Libri di A. Sanna
Biografia e opere di A. Sanna
Baj. Libri in libertà
a cura di
M. Zetti
,
A. Sanna
M. Tavola
e altri
editore: Scalpendi
pagine: 240
Catalogo della mostra (Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 3 maggio-6 luglio 2024)
Il capitale territoriale. Misure e progetti per le aree interne della Sardegna
a cura di A. Cecchini , A. Sanna
editore: Franco Angeli
pagine: 208
Le aree interne non sono solo all'interno, come le periferie non sono solo ai bordi, e, come le periferie, non sono tutte ugua
Modern urban heritage. Experiences and reflections for the Twentieth-Century city
a cura di G. Peghin , A. Sanna
editore: Allemandi
pagine: 296
Carbonia esiste come città grazie a un'immensa miniera di carbone, la più grande d'Italia e una delle maggiori d'Europa, una macchina di progresso poi caduta in un oblio doloroso con la crisi del settore minerario. Ma questa company town novecentesca ha saputo crearsi un nuovo futuro, utilizzando le proprie radici come contenitore di nuove immaginazioni. Il progetto di riqualificazione ha saputo mettere in gioco la comunità, il patrimonio urbano, la memoria del lavoro, le archeologie industriali dell'intero bacino carbonifero, con il loro potente impatto visivo e simbolico, evidenziando un paesaggio moderno di portata internazionale, come dimostra il riconoscimento che Carbonia ha ricevuto con il Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa 2010-2011. A partire dal caso di Carbonia e da altre significative esperienze di restauro del moderno (Ivrea, Lione, Crespi d'Adda, Schio), il volume presenta una riflessione sulla città del Novecento, soffermandosi sulla tematica della tutela e sul ruolo delle istituzioni e delle politiche culturali nel percorso di riconoscimento dei patrimoni moderni. Ribaltando un giudizio spesso negativo verso i beni architettonici e urbanistici del secolo scorso, prova a spostare il punto di osservazione dai monumenti intesi in senso tradizionale ai tessuti urbani e sociali.
Il patrimonio urbano moderno. Esperienze e riflessioni per la città del Novecento
a cura di G. Peghin , A. Sanna
editore: Allemandi
pagine: 292
Carbonia esiste come città grazie a un'immensa miniera di carbone, la più grande d'Italia e una delle maggiori d'Europa, una macchina di progresso poi caduta in un oblio doloroso con la crisi del settore minerario. Ma questa company town novecentesca ha saputo crearsi un nuovo futuro, utilizzando le proprie radici come contenitore di nuove immaginazioni. Il progetto di riqualificazione ha saputo mettere in gioco la comunità, il patrimonio urbano, la memoria del lavoro, le archeologie industriali dell'intero bacino carbonifero, con il loro potente impatto visivo e simbolico, evidenziando un paesaggio moderno di portata internazionale, come dimostra il riconoscimento che Carbonia ha ricevuto con il Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa 2010-2011. A partire dal caso di Carbonia e da altre significative esperienze di restauro del moderno (Ivrea, Lione, Crespi d'Adda, Schio), il volume presenta una riflessione sulla città del Novecento, soffermandosi sulla tematica della tutela e sul ruolo delle istituzioni e delle politiche culturali nel percorso di riconoscimento dei patrimoni moderni. Ribaltando un giudizio spesso negativo verso i beni architettonici e urbanistici del secolo scorso, prova a spostare il punto di osservazione dai monumenti intesi in senso tradizionale ai tessuti urbani e sociali.
Atlante delle culture costruttive della Sardegna
a cura di A. Sanna , G. G. Ortu
editore: DEI
pagine: 182
L'Atlante si articola in due tomi: nel primo - "Le Geografie dell'abitare" in Sardegna - si ricostruiscono i principali profili del rapporto tra spazio e società, con una ampia ricognizione sulla complessità dei rapporti tra territori, comunità e istituzioni integrata da un profilo antropologico delle relazioni tra spazio abitato e spazio della produzione. Questi profili storico-antropologici inquadrano le culture della costruzione dello spazio abitato, dalla scala dell'insediamento a quella dell'oggetto architettonico e dell'elemento di fabbrica, sino al dettaglio dei saperi realizzativi ed alla nomenclatura storica dei materiali e dei procedimenti costruttivi, il tutto articolato rispetto alle differenti regioni storiche; nel secondo - gli "Approfondimenti" - si discutono i fondamenti dell'approccio al recupero del costruito storico, sia in termini culturali sia in riferimento alle più avanzate tecnologie di diagnostica del degrado; inoltre, vengono approfondite questioni come la datazione degli insediamenti storici regionali o il rapporto in essi riscontrabile tra elementi autoctoni e contaminazioni.
