Libri di Adriano Schimmenti | Libreria Cortina dal 1946
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Libri di Adriano Schimmenti

Psicodinamica del serial killer

Adriano Schimmenti, Gianluca Santoro
e altri

editore: Giovanni Fioriti Editore

Chi è il serial killer? Quali sono le ragioni per cui uccide? E come fa a nascondere i comportamenti che mette in atto dietro una maschera di apparente normalità? Il libro offre una risposta a queste e a molte altre domande, esaminando in modo accurato e accessibile a tutti la psicologia del serial killer e i principali fattori che contribuiscono alla sua genesi. Ricco di esemplificazioni tratte da reali casi di cronaca e dagli studi scientifici condotti sugli assassini seriali, il libro accompagna il lettore in un perturbante viaggio verso la comprensione dell’oscura mente del serial killer e ne tratteggia in modo unico il suo profilo psicologico.PresentazioneQuesto volume si prefigge di esaminare il funzionamento mentale e i comportamenti dei serial killer attraverso le prospettive teoriche ed esplicative della psicologia dinamica. A fondamento di tale disciplina si collocano due assunti. Il primo assunto riguarda il fatto che esiste un inconscio, ovvero un sistema implicito di registrazione ed elaborazione delle esperienze che opera al di fuori della consapevolezza e che racchiude, tra le altre cose, i tratti temperamentali, le spinte motivazionali, i modelli di codifica e simbolizzazione degli stati emotivi, le strutture che formano e ridefiniscono le rappresentazioni interne delle relazioni con gli altri e i meccanismi che consentono di difendersi dalla sofferenza psichica. Il secondo assunto è che le attività psichiche dell’inconscio entrano dinamicamente in relazione e in conflitto tra di loro, orientando in modo inconsapevole le cognizioni degli individui e il loro comportamento. È attraverso questa lente di osservazione che sono esaminate le storie di vita di numerosi assassini seriali e sono approfondite le ragioni psicologiche che li hanno condotti a commettere i loro atti scellerati.È attraverso questa lente di osservazione che sono esaminate le storie di vita di numerosi assassini seriali e sono approfondite le ragioni psicologiche che li hanno condotti a commettere i loro atti scellerati. Si tratta pertanto di un volume di particolare interesse per i professionisti nel campo della psicologia clinica, della psicopatologia forense e della criminologia, ma il peculiare sforzo di chiarificazione compiuto dagli autori rende i concetti esposti di facile comprensione per qualunque lettore interessato, consentendogli così di riconoscere gli orribili fantasmi della traumatizzazione, della perversione, della solitudine e del sadismo che si agitano nel mondo interno di questi spietati assassini.
16,00 15,20

STALKER Psicopatologia del molestatore assillante

Adriano Schimmenti, Giorgio Stefano Manzi
e altri

editore: Giovanni Fioriti Editore

pagine: 161

Il testo delinea, da una prospettiva psicodinamica, alcune caratteristiche personologiche dello stalker, come ad esempio: la presenza di una particolare impulsività che lo rende incapace di resistere all'urgenza di entrare in contatto con la vittima (o meglio, con il surrogato di una relazione con la vittima) nonostante la consapevolezza che questa condotta non sia gradita alla vittima stessa, o sia da essa esplicitamente temuta; una ridotta capacità di mentalizzazione che gli impedisce di prendere coscienza dei contenuti mentali della vittima, rimanendo così all'oscuro delle sensazioni che la sua condotta genera nella vittima, ma anche al riparo dalla percezione della sofferenza della vittima - questa caratteristica non è tuttavia necessaria per giustificare la condotta di stalking se teniamo conto della presenza di impulsività. Per gli autori, questi tratti di personalità qualificano un particolare assetto psicopatologico che porta a definire il comportamento di stalking come una "dipendenza relazionale" per nulla diversa, se non nelle caratteristiche peculiari della condotta, dai numerosi altri tipi di dipendenza già noti. Lo stalker agirebbe la condotta di stalking in relazione ad una vittima ma, principalmente, in relazione alla relazione stessa: la vittima sarebbe perciò in qualche modo un mezzo e non un fine del comportamento persecutorio.
20,00 19,00

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