Castelvecchi: RX
Tutti i libri della collana RX
La banda larga. Opportunità e pericoli dell'Italia digitale
Maurizio M. Dècina
editore: Castelvecchi
pagine: 140
L'Italia è agli ultimi posti in Europa per penetrazione di banda, digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e sviluppo di applicazioni a supporto dei settori chiave dell'economia, tra le ultimissime posizioni nel mondo per qualità di banda. Cosa si nasconde dietro a questa situazione che ostacola l'innovazione e la crescita? In questo saggio vengono ricostruite le tappe fondamentali dell'evoluzione del settore dagli anni Novanta ad oggi, passando per la vicenda Telecom, fino all'attuale ordine del giorno del governo sui finanziamenti per la banda larga. Con una serrata analisi dei dati e senza dimenticare i pericoli della rete - dalla libertà vigilata alla disoccupazione tecnologica, dalle cybervalute fino ai danni sulla salute umana - l'analisi di Maurizio Matteo Decina, tecnica e rigorosa, disegna i possibili scenari della nostra futura comunicazione tecnologica.
Nella città dolente. Mezzo secolo di scempi, condoni e signori del cemento. Dalla sconfitta di Fiorentino Sullo a Silvio Berlusconi
Vezio De Lucia
editore: Castelvecchi
pagine: 230
Il 13 aprile del 1963 segna il punto di non ritorno nella svendita dell'Italia a costruttori e palazzinari: quel giorno «Il Popolo», quotidiano ufficiale della Dc, scrive che nello schema di nuova legge urbanistica presentato dal ministro dei Lavori pubblici Fiorentino Sullo (basato sull'esproprio delle aree edificabili) non era «in alcun modo impegnata la responsabilità della Democrazia cristiana». Svanì così - con la netta stroncatura da parte dello stesso partito di Sullo - la possibilità di sottrarre le nostre città alla violenza della speculazione fondiaria che aveva avuto il via libera alla fine della seconda guerra mondiale. A dare carattere definitivo alla sconfitta contribuì il tentativo di colpo di Stato dell'estate del 1964 (il cosiddetto Piano Solo) ordito dalla Presidenza della Repubblica e da ambienti politici e padronali atterriti dalla proposta di riforma urbanistica. Decenni di storia e cronache dei «signori» del cemento armato, di paesaggi devastati, alluvioni, terremoti e tanta incompetenza. Da Milano ad Agrigento, da Napoli a Roma, da Venezia all'Aquila, da Taranto a Sesto San Giovanni. Anche se non sono mancati politici, amministratori e tecnici che hanno dato luce a speranze di cambiamento. Ma il declino inesorabile, secondo De Lucia, è cominciato dopo gli anni Ottanta con l'affermazione del pensiero unico neoliberista che ha quasi del tutto azzerato l'urbanistica. Un libro duro, una nitida fotografia di un'Italia svenduta al partito del cemento ma che consegna anche una proposta politica per arrestare il degrado.
Toxicitaly. Ecomafie e capitalismo: gli affari sporchi all'ombra del progresso
Antonio Pergolizzi
editore: Castelvecchi
pagine: 186
Sono stati armati e coccolati dall'intera classe dirigente di questo paese. I "mercanti di veleni" sono una costola del capitalismo. O meglio, ne sono stati la premessa. Sono il tratto tipico dell'economia criminale, sono delinquenti ma anche imprenditori spavaldi e pronti a tutto, conoscono le leggi e le sanno violare, frequentano i salotti della politica con i suoi ammiccamenti, conoscono i paesi con le loro strade, chi comanda e chi soggiace, le discariche da usare e riusare, le campagne da violentare, fiumi, torrenti, cave e semplici terreni da avvelenare e maledire. Hanno come paravento aziende e inestricabili intrecci societari. Come moderni carovanieri riempiono camion e camion, attraversando in lungo e in largo la penisola. Come i trafficanti di droga seminano morte, ma non fanno notizia, non creano allarme sociale. Quella di Antonio Pergolizzi è un'inchiesta a tutto tondo che parte da lontano, ovvero da quando colpevoli scelte politiche e industriali hanno lasciato per decenni l'Italia in una sorta di limbo dove non c'erano leggi e, quando c'erano, non si applicavano. In questo limbo si sono create le condizioni ideali per favorire il mercato illegale e il business delle ecomafie.
La Roma di Petroselli. Il sindaco più amato e il sogno spezzato di una città per tutti
Ella Baffoni , Vezio De Luca
editore: Castelvecchi
pagine: 192
La costruzione dei quartieri popolari, il Progetto Fori, la consacrazione dell'estate romana e la metropolitana che unisce il centro con le borgate: il ritratto del politico che in soli due anni ha trasformato la Capitale. Il 7 ottobre del 1981 scompare Luigi Petroselli: il sindaco di Roma "morto sul lavoro come un edile", per citare le parole dei giornali del tempo. I suoi funerali diventano un evento senza precedenti. Vi partecipano politici e personaggi di spicco, tra cui il primo cittadino di Parigi, il conservatore Jaques Chirac, nonostante un'idea di città completamente differente. Petroselli vuole unificare il centro storico alle periferie, dove vive confinata un'umanità usata solo come forza lavoro. Così, infatti, erano in quegli anni le borgate della Capitale, paragonabili agli slum delle metropoli del Terzo mondo. Il sindaco "umile" lotta per ridare dignità e diritti a un'intera città. In soli due anni rivoluziona il tessuto urbano: con l'Estate romana riporta in piazza i cittadini impauriti dagli Anni di Piombo, avvia i nuovi lavori della metropolitana, parte con la costruzione dei quartieri popolari e progetta la chiusura di via dei Fori imperiali, per restituirla alla storia riallacciandola al parco dell'Appia antica. È un infarto a spezzare il suo sogno di città ideale. Ella Baffoni, giornalista de "l'Unità", e Vezio De Lucia, tra i massimi urbanisti italiani, ricostruiscono la figura e l'operato di Petroselli a trent'anni dalla sua morte.
