Libri di Rosalia Vittorini
Biografia e opere di Rosalia Vittorini
Il Tevere e il Giubileo. Il fiume come via giubilare da San Pietro a San Paolo Fuori le Mura
Rosario Pavia
,
Rosalia Vittorini
e altri
editore: Gangemi Editore
pagine: 144
Quando nel 1300 fu istituito il primo Giubileo, Roma era già, e da tempo, una meta di pellegrinaggi
Lo Stadio Flaminio di Pier Luigi Nervi e Antonio Nervi
Rosalia Vittorini , Rinaldo Capomolla
editore: Gangemi Editore
pagine: 192
Una ricerca, basata su indagini di archivio e sull'analisi diretta di opere significative, che approfondisce aspetti relativi
Guida ai quartieri romani Ina Casa
Margherita Guccione
,
Rosalia Vittorini
e altri
editore: Gangemi Editore
pagine: 136
Case del Balilla. Architettura e fascismo
Marco Mulazzani
,
Rinaldo Capomolla
e altri
editore: Mondadori Electa
pagine: 263
Nell'ambito della tendenza alla defascistizzazione retroattiva del fascismo, anche il problema del rapporto tra fascismo e architettura ha trovato soluzioni che o hanno negato l'esistenza di una reale connessione ideologica o hanno postulato la discriminazione fra architetti "buoni", cioè moderni, razionalisti, funzionalisti e, pertanto, antifascisti, e architetti "cattivi", cioè tradizionalisti, retorici, pomposi e, pertanto, fascisti. La "buona architettura" del periodo fascista sarebbe stata ideologicamente neutra e il coinvolgimento di molti architetti "buoni" nelle opere del regime sarebbe stato frutto di ingenuità o di un adattamento convenzionale, senza convinzione, ai rituali del regime. Negata l'esistenza di un'architettura fascista, la defascistizzazione retroattiva ha escluso che vi siano stati architetti "buoni" che operarono per dar corpo a una architettura fascista, convinti della funzione sociale dell'architettura come espressione funzionale e simbolica di una collettività creatrice di una nuova civiltà, quale il fascismo, secondo loro, stava creando in Italia attraverso l'esperimento totalitario, al quale aderirono con lucida consapevolezza e attiva partecipazione. I saggi in questo volume oppongono un solido argine alla defascistizzazione retroattiva del fascismo, e per questo il loro interesse storiografico va oltre il campo di indagine dei loro autori.
