Argo: Biblioteca di antropologia medica
Tutti i libri della collana Biblioteca di antropologia medica
La divinità che cura. Percorsi di salute e malattia nel candomblé di Bahia
Andrea Caprara
editore: Argo
pagine: 157
La divinità che cura presenta i risultati di una ricerca etnografica svoltasi nella città di Bahia (Brasile) e focalizza il significato che la malattia acquista in tale contesto nonché il rapporto tra l'individuo, le divinità del candomblé e gli spazi terapeutici. Centrale è la ricostruzione delle reti che collegano tra loro le esperienze personali, la natura organica della malattia, la dimensione spirituale e religiosa connessa al contesto sociale della cultura afro-bahiana. Attraverso l'esame dei miti, della tradizione orale e dei rituali collettivi viene delineata, in particolare, la figura di Omolu, considerato a Bahia come la divinità del candomblé legata a tutte le malattie della pelle, a quelle contagiose, all'epilessia, al tema della morte e quindi agli spiriti degli antenati. È una divinità sempre presente non solo per il suo rapporto diretto con la salute e la malattia ma anche per le sue molteplici dimensioni simboliche, i suoi rapporti analogici, i diversi elementi sincretici, i continui giochi di inversione.
Santi, demoni, giocatori. Una etnografia delle pratiche di salute mentale
Massimiliano Minelli
editore: Argo
pagine: 320
A luna calante. Vitalità e prospettive della medicina tradizionale in Sardegna
Nando Cossu
editore: Argo
pagine: 259
L'opera raccoglie gli esiti di una ricerca pluriennale, condotta in tutte le province della Sardegna, sui guaritori tradizionali e sulla loro pratica terapeutica. Emergono in modo esemplare i tratti della medicina popolare sarda rispetto a guaritori, fruitori ed aree d'intervento. Per il palese intreccio con la storia stessa del popolo sardo e delle sue tradizioni, questo volume interessa tutti gli appassionati di tematiche folcloriche e popolari, ben al di là della ristretta cerchia degli specialisti di antropologia medica. Nando Cossu è insegnante di Lettere ad Ales ed è impegnato da anni in una estesa ricerca sui guaritori e sulle pratiche terapeutiche tradizionali.
Le politiche della cura. Terapie, potere e tradizione nel Ghana contemporaneo
Pino Schirripa
editore: Argo
pagine: 196
Dal Ghana postcoloniale al Ghana contemporeaneo, l'autore presenta i sistemi medici plurali, nel contesto dell'antropologia del mutamento in Africa. Il volume s'indirizza ai lettori di antropologia medica e di tematiche africane, in particolare a coloro che seguono i recenti sviluppi storici dei paesi centrafricani. Pino Schirripa è ricercatore a contratto presso l'università La Sapienza di Roma ed è membro del SIAM (Società italiana di Antropologia medica). Il volume nasce da una serie di lavori sul campo condotti in Ghana.
Ripensare la malattia. Dall'etnomedicina all'antropologia medica e alla psichiatria culturale della Harvard Medical School
Antonella Crudo
editore: Argo
pagine: 219
Il libro analizza i contributi più significativi della storia dell'antropologia medica negli Stati Uniti. A partire da contesti non occidentali, l'antropologia medica nordamericana si è via via occupata dell'impatto della globalizzazione sulla salute a livello internazionale, dell'intensificarsi dei problemi sociali e di salute mentale, delle biotecnologie, della violenza, delle guerre, della bioetica, sviluppando una critica esplicita al ruolo egemonico della biomedicina e alla burocrazia che pervade la sanità pubblica e manifestando, al contrario, l'interesse verso la medicina come "pratica morale", più vicina ai problemi esistenziali della gente che soffre.
I poteri del taumaturgo. Antropologia medica del corpus agiografico di una comunità medievale. (Orvieto, secc. XII-XIV)
Enrico Petrangeli
editore: Argo
pagine: 239
Un antropologo si sposta per le sue ricerche normalmente in luoghi esotici. Ma può anche decidere di spostarsi all'indietro nel tempo. Per esempio nei secoli del Basso medioevo, l'età gloriosa dei liberi comuni, e in una città dell'Italia centrale, Qrvieto. Se l'antropologo utilizza gli strumenti dell'antropologia medica, può individuare nuove dimensioni di significato per aspetti della vita sociale come le storie dei santi, per esempio. E il santo taumaturgo diventa così un vero e proprio "dispositivo culturale" a presidio della salute/salvezza e a difesa dalla malattia/condanna: mediatore tra biologico e sociale, consente di mettere in luce concretamente gli intrecci tra potere, forme della pratica religioso-devozion e identità urbana.
