Libri di A. Di Ciaccia
Biografia e opere di A. Di Ciaccia
Il seminario. Libro IV. La relazione oggettuale 1956-1957
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 464
Testo stabilito da Jacques-Alain Miller
I complessi familiari nella formazione dell'individuo
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 104
Con questo breve testo redatto nel 1936 per la voce "La famiglia" dell'"Encyclopédie francaise" Lacan, partendo dall'inserzione dello stadio dello specchio - il conflitto tra l'Io e il suo doppio idealizzato - nel quadro teorico freudiano, rifonda tutto l'impianto teorico psicoanalitico che ruota intorno al complesso edipico.
Il seminario. Libro XXIII. Il sinthomo 1975-1976. Testo stabilito da Jacques-Alain Miller
Jacques Lacan
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 248
Questo volume presenta il testo del Seminario XXIII, tenuto neI 1975-1976 e redatto come tutti i Seminari di Lacan da Jacques-
Il seminario. Libro II. L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicanalisi (1954-1955)
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 382
"L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi" è un seminario che Lacan tenne un anno dopo aver iniziato, a R
Dei Nomi del Padre-Il trionfo della religione
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 117
«Nomi del padre» è una nuova formulazione di Lacan della funzione del mito di Edipo studiato da Freud
L'angoscia. Introduzione al Seminario 10° di Jacques Lacan
Jacques-Alain Miller
editore: Quodlibet
pagine: 120
Che cos'è l'angoscia? Per la medicina è una disfunzione fisica, per la psicologia è un'anomalia del giudizio o dell'adattamento, per Kirkegaard è un concetto che apre alla metafisica, per Freud è un segnale che non ha un'utilità ma una funzione: causa la rimozione dando avvio alla formazione del sintomo. Lancan riparte da Freud per dire che l'angoscia è un "segnale del reale", è cioè il segnale di un godimento che precede il desiderio, o meglio, essa è logicamente necessaria alla sua costituzione. Allora all'angoscia bisogna dare il suo giusto posto, in quanto operatore che produce l'oggetto causa del desiderio. Questo libro è un commento dell'autore del Seminario sull'"Angoscia" di Lacan.
Pezzi staccati. Introduzione al seminario XXIII. «Il sinthomo»
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 114
In questo libro Jacques-Alain Miller fa da guida al lettore che si accosta all'ultimo insegnamento di Lacan. Sicuramente il più arduo. Il libro XXIII del Seminario di Lacan, intitolato "Le sinthome" - antica grafia del termine sintomo - e infatti, come tutti gli ultimi seminari, completamente diverso dai precedenti. Perché? Almeno per due motivi. Primo: perché Lacan nell'ultimo periodo del suo insegnamento capovolge letteralmente la sua impostazione teorica sull'inconscio. Mentre prima l'accento era posto sull'assioma che l'inconscio è strutturato come un linguaggio, ora Lacan mette l'accento sulla disgiunzione tra il senso e il reale, tra la verità e il godimento. L'accento non è quindi posto sul sistema significante, sul grande Altro, sul linguaggio, ma sul godimento, che è quel reale che si presenta clinicamente come impossibile da sopportare e logicamente come senza senso. Addirittura il significante stesso non serve più alla comunicazione o al senso, ma si rivela essere al servizio del godimento, come prova l'opera di Joyce, soprattutto "Finnegans Wake". Inoltre questo seminario presenta in modo del tutto diverso la triade che aveva guidato Lacan fin dagli inizi del suo insegnamento l'immaginario, il simbolico e il reale - e con cui aveva riorganizzato la teoria e l'esperienza della psicoanalisi.
Il nuovo. Fortuna e ordinata virtù in psicoanalisi secondo Lacan
a cura di A. Di Ciaccia
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 176
Il testo qui presentato è la trascrizione di un seminario tenuto nel luglio 1998 a Barcellona da Jacques-Alain Miller in occas
Il seminario. Libro V. Le formazioni dell'inconscio 1957-1958
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 535
Un seminario in cui Lacan persegue l'avanzamento teorico e clinico della grande lezione di Freud con stile brillante e antisistematico. Il periodo compreso fra il 1957 e il 1958 è di cruciale importanza per la ricerca psicoanalitica di Lacan: sono gli anni in cui trasforma l'Edipo freudiano in una metafora e il fallo in significato e in cui si definiscono i suoi studi sulla psicosi e sulla direzione della cura. In costante dialogo con le sue amicizie intellettuali - da Jackobson a Lévi-Strauss, a Queneau - prende in giro François Dolto, commenta un libro di Leiris, racconta a modo suo "Il balcone" di Genet, fa riferimenti alla politica francese o ai classici come Aristofane e Molière, tratteggia una serie di ritratti dei casi di nevrosi.
Il seminario. Libro VIII. Il transfert (1960-1961)
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 436
Il "Seminario VIII" è uno dei più centrali dell'opera lacaniana. Freud aveva cominciato a definire il transfert come forma "artificiale" di amore che fungeva nel contempo da supporto all'atto interpretativo e da ostacolo che la cura dovrà appunto consentire di superare. Lacan conduce una sottilissima reinterpretazione della prospettiva freudiana, tesa a smarcare il transfert dalla sua natura di artificio usato strategicamente dall'analista, e a identificarlo a tutti gli effetti con una forma di amore autentico, al contrario dell'amore ordinario nutrito di inganno, dato che è rivolto a un oggetto che ne riflette in realtà un altro: Alcibiade, secondo Lacan, desidera Agatone, nonostante creda di desiderare Socrate. Il filosofo greco funziona, in un certo senso, come un analista, ovvero come colui che ha il "potere" di rivelare la verità intorno all'oggetto del desiderio. Però, a differenza della struttura amorosa in cui l'amato è l'oggetto che manca, l'analista indica con la sua presenza che ciò che manca è una mancanza in atto.
