Libri di Giuseppe Craparo
Biografia e opere di Giuseppe Craparo
Teoria e clinica del trauma dissociativo
Giuseppe Craparo
editore: Giunti Editore
pagine: 192
Teoria e clinica del trauma dissociativo accompagna il lettore in un percorso che intreccia psicoanalisi, neuroscienze affetti
Lo sviluppo della psicopatia. Un approccio psicodinamico
Giuseppe Craparo
,
Silvestro Lo Cascio
e altri
editore: Il Mulino
pagine: 240
Affascinanti, manipolatori, capaci di sedurre e dominare senza provare empatia o rimorso, gli psicopatici infrangono regole e
Menti che si svelano. Caratteristiche e funzioni della self-disclosure dell'analista
Giuseppe Craparo
editore: Franco Angeli
pagine: 180
È utile per il paziente che l'analista sveli aspetti della propria vita, i propri pensieri, sentimenti, motivazioni, fantasie,
Psicoanalisi online
Giuseppe Craparo
editore: Carocci
pagine: 144
Partendo da un'analisi psicologica delle caratteristiche del mondo digitale e della Rete, il libro risponde ad alcune domande che si sono imposte nell'attuale dibattito sul trattamento a distanza: possiamo continuare a chiamare psicoanalisi una terapia svolta mediante videochiamata? Quali sono i limiti e i punti di forza di un lavoro del genere? Quali sono le peculiarità di un setting analitico online, e le sue differenze rispetto a un setting offline? Si può sviluppare un transfert in una terapia tecnomediata? È possibile trattare online tutti i disturbi mentali?
Inconscio non rimosso. Riflessioni per una nuova prassi clinica
Giuseppe Craparo
editore: Franco Angeli
pagine: 140
Formulato per la prima volta da Sigmund Freud (ma dallo stesso non preso in debita considerazione), l'inconscio non rimosso, g
Mafia e psicopatologia. Crimini, vittime e storie di straordinaria follia
Girolamo Lo Verso
,
Giuseppe Craparo
e altri
editore: Franco Angeli
pagine: 188
La mafia è un'organizzazione psicopatologica oppure no? Ancor prima di rispondere a questa domanda, è necessario interrogarsi
L'enactment nella relazione terapeutica. Caratteristiche e funzioni
Giuseppe Craparo
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 109
Partendo da una rassegna aggiornata della letteratura psicoanalitica, che mette a confronto la concezione dell'enactment nel m
Inconsci, coscienza e desiderio. L'incertezza in psicoanalisi
Giuseppe Craparo
editore: Carocci
pagine: 102
Cosa qualifica la pratica psicoanalitica rispetto alle altre psicoterapie? La risposta dell'autore è che la psicoanalisi si caratterizza per essere una pratica dell'incertezza. Diversamente dal senso comune, nel volume l'incertezza viene declinata positivamente come ciò a cui dovrebbe "tendere" una pratica che si richiami alla singolarità del paziente, a una concezione del sintomo quale narrazione da interrogare, ma soprattutto al ruolo degli inconsci (non rimosso e rimosso). Particolare attenzione viene riservata proprio alla distinzione fra il cosiddetto inconscio rimosso, linguistico, sede di contenuti che sono andati incontro all'elaborazione simbolica, e l'inconscio non rimosso, presimbolico. Il rimando ai due inconsci porta l'autore a considerare la teoria psicoanalitica non più centrata sull'inconscio ma sugli inconsci: un cambio di vertice che risulta vantaggioso per la comprensione delle psicopatologie non nevrotiche (come, ad esempio, le psicosi), in cui si ravvisano compromissioni strutturali dei due inconsci. In questi casi, la psicoanalisi, intesa come pratica dell'incertezza, consisterebbe in un lavoro di co-costruzione degli inconsci attraverso una relazione che non punti a mettere in campo interventi correttivi precostituiti, ma a promuovere processi trasformativi favoriti dall'ascolto desiderante, da parte dell'analista, della parola del paziente. Prefazione di Domenico Cosenza.
STALKER Psicopatologia del molestatore assillante
Adriano Schimmenti
,
Giorgio Stefano Manzi
e altri
editore: Giovanni Fioriti Editore
pagine: 161
Il testo delinea, da una prospettiva psicodinamica, alcune caratteristiche personologiche dello stalker, come ad esempio: la presenza di una particolare impulsività che lo rende incapace di resistere all'urgenza di entrare in contatto con la vittima (o meglio, con il surrogato di una relazione con la vittima) nonostante la consapevolezza che questa condotta non sia gradita alla vittima stessa, o sia da essa esplicitamente temuta; una ridotta capacità di mentalizzazione che gli impedisce di prendere coscienza dei contenuti mentali della vittima, rimanendo così all'oscuro delle sensazioni che la sua condotta genera nella vittima, ma anche al riparo dalla percezione della sofferenza della vittima - questa caratteristica non è tuttavia necessaria per giustificare la condotta di stalking se teniamo conto della presenza di impulsività. Per gli autori, questi tratti di personalità qualificano un particolare assetto psicopatologico che porta a definire il comportamento di stalking come una "dipendenza relazionale" per nulla diversa, se non nelle caratteristiche peculiari della condotta, dai numerosi altri tipi di dipendenza già noti. Lo stalker agirebbe la condotta di stalking in relazione ad una vittima ma, principalmente, in relazione alla relazione stessa: la vittima sarebbe perciò in qualche modo un mezzo e non un fine del comportamento persecutorio.
Il disturbo post-traumatico da stress
Giuseppe Craparo
editore: Carocci
pagine: 142
Catastrofi naturali, incidenti, lutti, violenze fisiche, abusi sessuali sono esempi di eventi traumatici che mettono a dura prova la capacità soggettiva di gestione e di resilienza, soprattutto quando a essere a rischio è l'incolumità psicofisica della vittima. Ma perché, di fronte a un evento oggettivamente stressante, alcuni sviluppano una sindrome post-traumatica e altri no? Da cosa dipende l'eventuale "vulnerabilità"? Il volume raccoglie riflessioni teoriche e dati di ricerca sul disturbo post-traumatico da stress secondo un approccio evolutivo-relazionale.
