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Libri di Vito Piazza

«Attè ti picchia, Luigi?». Quasi un diario di quotidiana follia dall'ultima scuola speciale

Vito Piazza

editore: Centro Studi Erickson

pagine: 204

Questa è una storia vera. È la storia dell'ultima scuola "speciale" italiana per alunni con disabilità: la "Treves-De Sanctis", nella periferia milanese, di cui l'autore è stato per anni direttore. Sembra venire da un passato lontanissimo, superato, seppellito dalle nuove bandiere dell'integrazione, dell'inclusione, della speciale diversità. Nessuno può negare gli enormi progressi fatti in materia di assistenza, sostegno, formazione di persone con disabilità: sono cambiate le leggi che le tutelano, si è trasformato il linguaggio con cui si parla di loro. Eppure, se a distanza di anni si ripropone, in una nuova edizione aggiornata e rivista, un volume che è stato un "classico" della letteratura sull'integrazione scolastica, è proprio per ricordarci che molto ancora c'è da fare per raggiungere il traguardo di una piena inclusione, per realizzare un modello di scuola che non si fermi all'assistenza - che dà tutto senza chiedere in cambio nulla - ma punti all'educazione - che invece esige un ritorno, che insegna qualcosa perché qualcuno la impari. Chi non conosce la storia è destinato a ripeterne gli errori: per questo Massimino, con la sua bambola senza testa, Fausto, che picchia tutti quelli con gli occhigli, Emanuele, che fa il camion, Catherine, che non riesce a stare sola, e insieme a loro i genitori e gli insegnanti che li hanno amati e seguiti hanno ancora molto da dirci su quel che avremmo potuto, e ancora possiamo, fare.
15,50 14,73

Lettera a una professoressa 2. Don Milani vive ancora

Vito Piazza

editore: Centro Studi Erickson

pagine: 109

"Lettera a una professoressa", scritto al momento dell'entrata in vigore della riforma della scuola dell'obbligo scolastico e dell'introduzione dall'ottobre 1963 della "Scuola media unica" è stata una condanna bruciante della scuola selettiva e classista di allora ed in particolare dell'atteggiamento dei suoi insegnanti, o almeno di una parte di essi. In questa lettera, continuazione (non imitazione) della precedente, Vito Piazza dà voce a chi non ne ha abbastanza per urlare il suo diritto a vivere, a partire dalla scuola. E' un racconto in cui si potrà ritrovare lo stesso spirito che ha mosso Don Milani, una testimonianza di come la presenza di alunni disabili in classe rappresenta un arricchimento, sul piano umano, emotivo, ma anche cognitivo.
13,00
18,80

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