Chi sono i vostri psicoanalisti?
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 518
'Sì, chi sono esattamente i vostri psicoanalisti? Ve lo siete mai domandato? Da dove provengono? Da dove saltano fuori? Chi li
Jacques Lacan e il problema della tecnica in Psicoanalisi
Domenico Cosenza
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 173
Il lavoro di Cosenza offre, sul tema della tecnica psicoanalitica, una lettura esaustiva e articolata dell'insegnamento di Lacan, prendendo in considerazione i suoi diversi periodi: dal terreno dell'immaginario e dalla critica che ne fa Lacan per arrivare, in un secondo tempo, al campo simbolico che rivela il funzionamento e la struttura stessa dell'inconscio e infine, in un terzo momento, alla tematizzazione del reale in gioco in ogni esperienza analitica, reale che è il nucleo di ogni sintomo. Si tratta di un lavoro che ci dice con i dovuti passaggi in che modo si orienta lo psicoanalista che ha tratto la sua formazione da Lacan.
Lettere all'opinione illuminata
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 174
Le Lettere all'opinione illuminata di Jacques-Alain Miller sono state in Francia un vero e proprio caso editoriale
I paradigmi del godimento
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 254
Parlare di semplicità e chiarezza a proposito di Lacan può sembrare un paradosso, e in effetti lo è
Il seminario. Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi (1969-1970)
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 294
Lacan tenne il seminario dal titolo "Il rovescio della psicanalisi" - il diciassettesimo del suo insegnamento - nell'anno accademico 1969-1970. I fatti del maggio '68 non esulano dalla tematica del seminario né per le implicazioni concrete, nè soprattutto perchè Lacan vi sviluppa una teoria del potere che ha il suo fulcro nel "discorso del padrone", esatto rovescio del discorso della psicoanalisi. Il discorso del padrone, infatti, è incentrato sul potere del significante, mentre nel discorso della psicoanalisi il potere non è accordato al significante ma a ciò che lo causa. "Il rovescio della psicoanalisi" è dunque un seminario critico nei confronti di Freud.
Logiche della vita amorosa. Sintomo e fantasma. Il Gide di Lacan
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 176
Il seminario. Libro X. L'angoscia 1962-1963
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 374
Il problema dell'angoscia viene affrontato da Lacan da un'angolatura particolare, e cioè dal suo aspetto positivo. In questo ha dei precursori in alcuni filosofi, come Kierkegaard, Heidegger e Sartre stesso, che hanno visto nell'angoscia quel concetto capace di aprire alla riflessione soggettiva, ma soprattutto Freud, che assegna all'angoscia la funzione di causare la rimozione, dando cosi avvio alla formazione del sintomo. Lacan accentua la positività dell'angoscia, poiché per lui essa è la via privilegiata per accedere al reale. Il che vuol dire che l'angoscia è la via che porta al di là del significante, è la via privilegiata per cogliere quel "resto" che egli chiama oggetto "a". Oggetto essenziale, poiché non è l'oggetto desiderato, ma è l'oggetto che, invece, causa il desiderio. Si passa così, tramite l'angoscia, dal campo dell'oggetto docile al significante, come sono tutti gli oggetti che sembrano corrispondere al desiderio, a quest'oggetto "altro", che è all'origine del desiderio. Oggetto le cui manifestazioni erano già state delineate da Freud nell'oggetto orale e in quello anale, e che Lacan a sua volta completa con lo sguardo e la voce, e infine precisando la natura del fallo, oggetto di cui l'uomo viene a mancare e di cui la donna non sa che fare, lei che è invece sempre presa dal desiderio dell'Altro.
Il seminario. Libro VII. L'etica della psicoanalisi (1959-1960)
Jacques Lacan
editore: Einaudi
pagine: 382
L'etica consiste essenzialmente in un giudizio sulla nostra azione. La psicoanalisi apporta qualcosa che si pone come misura della nostra azione, ma lungi dal proporre un ritorno agli istinti o una ripresa degli ideali della morale tradizionale, essa pone l'accento sul rapporto dell'azione con il desiderio che la abita. Il desiderio non si confonde né con il volere né con il potere, né con il piacere né con l'utile. Comporta invece la dimensione dell'inconscio. In questo seminario Lacan illustra come il desiderio inconscio ruoti attorno a un vuoto di senso: Freud lo chiama "das Ding", Lacan la "Cosa". Questo vuoto, esemplificato nelle forme della sublimazione dell'amor cortese e dell'arte, Lacan lo delinea nel rapporto paradossale che egli stabilisce tra il Kant dell'imperativo categorico e il de Sade del fantasma perverso. Di questo vuoto Lacan svela l'orrore, esemplificato nella tragica figura di Antigone e celato dal comandamento dell'amore verso il proprio prossimo.
L'ultimissimo Lacan. L'orientamento lacaniano
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 274
Negli ultimi anni di vita, Lacan apporta alla sua lettura dell'inconscio freudiano cambiamenti che sconvolgono e in un certo s
Capisaldi dell'insegnamento di Lacan. L'orientamento lacaniano
Jacques-Alain Miller
editore: Astrolabio Ubaldini
pagine: 368
Jacques-Alain Miller ebbe il privilegio di essere definito da Lacan il suo "unico lettore" e fu a lui che Lacan affidò la sua
