e Urss, l'Italia è stata il terzo paese a mettere in orbita un satellite - il San Marco 1, seguito poi dal San Marco 2 - e ad attrezzare una piattaforma vicino a Malindi in Kenya, come base di lancio a disposizione della comunità internazionale e da cui è stato lanciato il primo satellite scientifico per lo studio delle sorgenti celesti di raggi X, l'Uhuru, parola che in swahili significa "libertà". Il libro pone soprattutto l'accento sulla parte tecnologica e sulla politica dello spazio, ma va aggiunto che grandi contributi sono stati portati anche dagli astrofisici che hanno utilizzato i telescopi su satelliti e in particolare va ricordato il satellite italiano Beppo Sax, dedicato a Giuseppe Occhialini detto Beppo, un satellite per raggi gamma ed X che ha permesso la soluzione di un problema perdurante da almeno un decennio: l'origine dei "gamma bursts". (Margerita Hack)
15,00 14,25

Lo spazio tricolore. Storie di uomini che hanno visto le stelle

Dario Laruffa

editore: UTET

pagine: 247

Questo libro ripercorre tutta la storia della conquista dello spazio: dagli studi sui combustibili per i lanciatori ai primi satelliti, dagli scienziati agli astronauti e in particolare sottolinea i contributi dell'industria e tecnologia italiana e le battaglie sostenute dagli scienziati italiani per ottenere i finanziamenti, per partecipare alle grandi istituzioni internazionali ed europee. Pochi sanno che dopo i due colossi spaziali USA e URSS l'Italia è stata il terzo paese a mettere in orbita un satellite - il San Marco 1, seguito poi dal San Marco 2, e ad attrezzare una piattaforma vicino a Malindi in Kenya, come base di lancio a disposizione della comunità internazionale e da cui è stato lanciato il primo satellite scientifico per lo studio delle sorgenti celesti di raggi X, l'Uhuru. Il libro pone soprattutto l'accento sulla parte tecnologica e sulla politica dello spazio, ma grandi contributi sono stati portati anche dagli astrofisici che hanno utilizzato i telescopi su satelliti e in particolare va ricordato il satellite italiano Beppo Sax, dedicato a Giuseppe Occhialini detto Beppo, un satellite per raggi gamma ed X. Pietre miliari per la ricerca spaziale italiana sono stati i progetti San Marco, Sirio, che è stato il primo satellite europeo per telecomunicazioni, le industrie Selenia. Aeritalia,Telespazio, Laben, fra gli scienziati Amaldi, Broglio, Ruppi, Occhialini, Bepi Colombo; vanno poi ricordati gli astronauti italiani Malerba, Guidoni, Vittori, Cheli, Nespoli.
20,00 19,00

Il futuro di Darwin. L'ecosistema

a cura di L. Calabi

editore: UTET

pagine: 95

Questo volume raccoglie i contributi alla terza sessione delle Baxter Lectures, dedicate alla figura di Charles Darwin da una particolare angolazione, rivelata dal loro sottotitolo: L'ecosistema. Uno sguardo rivolto non alla mera celebrazione, ma al farsi vivo del sapere, al futuro, appunto. 11 filo conduttore delle Baxter Lectures è la concezione della materia vivente con le sue forme di organizzazione; dopo "individuo" e "specie", è la volta del livello di materia vivente che si costituisce in "sistema". Quando oggi si parla di ecosistema, si echeggia perlopiù il problema centrale della responsabilità dell'uomo nei confronti della conservazione-riproduzione dell'ambiente (naturale). Ma ecosistema può dirsi in più sensi, come testimoniano i contributi qui riuniti. Si può pensare partendo dall'ecosistema per arrivare all'uomo, seguendo gli approcci dell'ecologia culturale. Oppure tematizzare l'"interazione" concepita come "rete" (network) di comunicazione, scambio, informazione (genetica) fra individui. Si può richiamare anche l'ambiente geologico, l'attenzione di Darwin per il quale è spesso trascurata quando si ricostruisce il suo pensiero. O infine restituire un'immagine complessiva dell'ecosistema come strutturazione di organizzazioni gerarchiche di comunicazione e trasferimento. Di "sistema" l'idea risulterà, con i contributi pubblicati in questo volume, se non compiuta, certamente più ricca di determinazioni e più completa.
9,00 8,55

