Libri di Fabrizio Toppetti
Biografia e opere di Fabrizio Toppetti
Roma in rosso. Itinerari nelle guide del Touring Club Italiano
Fabrizio Toppetti
,
Vincenzo Moschetti
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 144
Roma in rosso è un'indagine sulla città attraverso un secolo di rappresentazioni editoriali, condotta a partire dalle Guide Ro
Dal paesaggio al mondo. Un breviario
Fabrizio Toppetti
editore: Mimesis
pagine: 124
In un'epoca nella quale la pervasività del digitale tende a derealizzare il mondo popolandolo di non-cose, l'ordine terreno, c
Architettura al presente. Moderno contiene contemporaneo
Fabrizio Toppetti
editore: LetteraVentidue
pagine: 168
Lo schiacciamento sul presente, proprio del nostro tempo, rende disponibili i materiali del passato per nuove significazioni e
Roma e l'Appia. Rovine utopia progetto
Fabrizio Toppetti , A. Capuano
editore: Quodlibet
pagine: 444
L'area storico-naturalistica dell'Appia Antica, su cui si dibatte da quasi due secoli, costituisce una sfida importante per il
Il parco e la città. Il territorio storico dell'Appia nel futuro di Roma. Ediz. italiana e inglese
Alessandra Capuano
,
Orazio Carpenzano
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 297
Il grandioso obiettivo di preservare nel tempo il patrimonio dell'Appia si è costantemente scontrato, sin dai primi tentativi d'epoca napoleonica, con gli ostacoli rappresentati dall'oneroso impegno finanziario e dall'enorme quantità di interessi speculativi che insistono sulla zona. La costituzione del Parco Regionale, grazie anche alle battaglie condotte negli anni Ottanta da Antonio Cederna, ha rappresentato sì un punto di svolta nella gestione del problema e nella lotta all'abusivismo, ma una soluzione definitiva è ancora lontana. Il Parco dell'Appia, infatti, presenta innumerevoli anomalie, fra le quali l'essere costituito per l'85 % da territorio privato, che rendono più complicata, al momento, l'auspicata possibilità di poterne usufruirne come bene pubblico. Il volume affronta la necessità di un radicale ripensamento, che parta da azioni sinergiche all'interno dei vari aspetti che di solito vengono trattati settorialmente: la conservazione e l'utilizzo dei beni culturali e dell'ambiente, il traffico, l'espansione urbana, la protezione delle aree agricole, il problema dell'abusivismo. Uno sforzo congiunto che architetti, paesaggisti, urbanisti e archeologi, assieme a studenti e a rappresentanti della società civile, hanno profuso nel progettare soluzioni organiche e sostenibili in difesa di uno dei più straordinari patrimoni storico-naturali del mondo intero.
Non è un paese per architetti. Quattro storie di progetti per lo spazio pubblico in Italia
Fabrizio Toppetti
editore: Prospettive Edizioni
pagine: 116
"Sono due, oggi, le ragioni che rendono il progetto dello spazio pubblico il tema più difficile che possa affrontare un architetto italiano. La prima riguarda lo smisurato allargamento della partecipazione democratica al dibattito sulle scelte "non specialistiche" degli spazi (comuni) urbani: sul tema sociale per eccellenza, tutti possono intervenire, proporre, manifestare il loro consenso o, più frequentemente, una feroce e confusa opposizione. La seconda, causa e effetto della prima, riguarda il cambiamento radicale dello statuto e della dimensione fisica dello spazio pubblico nel passaggio dal moderno alla contemporaneità: da luogo dell'autorappresentazione celebrativa della visione egemone della collettività, delle "adunate oceaniche" politiche, celebrative, religiose, e commerciali auspicate dalla società del XIX e della prima metà del XX secolo, a luoghi intimi e articolati della condivisione per piccoli numeri del contemporaneo". (Aldo Aymonino)