Veleni in paradiso. La sindrome di Quirra e le polveri di morte che minacciano la Sardegna
Ottavio Pirelli
editore: Castelvecchi
pagine: 126
Le persone si ammalano di leucemia, gli animali nascono con delle malformazioni. Siamo nel territorio adiacente al Poligono del Salto di Quirra, nella Sardegna Sud Orientale. Costruito nel 1956, è il più grande d'Europa, il fiore all'occhiello delle Forze Armate italiane. A gennaio di quest'anno, di fronte a un preoccupante aumento di casi di tumore riscontrati nella popolazione locale, la Procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta. I primi risultati gettano inquietanti ombre sulle attività militari. Gravi indizi hanno spinto il magistrato Domenico Fiordalisi a ordinare la riesumazione delle salme dei pastori morti nella zona. Un supertestimone dice che nell'area è stato sperimentato alla fine degli anni Ottanta un missile con testata di guerra all'uranio impoverito. Quella di Ottavio Pirelli è un'inchiesta che cerca di far luce su dieci anni di accuse e smentite, denunce e mezze verità sulla cosiddetta "Sindrome di Quirra". Quali veleni minacciano il "paradiso" del Mediterraneo? E, soprattutto, quali conseguenze rischiano gli abitanti di quella porzione dell'isola? Un'indagine tra i segreti della base militare, che scioglie alcuni misteri troppe volte insabbiati per una serie di interessi che gravitano intorno al poligono.
Toxicitaly. Ecomafie e capitalismo: gli affari sporchi all'ombra del progresso
Antonio Pergolizzi
editore: Castelvecchi
pagine: 192
Sono stati armati e coccolati dall'intera classe dirigente di questo paese. I "mercanti di veleni" sono una costola del capitalismo. O meglio, ne sono stati la premessa. Sono il tratto tipico dell'economia criminale, sono delinquenti ma anche imprenditori spavaldi e pronti a tutto, conoscono le leggi e le sanno violare, frequentano i salotti della politica con i suoi ammiccamenti, conoscono i paesi con le loro strade, chi comanda e chi soggiace, le discariche da usare e riusare, le campagne da violentare, fiumi, torrenti, cave e semplici terreni da avvelenare e maledire. Hanno come paravento aziende e inestricabili intrecci societari. Come moderni carovanieri riempiono camion e camion, attraversando in lungo e in largo la penisola. Come i trafficanti di droga seminano morte, ma non fanno notizia, non creano allarme sociale. Quella di Antonio Pergolizzi è un'inchiesta a tutto tondo che parte da lontano, ovvero da quando colpevoli scelte politiche e industriali hanno lasciato per decenni l'Italia in una sorta di limbo dove non c'erano leggi e, quando c'erano, non si applicavano. In questo limbo si sono create le condizioni ideali per favorire il mercato illegale e il business delle ecomafie.
Roma come Napoli. Il malaffare di politica e signori della monnezza che mette in ginocchio il Lazio e la capitale
Manuele Bonaccorsi
,
Ylenia Sina
e altri
editore: Castelvecchi
pagine: 126
Roma come Napoli? Se si parla di rifiuti, le analogie non mancano. A partire dalla logica dell'emergenza, gestita nel tempo dai diversi schieramenti politici: incapaci di assumersi responsabilità ma bravissimi ad alimentare clientele e spartizioni. In Campania, scendendo a patti con i monopolisti locali, spesso imprenditori al servizio dei clan. Nel Lazio, affidandosi al solo e potente monopolista locale - l'avvocato Manlio Cerroni - lontano dagli ambienti del crimine organizzato ma unica ancora di salvataggio per milioni di cittadini. Proprio come Napoli e il resto della regione campana, Roma e il territorio laziale hanno già vissuto anni di commissariamento, dal 1999 al 2008, e ora sono ripiombati in pieno allarme con la paura di un disastro come quello partenopeo. L'unica differenza tra le due metropoli, in questi anni, è stata Malagrotta, la mega discarica alle porte della città. E il ruolo giocato dal suo proprietario, Manlio Cerroni, appunto, che ha garantito tre decenni di tranquilla e redditizia convivenza con il pattume. Ma ora Malagrotta è prossima alla chiusura, a fine giugno del 2012 i suoi cancelli verranno definitivamente serrati e gli scenari sono difficili da prevedere. L'inchiesta ricostruisce tutti i passaggi che hanno trascinato Roma sull'orlo dell'emergenza. Attraverso documenti, interviste e atti della magistratura in queste pagine si delinea un quadro inquietante che coinvolge molti protagonisti delle istituzioni e della scena pubblica.
