Editori Vari
Tutti i libri editi da Editori Vari - Pagina 44
Archeologia forense. Metodo e tecniche per il recupero dei resti umani: compendio per l'investigazione scientifica
Matteo Borrini
editore: Editori Vari
pagine: 256
Un furto, una rapina, un omicidio: reati contro cose o persone con i quali i reparti investigativi sono abituati a confrontarsi; scenari che possono rivelarsi decisamente complessi, ma dai quali i tecnici forensi sono in grado di trarre elementi probatori per individuare le modalità, i tempi e i protagonisti dell'episodio criminoso. A volte frammenti di ossa umane affiorano dopo una pioggia, un cadavere viene rinvenuto durante uno scavo in un cantiere edile, un collaboratore di giustizia suggerisce il luogo dove sarebbe stato occultato il corpo di una vittima d'omicidio. Il corpo deve quindi essere individuato e recuperato, deve essere stimato il tempo trascorso dal decesso, le cause di morte, le modalità di occultamento. Grazie all'analisi del contesto, allo scavo stratigrafico in situ l'Archeologo Forense può fornire elementi utili alle forze investigative inserendosi come tecnico tra le discipline, divenendo un ulteriore interlocutore della Magistratura. Un manuale innovativo, scritto con l'agilità di un compendio, che ha il compito di definire una nuova disciplina e il ruolo dell'Archeologo Forense come figura specializzata nel recupero dei resti umani sulla scena del crimine.
Bruce Nauman. Inventa e muori
Bruce Nauman
,
Barbara Casavecchia
e altri
editore: Editori Vari
pagine: 288
De Architectura. Testo latino a fronte
Studio Tesi Editore
Marco Vitruvio Pollione
editore: Editori Vari
Il "De Architectura" si presenta come un trattato eclettico - un tentativo di costituire una sintesi organica delle acquisizioni teoriche greco-ellenistiche e dei dati desunti dalla pratica dell'ars aedificatoria - e nello stesso tempo come un testo canonico, summa articolata e composita, ricca di innumerevoli implicazioni e suggestioni, comunque unica testimonianza dell'elaborazione di teorie architettoniche dell'antichità classica. L'opera di Vitruvio anticipa in senso umanistico la centralità della figura dell'architetto e della sua arte, ed esprime come presupposto irrinunciabile l'esigenza di un'armonica sintesi del sapere e della conoscenza che lo renderanno non un semplice organizzatore e codificatore di uno spazio, ma il suo interprete ed ermeneuta. A partire dal Quattrocento in avanti il trattato diverrà la fonte interpretativa, il modello interlocutorio e il presupposto ispiratore dei fondamenti teorici dell'arte architettonica, tanto che Vincenzo Scamozzi, architetto e trattatista veneto del Cinquecento, dopo una lettura attenta ed assidua dell'opera afferma che Vitruvio "ha ragionato di tutte, o almeno le più difficili e bisognevoli parti dell'architettura e bisogni dell'architetto, il che se molti conoscessero, non così facilmente si vanterebbero di essere architetti, che appena sanno quello che gli appartiene".
La metallurgia nelle tecnologie di produzione
Walter Nicodemi , Maurizio Vedani
editore: Editori Vari
pagine: 176
Story. Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l'arte di scrivere storie
Robert McKee
editore: Editori Vari
pagine: 430
"Story" è un libro su come si narrano le storie, non solo quelle per il cinema
L'Italia e la sicurezza collettiva. Dalla Società delle Nazioni alle Nazioni Unite
Luciano Tosi , Enrica Costa Bona
editore: Editori Vari
pagine: 366
Contatto. Dinamiche ed esiti del plurilinguismo
Silvia Dal Negro , Federica Gueini
editore: Editori Vari
pagine: 300
La complessità contemporanea è anche complessità linguistica, che si manifesta in svariate e anche vistose forme di plurilinguismo. Per comprendere ed organizzare in modo organico e coerente lo spazio linguistico che ci circonda è necessario addestrarsi alla raccolta, all'analisi e all'interpretazione dei segnali linguistici in esso presenti, ed acquisire, a tale scopo, adeguati strumenti teorici e metodologici. Nei diversi capitoli che compongono questo volume si dà ampio spazio ad una prospettiva empirica che parte da dati familiari e facilmente osservabili, per allargarsi in un secondo momento a situazioni meno note o comunque meno vicine all'esperienza diretta del lettore italiano. Si parte dunque dall'analisi del contesto italiano, già di per sé complesso per la coesistenza di lingua, dialetti, lingue di minoranza e lingue immigrate, per aprirsi ad esempi europei sino a dedicare attenzione ad un ambito tipicamente "esotico", quello del contesto sociolinguistico africano.
