Congedo
Tutti i libri editi da Congedo - Pagina 6
Francavilla Fontana. Architettura e immagine
a cura di R. Poso , F. Clavica
editore: Congedo
pagine: 464
La riforma della facoltà di ingegneria. Problemi e prospettive
a cura di C. D. Fonseca , R. Corvini
editore: Congedo
pagine: 212
Lettura in chiave storico-spaziale dell'ex convento di S. Francesco della Scarpa in Bari vecchia
Giovanni Fano
editore: Congedo
pagine: 96
Sancta Maria De Nerito. Arte e devozione nella cattedrale di Nardò
a cura di
M. Gaballo
,
D. De Lorenzis
P. Giuri
e altri
editore: Congedo
pagine: 424
"Ai cittadini neritini, ma anche a tutti i cultori della bellezza, è offerta attraverso quest'opera dedicata al VI centenario dell'elevazione della Terra di Nardò a Città e del tempio abbaziale di Sancta Maria de Nerito a Cattedrale - la possibilità di una "contemplazione" estetica e spirituale. Suggestivo è questo termine che evoca proprio il templum, uno spazio centrale nel perimetro urbano circostante, un'area serena verso cui (la preposizione cum) converge la vita quotidiana per scoprirvi il suo significato ultimo. Entrare nel tempio è dunque contemplare, cioè trovare il "centro" dell'essere e dell'esistere." (Cardinale Gianfranco Ravasi, dalla Prefazione)
Botrugno. Chiesa dell'Assunta
a cura di S. Ortese
editore: Congedo
pagine: 96
Nelle mani dei devoti ignoranti vanno così scomparendo le ultime tracce del rito greco e delle pitture del medio evo in Terra d'Otranto ". Così tuonava Cosimo De Giorgi nel 1888 nei suoi Bozzetti di Viaggio, constatando che l'abside della chiesa dell'Assunta di Botrugno, preziosa testimonianza di una preesistente "cappella di rito greco" interamente affrescata e intitolata a San Nicola di Mira, fosse stata sottratta alla vista con vaste scialbature e con un simulacro in cartapesta del Cristo morto. Insomma, il De Giorgi intuiva il pericolo che la costruzione potesse condividere il destino riservato ad altre chiese del Salento che, nel corso dell'Ottocento, svuotate degli arredi e private dell'originaria veste decorativa, avevano smarrito gradualmente memoria delle origini e del glorioso patrimonio culturale di tradizione bizantina. Quando lo studioso visitò la chiesa dell'Assunta riteneva che gli affreschi del XIV secolo campiti nell'abside, o quanto di essi restava in luce sotto a scialbature e ad aggiornamenti iconografici, potessero suddividersi in tre compartimenti verticali.