Cieli perduti. Archeoastronomia: le stelle dei popoli antichi

Guido Cossard

editore: UTET

pagine: 281

Noi non guardiamo più il cielo
16,00 15,20

Il nucleare impossibile. Perché non conviene tornare al nucleare

a cura di V. Bettini, G. Nebbia

editore: UTET

pagine: 267

"Il nucleare impossibile", illustra, attualizzandole, le ragioni per cui, negli anni Ottanta, l'Italia decise di uscire dal nucleare a seguito dell'incidente di Chernobyl, sottolineando in particolare: che il nucleare non è ad emissione zero e che, sulla base di tecniche di valutazione integrata risulta che il ciclo nucleare presenta fasi di lavorazione ad alta intensità di emissione di CO2 che il ricorso al nucleare non esaurisce la problematica della sicurezza degli approvvigionamenti energetici, sia in termini di continuità di forniture sia di disponibilità di fonti di energia; che la generazione di energia da fonte nucleare è ben lungi dall'essere economicamente conveniente; che a fronte del rilancio del nucleare resta irrisolto il problema dei residui radioattivi, del ritrattamento, del combustibile misto (MOX) e del rischio di proliferazione militare; che il programma nucleare italiano, in questo contesto, si rivela insensato per molte ragioni (carenze nella ricerca, carenze nel sistema industriale e tecnologico, sicurezza). L'esame della situazione a livello mondiale conferma tutti questi dubbi e punti critici. Un esempio specifico rappresenta l'approfondimento dell'operato della SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari). La SOGIN, nel suo comportamento, testimonia dell'impossibilità di un nucleare italiano accettabile da un punto di vista della credibilità scientifica, della valutazione ambientale e della sicurezza.
16,00 15,20

Il flauto di Hilbert. Storia della matematica

Umberto Bottazzini

editore: UTET

pagine: 473

Il matematico tedesco Hermann Weyl, allievo di David Hilbert e affascinato dalle sue lezioni sul concetto di numero, non esitò
24,50 23,28

Solo l'atomo ci può salvare. L'ambientalismo nuclearista di James Lovelock

Roberto Bondì

editore: UTET

pagine: 152

Lo scienziato, inventore e divulgatore James Lovelock, autore della celebre ipotesi di Gaia secondo cui la Terra è un immenso organismo vivente capace di autoregolazione, è da sempre un punto di riferimento dell'ambientalismo internazionale. Con il suo ultimo libro, "The revenge of Gaia" (2006), che sta suscitando un aspro dibattito, Lovelock è entrato in modo dirompente nella discussione sulla crisi ambientale: ha delineato scenari inquietanti per il futuro della Terra e ha auspicato un ritorno del nucleare, in quanto fonte energetica sicura e rispettosa di Gaia. "Solo l'atomo ci può salvare" è incentrato sulla figura di Lovelock e sulle sue proposte di politica ambientale. Ricostruisce il rapporto, complesso e ambiguo, tra lo scienziato inglese e gli ambientalisti. Analizza con estrema chiarezza le sue valutazioni dello stato della Terra e del riscaldamento globale alla luce dell'ipotesi di Gaia. Esamina in maniera efficace le sue tesi sullo sviluppo sostenibile e sui pregi e difetti delle diverse fonti di energia oggi a disposizione. Discute i suoi giudizi sul nucleare, sulle scorie e sull'incidente di Chernobyl.
12,00 11,40

L'evoluzione in quattro dimensioni. Variazione genetica, epigenetica, comportamentale e simbolica nella storia della vita

Eva Jablonka, Marion J. Lamb

editore: UTET

pagine: 603

Il modo di concepire l'ereditarietà e l'evoluzione sta attraversando una fase di rivoluzionario cambiamento
23,00

Il cervello anarchico

Enzo Soresi

editore: UTET

pagine: 244

Per tutto il periodo della sua vita fetale, fino al momento della nascita, il cervello sviluppa con l'organismo a cui appartiene una relazione fisiologicamente armonica che si instaura attraverso un network di comunicazioni rappresentate dai neurotrasmettitori e neuropeptidi. Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, influenzano la crescita delle fibre nervose, la plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei neuroni con la loro morte programmata, determinando l'assetto definitivo del sistema nervoso centrale e periferico. Al momento della nascita l'impatto con i fattori ambientali e le esperienze individuali condizionano l'assetto definitivo del cervello e l'espressione dei geni la cui premessa è quella di raccogliere i suggerimenti dell'ambiente. Alla luce della PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) l'autore illustra una serie di casi clinici "singolari" dandone l'interpretazione scientifica per dimostrare l'importanza di un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con conseguente prevenzione del danno biologico.
20,00 19,00

Lagrange

Filippo Burzio

editore: UTET

pagine: 176

Se nella prima parte la biografia di Burzio rappresenta al meglio la fioritura delle scienze nella Torino settecentesca, le due parti seguenti mettono in rilievo insieme alla genialità scientifica anche i "caratteri psicologici e morali del tipo Lagrange". Prima alla corte di Berlino. Poi a Parigi, nei lunghi anni dal 1787 al 1813, dall'inizio della rivoluzione al tramonto dell'impero. Dalla biografia di Burzio, e dagli altri biografi passati in rassegna nella prefazione di Luigi Pepe, emerge il carattere di un Lagrange appartato, modesto, forse piuttosto utilitarista (aveva sposato senza passione una "buona massaia che non ha alcuna pretesa"), solitario ("amo la musica perché mi isola"), capace di vivere a contatto di gomito con i sovrani senza adulazione (a differenza di Laplace, non dedicò ai potenti di turno alcuno dei suoi trattati). Universalmente considerato un genio della scienza, pare che ad ogni quesito usasse rispondere d'istinto "j'ignore, non so". Se Montaigne non fosse morto due secoli prima avrebbe potuto scrivere l'intercalare di Lagrange fra le citazioni di analogo significato incise sul soffitto della sua biblioteca. Saggi introduttivi di Luigi Pepe
20,00 19,00

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