Libri di A. Segrè
Biografia e opere di A. Segrè
Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo. Quando, cosa e perché. I rapporti dell'Osservatorio Waste Watcher International 2022-2023
a cura di A. Segrè , E. Risso
editore: Castelvecchi
pagine: 120
La riduzione dello spreco alimentare, soprattutto a seguito delle conseguenze economiche della pandemia e delle difficoltà d'a
Il libro verde dello spreco in Italia: l'energia
a cura di A. Segrè , M. Vittuari
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 238
Quando consideriamo gli sprechi di energia, alla maggior parte di noi vengono in mente lo standby degli elettrodomestici o le lampadine a basso consumo. In pochi pensano al cibo come possibile causa di inefficienze. In realtà, il settore agroalimentare consuma e spreca enormi quantità di energia, anche per smaltire quegli scarti che con tanta indifferenza prendiamo dalla tavola e buttiamo nella pattumiera. Sistemi agroalimentari virtuosi potrebbero quindi contribuire a un utilizzo più sostenibile dell'energia, attraverso il recupero degli sprechi alimentari, la sensibilizzazione verso scelte di consumo più responsabili e l'impiego dei residui agricoli come fonti di energia. Dopo il "Libro nero dello spreco in Italia: il cibo" (2010) e il "Libro blu dello spreco in Italia: l'acqua" (2011), il gruppo di ricerca di Last Minute Market, guidato da Andrea Segrè, presenta un altro tassello di quella che potrebbe essere una strategia per contribuire a rendere energeticamente efficiente il nostro paese.
Il libro blu dello spreco in Italia: l'acqua
a cura di A. Segrè , L. Falasconi
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 201
Ogni giorno utilizziamo grandi quantità di acqua per bere, cucinare e lavare, ma quella che impieghiamo, in modo indiretto, per produrre il cibo di cui ci nutriamo è molta di più. Dietro ai pasti che consumiamo quotidianamente ci sono enormi quantità di acqua: circa 3.600 litri per un'alimentazione a base di carne e 2.300 litri per una dieta vegetariana. Fino a quando il cibo che produciamo serve per sfamarci, tutto - o quasi - può trovare una giustificazione, ma possiamo dire la stessa cosa quando utilizziamo acqua per produrre cibo che, per mere ragioni commerciali, non raggiungerà mai la nostra tavola? Buttare via 200 grammi di carne rossa equivale a sprecare 3.000 litri di acqua che sono stati impiegati principalmente per nutrire l'animale; gettare una tazzina di caffè è come buttare in pattumiera 140 litri di acqua. Un vero spreco nello spreco. "Il libro blu dello spreco in Italia: l'acqua", rapporto a cura di Last Minute Market realizzato nell'ambito della campagna "Un anno contro lo spreco", propone un'analisi documentata, dettagliata e aggiornata per fare chiarezza e spronarci a cambiare i nostri stili di vita e di consumo.
Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo
a cura di A. Segrè , L. Falasconi
editore: Edizioni Ambiente
pagine: 124
Dal 1974 a oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%. II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato. In Gran Bretagna si buttano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile, per un costo annuale di 10 miliardi di sterline. In Svezia in media ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato. E in Italia, ogni anno, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l'intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire di 44.472.914 abitanti. Lo spreco alimentare è stato per troppo tempo sottostimato, poco indagato e poco documentato. Solo negli ultimi anni, complici la persistente crisi economica globale e il crescente allarme per il cambiamento climatico, si è acuita l'attenzione per questo problema. Lo scopo de "Il libro nero sullo spreco in Italia: il cibo", il rapporto curato da Last Minute Market nell'ambito della campagna "Un anno contro lo spreco 2010", è quello di analizzare la filiera agroalimentare ed elaborare una stima degli sprechi e una valutazione delle conseguenze economiche, ambientali, nutrizionali e sociali generate dalla gestione delle eccedenze. Risultato? Consumare meno, ma soprattutto meglio, è possibile, basta volerlo.