Atene onora le poleis. Riflessi di un imperialismo
Teresa G. Alfieri Tonini
editore: Editori Vari
pagine: 132
La storia greca di gran parte del V e IV secolo a.C. è soprattutto la storia di Atene e delle sue due leghe, la Lega Delio-Attica e la seconda confederazione marittima. Tra le fonti sulle relazioni internazionali che Atene, in qualità di città egemone, tenne con i loro membri suoi alleati, parallelamente agli antichi autori, un posto di primo piano è tenuto dai numerosi decreti che essa emanò, a vario titolo ed in determinate occasioni, per le póleis a lei soggette, espressione della sua politica imperialistica. Tra queste iscrizioni c'è un piccolo gruppo di decreti con i quali Atene, nell'ambito delle due leghe, concesse alle póleis "benemerite" nei confronti suoi, e di conseguenza del suo potere, onori e privilegi, sul modello dei numerosi decreti onorari per cittadini stranieri suoi "benefattori", opportunamente adattato alla diversa realtà di entità statali. In essi si può cogliere il riflesso della sua politica imperialistica, e della sua ascesa e declino fra V e IV secolo a.C.
Casi clinici in psicoterapia cognitiva neuropsicologica
Davide Liccione
editore: Editori Vari
pagine: 368
I palazzi di Milano - The period mansions of Milan
a cura di
L. Orombelli
,
V. Villoresi
A. L. Volpato
e altri
editore: Editori Vari
pagine: 176
Nella collana dedicata agli interni delle case italiane, che ha preso l'avvio nel 2009 con Case di Torino, proseguita nel dece
Stoà n. 2 [Disegni]
editore: Editori Vari
Il disegno è il più antico e frequentato strumento pedagogico per il progetto architettonico. «Sono le mani ad imporre una forma, un contorno, e, nella scrittura, uno stile» così Henri Focillon inizia il suo Elogio della mano, una mano che pensa. Il secondo volume di STOÀ si configura come un tentativo di tratteggiare alcuni aspetti teorici, metodologici e processuali per riflettere, mettendone al centro della discussione alcune caratteristiche peculiari, sul valore radicale del disegno come strumento didattico. L’interesse specifico proposto è nell’indagare in che maniera e per quali ragioni il disegno venga ancora oggi utilizzato per insegnare progettazione architettonica – nodo problematico non scontato – e, attraverso una perlustrazione di alcune pratiche didattiche attuali, si è cercato di definire un ragionamento intorno ad alcuni presupposti e possibili orizzonti capaci di confermare il disegno come fondamento indispensabile, condensatore, nel suo farsi e darsi, di un sapere teorico e medium di un sapere pratico.The drawing is one of the most ancient and widely used tools for teaching architecture. «Through his hands, man establishes contact with the austerity of thought. They quarry its rough mass. Upon it they impose form, outline and, in the very act of writing, style». Thus wrote Focillion in his In Praise of Hands – hands that think, one could add. STOÀ’s second issue intends to outline some theoretical, methodological and processual aspects to confirm, by placing its distinctive characteristics at the centre of the discussion, the radical value of drawing as a pedagogical tool. The focus of STOÀ [Drawings] is to investigate the ways and reasons for which architectural design continues to be taught through drawing as still relevant questions, and through an in-depth survey of some specific current didactic experiences, the reflections within this issue gather around drawing’s premises and its possible horizons to confirm its fundamental role as a condenser of theoretical knowledge and medium of practical knowledge.
Stoà n. 1 [Modelli]
editore: Editori Vari
A quarant’anni dalla pubblicazione del catalogo Idea as Model, a cura di Kenneth Frampton e Silvia Kolbowski, si propone una riflessione critica intorno allo strumento del modello, aprendo al confronto non solo tra autonomia e inflessioni eteronomiche, approfondimenti e sguardi obliqui, precisazioni e stratificazioni semantiche, ma anche con la storia della sua ricezione critica dal punto di vista metodologico. Nel 1987 Vittorio Gregotti pubblica Rassegna 32 - Maquette e nel 2011 Anne Holtrop, Hans Teerds e Job Floris curano OASE 84, dallo stesso titolo. Nel 2020 sono diverse le riviste che si occupano del tema del modello come strumento di comunicazione, ma anche di lavoro, prefigurazione e analisi dell’architettura, come Log 50 - Model Behavior. Con il nostro primo volume vogliamo inserirci in questa linea analitica, confermando il valore problematico del modello come strumento didattico, medium e opera autonoma. L’intento è quello di restituire un resoconto aggiornato di alcune esperienze condotte da chi intende il modello come fondamento metodologico per la didattica del progetto, provando ad articolarle, tematicamente sotto tre categorie: il modello come strumento di processo; il modello come prodotto progettuale; il modello come dispositivo performativo.Forty years after the publication of the catalogue Idea as Model, edited by Kenneth Frampton and Silvia Kolbowski, we propose a critical reflection on models, open to comparison with both autonomy and heteronomic inflections, insights and oblique glances, in-depth analysis and semantic stratifications, yet presenting the history of its critical reception from a methodological point of view. In 1987 Vittorio Gregotti published Rassegna 32 - Maquette and in 2011 Anne Holtrop, Hans Teerds and Job Floris curated OASE 84, with the same title, up to 2020, when several journals have dealt with the theme of the model as a working tool for communication, prefiguration and analysis of architecture, such as Log 50 - Model Behavior. Our first issue intends to fit into this analytical line, affirming the problematic value of the model as a didactic tool, as medium and autonomous work. The intent is to delineate an updated account of different experiences that understand the model as the methodological foundation of architectural design pedagogies, and to articulate them thematically under three categories: the model as a processual tool; the model as the product of a design; the model as a performative device.