Atlante delle culture costruttive della Sardegna
a cura di A. Sanna , G. G. Ortu
editore: DEI
pagine: 350
L'Atlante si articola in due tomi: nel primo - "Le Geografie dell'abitare" in Sardegna - si ricostruiscono i principali profili del rapporto tra spazio e società, con una ampia ricognizione sulla complessità dei rapporti tra territori, comunità e istituzioni integrata da un profilo antropologico delle relazioni tra spazio abitato e spazio della produzione. Questi profili storico-antropologici inquadrano le culture della costruzione dello spazio abitato, dalla scala dell'insediamento a quella dell'oggetto architettonico e dell'elemento di fabbrica, sino al dettaglio dei saperi realizzativi ed alla nomenclatura storica dei materiali e dei procedimenti costruttivi, il tutto articolato rispetto alle differenti regioni storiche; nel secondo - gli "Approfondimenti" - si discutono i fondamenti dell'approccio al recupero del costruito storico, sia in termini culturali sia in riferimento alle più avanzate tecnologie di diagnostica del degrado; inoltre, vengono approfondite questioni come la datazione degli insediamenti storici regionali o il rapporto in essi riscontrabile tra elementi autoctoni e contaminazioni.
Architettura in pietra delle Barbagie, dell'Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie
a cura di A. Sanna , F. Cuboni
editore: DEI
pagine: 417
Il "Manuale del Recupero dell'architettura in pietra delle Barbagie, dell'Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie" interessa sostanzialmente il vasto territorio del massiccio centrale della Sardegna e diventa quindi, per antonomasia, il Manuale della pietra, che pure è un materiale ed un elemento costruttivo comune a tutta l'isola. La cultura costruttiva della pietra, come fattore prevalente, unifica aree anche molto diversificate: in particolare, nelle zone storiche trattate in questo volume, troviamo sia gli ambiti di montagna propriamente detti delle Barbagie e dell'Ogliastra, sia le brevi ma significative piane costiere delle Baronie e della stessa Ogliastra, sia ancora zone collinari di transizione come il Mandrolisai. Vengono ricostruite le complesse articolazioni della cultura abitativa della montagna, ripercorrendo il ruolo della cellula edilizia, non solo come semplice elemento-base della casa, ma anche per rendere vivibili e insediabili i versanti in forte pendio; nello stesso tempo mostra come, soprattutto nelle aree di pianura e collinari, la casa a corte, in una versione più compatta, possa coesistere con il tipo "a cellule" arrivando talvolta a sostituirlo. (Presentazione di Francesco Giovanetti)
Il Sulcis e l'Iglesiente. L'edilizia diffusa e i paesi
a cura di A. Sanna
editore: DEI
pagine: 283
"Il manuale del recupero del Sulcis e dell'Iglesiente, l'edilizia diffusa e i paesi", riguarda quei territori del sud ovest della Sardegna caratterizzati da una cultura insediativa del tutto peculiare: l'habitat minerario per eccellenza, che si è intrecciato da un lato con uno stratificato sistema di centri di fondazione (il più antico dei quali è proprio Iglesias, il più recente Carbonia) dall'altro con l'insediamento sparso. Il patrimonio di cui il manuale si occupa è dunque prevalentemente un'edilizia relativamente "giovane" pur se costruttivamente pre moderna, i cui primi esemplari risalgono al '700, cioè al periodo nel quale famiglie di pastori e contadini iniziano a stanziarsi nell'area, dando vita a nuclei di case sparse che colonizzeranno in un secolo tutta la regione storica del Sulcis. Si tratta di un'architettura arcaica, elementare, ma di grande suggestione paesaggistica, per la sua immutata capacità di costruire strutture abitative aderenti al terreno e perfettamente integrate nel sistema dei chiusi, dei percorsi murati, del reticolo idrografico e nell'insieme del paesaggio agrario. Il tipo abitativo è fondato su un nucleo murario a cellule, ripetuto e aggregato secondo schemi elementari di addizione e giustapposizione, e costruito quasi indifferentemente con la pietra naturale reperita sul luogo o con i mattoni di terra cruda.
